La Russia distrugge una grande base sottomarina di droni a Kiev

L’esercito russo ha distrutto un’ampia base di veicoli sottomarini senza pilota donati dall’Occidente all’Ucraina, nella città portuale di Odessa e nei suoi sobborghi.

In una dichiarazione rilasciata questo lunedì, il Ministero della Difesa russo ha segnalato una grande esplosione a Odessa, nel sud-ovest dell’Ucraina, seguita da diverse esplosioni secondarie che sembrano essersi verificate nella principale base aerea ucraina di questa città.

Il rapporto, che non fornisce ulteriori informazioni sull’attacco alla base, riferisce di un altro attacco ad una struttura portuale situata alla periferia di Odessa, precisando che l’obiettivo era un deposito di carburante e che sul posto è stato osservato un grande incendio.

Secondo il rapporto militare, le forze russe hanno anche distrutto almeno due sistemi di difesa aerea S-300 e un radar di allarme rapido ad altissima frequenza P-18, appartenenti alle forze ucraine.

Nelle ultime 24 ore le forze russe hanno causato circa 680 vittime nell’esercito di Kiev e hanno distrutto attrezzature militari straniere in 107 aree dell’Ucraina.

L’Ucraina afferma che i veicoli sottomarini senza pilota o UUV che ha utilizzato più volte per attaccare la flotta russa del Mar Nero sono di fabbricazione nazionale, ma il Ministero della Difesa russo sottolinea che questi dispositivi fanno parte delle armi donate all’Ucraina dall’Occidente.

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Kiev e Mosca sono in guerra dal febbraio 2022, quando il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato l’inizio di un’operazione militare per proteggere la popolazione del Donbass, nonché per smilitarizzare e denazificare il territorio di confine dell’Ucraina.

In questo contesto, la Russia ha più volte avvertito che i tentativi di riarmo dell’Ucraina non fanno altro che estendere il conflitto, dove decine di veicoli corazzati, carri armati, obici e lanciarazzi, nonché aerei da combattimento di fabbricazione sovietica inviati dall’Occidente all’esercito, sono già stati distruttì in Ucraina.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione: Luciano Lago

11 commenti su “La Russia distrugge una grande base sottomarina di droni a Kiev

  1. Mi premetto di segnalare un articolo-intervista proveniente dalle bassure del “mainstream” italiota, ma che segna un cambiamento di propaganda, in base al quale ora il drogato zelensky è “disperato”, non per mancanza di cocaina, ma dei soldi dell'”occidente collettivo”:

    Zelensky disperato, ora parla di sconfitta. Nelli Feroci: non è la resa. “Ma considera perso l’Est”
    Storia di ANTONIO DEL PRETE

