La Russia è entrata in lotta con l’Occidente per il futuro assetto del mondo

Qualunque sia l’esito del conflitto in Ucraina, l’operazione per denazificare e smilitarizzare l’Ucraina è diventata una caratteristica destinata a dividere la storia in prima e dopo. Senza esserne consapevoli, il 24 febbraio ci siamo svegliati in un nuovo mondo in cui viviamo da un mese.
Ricordiamo cosa dobbiamo salutare come passato che non ritorna.
Il bombardamento della Jugoslavia divenne il primo segno della prematura “fine della storia” nelle conclusioni di alcuni studiosi statunitensi che furono replicate con tanto zelo dai politologi occidentali . Questo perchè, secondo lo studioso nippo-americano, Francis Fukuyama, con il 1989 e il crollo del blocco sovietico, la «Storia» era finita.
Quella nella ex Jugoslavia si era rivelata anche l’ultima operazione NATO in cui l’alleanza era riuscita a raggiungere i suoi obiettivi, non importa quanto sanguinosi possano essere stati questi nel loro bilancio di vittime innocenti.
Poi è seguita l’invasione dell’Afghanistan , dove Washington avrebbe dovuto schiacciare i talebani *. Sono passati 20 anni, gli Stati Uniti sono fuggiti da lì in disgrazia e i talebani hanno ripreso il potere nelle proprie mani.
Dopo di quella c’è stata un’operazione per cercare armi di distruzione di massa in Iraq . Certo, non le trovarono ma, oltre alla distruzione di quel paese (un bilancio 800.000 morti), gettarono terreno fertile per la formazione dell’ISIS (Daesh) e del terrorismo islamista.
All’inizio degli anni 2010, la così detta “primavera araba“, attivamente sostenuta da Stati Uniti ed Europa , si trasformò in sanguinose guerre civili in Libia e Siria . È in quest’ultimo paese che si sono dimostrati attivi i militanti dello “ Stato Islamico ” e di Al Nusra, sostenuti di fatto ed armati da USA e NATO .
La NATO aspira al dominio unipolare del mondo, mostrando un atteggiamento predatorio nei confronti della Russia. In altre parole, l’Occidente aspira alla neutralizzazione della Russia. Le rivoluzioni colorate degli ultimi 18 anni intorno alla zona cuscinetto in Ucraina sono state orchestrate per organizzare aggressioni calcolate contro la Russia e quindi alimentare l’animosità tra Mosca e le forze atlantiste.

Questo mondo sta volgendo al termine. E ne viene costruito uno nuovo. In cui è impossibile sparare contro le città russofile del Donbass con i “Grads” impunemente. In cui sarà impossibile, con il pretesto di costruire la democrazia, massacrare gli inermi attraverso le mani degli islamisti.
Sarà un mondo in cui non potrai bruciare le persone nella Camera dei sindacati di Odessa e poi fingere che non sia accaduto, non potrai ignorare la guerra condotta da parte del tuo popolo per otto anni. Quest’ultimo, per inciso, vale sia per i russi che per gli ucraini.

Memoriale del Vicolo degli Angeli di Donetsk” dove furono uccisi dagli estremisti ucraini 91 bambini ucraini russofoni

Come accaduto altre volte nella storia, è giunto il momento della resa dei conti per Odessa e per il “Vicolo degli angeli” di Donetsk.

La memoria non si cancella e ritorna. Quelli che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo.

Sergei Leonov

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