    Roma, 7 aprile 2024 – Il pessimismo della ragione induce Volodymyr Zelensky a difendere il difendibile, rinunciando ai territori persi. È per mantenere la sovranità su quella parte di Ucraina non ancora occupata dai russi che il leader di Kiev si affida agli aiuti degli alleati occidentali. La pensa così l’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, presidente dell’Istituto Affari internazionali (Iai).
    Ambasciatore, ieri l’ennesimo appello disperato di Zelensky, che invoca aiuti militari. Gli alleati sono pronti a fornire contributi immediati?
    “Evidentemente ci sono difficoltà oggettive. Lo dimostrano proprio le reiterate richieste di Kiev. Il problema principale riguarda quello che finora è stato il principale fornitore di armi, cioè gli Stati Uniti. I repubblicani, infatti, stanno bloccando la decisione sul relativo stanziamento al Congresso”.
    È una questione di politica interna o c’entra la simpatia di Trump per Putin?
    “Prevalentemente di politica interna. Bloccare la decisione sugli aiuti all’Ucraina collegandola a impegni sul contrasto dell’immigrazione dal Messico è stato strumentale. Lo scopo? Mettere in difficoltà Biden in vista delle prossime presidenziali. Se anche gli aiuti venissero sbloccati in tempi ragionevolmente brevi, occorrerà altro tempo per inviare le armi a Kiev e addestrare gli ucraini a utilizzarli, soprattutto per quanto riguarda i Patriot”.
    Perché l’Europa non supplisce?
    “Al di là delle questioni politiche e finanziarie, in Europa scarseggiano proiettili di artiglieria, missili e sistemi anti-aerei”.
    Veniamo alla situazione sul campo: i russi guadagnano terreno?
    “Sì, ma l’avanzamento lungo l’estesa linea del fronte è piuttosto modesto. D’altra parte, assistiamo a un arretramento delle linee ucraine che, fatte salve rare incursioni con aerei e missili, ormai sono sulla difensiva. Fonti accreditate ritengono possibile l’ipotesi di uno sfondamento russo nelle prossime settimane”.
    Zelensky ha rilanciato l’idea di una conferenza di pace in Svizzera dicendo che nei prossimi giorni sarà stabilita la data. È pronto a negoziare?
    “Sì, ma alle sue condizioni. Quindi temo che si tratti di una iniziativa con poche prospettive. Tanto più che la Federazione Russa non è stata invitata a questa conferenza”.
    E Putin in questo momento avrebbe convenienza a trattare?
    “Putin ha tutto l’interesse ad attendere novembre, quando le presidenziali americane potrebbero riportare Trump alla Casa Bianca. Quindi, allo stato sono pessimista sulla possibilità di avvio di un negoziato”.
    Ma in queste condizioni Zelensky non farebbe meglio ad affidarsi alla diplomazia per non perdere altro terreno?
    “Dipende dalla base negoziale. Il presidente ucraino ha sempre ribadito che non intende rinunciare ai territori invasi dai russi. E Mosca, d’altra parte, non potrebbe accontentarsi di niente di meno del riconoscimento de iure della situazione sul terreno”.
    Tuttavia Zelensky è passato dalla retorica della vittoria agli appelli disperati. Come si traduce il messaggio politico nella lingua della diplomazia?
    “Le sue parole non sono la premessa per una resa, ma una richiesta all’Occidente affinché lo aiuti a difendere il difendibile, cioè la parte dell’Ucraina non ancora occupata dai russi”.
    Qual è invece l’obiettivo dell’Occidente?
    “Quello di sempre, cioè convincere Putin a venire a patti, costringerlo a una soluzione politico-diplomatica. Peraltro, dalla riunione ministeriale della Nato è emersa una novità importante”.
    Quale?
    “Il segretario generale Stoltenberg ha proposto di affidare all’Alleanza Atlantica il coordinamento degli aiuti militari all’Ucraina, finora responsabilità del cosiddetto formato Ramstein, che era presieduto dal segretario alla Difesa americano. La ragione? Il rischio di una prossima nuova Amministrazione americana meno disponibile ad impegnarsi a sostegno dell’Ucraina. Da qui l’idea di un trasferimento alla Nato di questa responsabilità. Gli aiuti continuerebbero comunque ad essere decisi e messi a disposizone dai singoli Paesi membri della Alleanza”.
    L’ipotesi di truppe occidentali sul terreno è realistica?
    “No, lo confermano le reazioni dei principali alleati della Francia, da cui arriva questa suggestione. Italia e Germania, infatti, hanno ribadito la linea del massimo dell’assistenza all’Ucraina ma senza coinvolgimento diretto”.
    Eppure il Cremlino parla di uno scontro diretto già in atto tra Nato e Russia.
    “Propaganda di regime. Putin, tutto compreso, è un politico razionale e non credo che abbia interesse ad attaccare Paesi dell’Alleanza Atlantica. Sa bene cosa rischia. Non ci sono pericoli nel breve termine”.
    La situazione in Medio Oriente influisce anche sul conflitto ucraino?
    “Domanda complessa. Tenderei a escludere un coinvolgimento diretto di Mosca nell’attacco del 7 ottobre, ma se c’è un Paese che ha beneficiato del raid di Hamas, è proprio la Russia. Per qualche mese, infatti, i media occidentali, si sono dimenticati della guerra in Ucraina. Inoltre, sullo scacchiere mediorientale si sono riprodotti grosso modo gli stessi schieramenti geopolitici che si fronteggiano nell’Est europeo”.

    Cari saluti

    1. Grazie, Eugenio Orso. Diciamo la verità, senza giri di parole: che goduria! Finalmente, lo sbruffone buffone sanguinario Zelenskyller canta un altro spartito: i cui autori non sono anglo-americani, ma il suono delle bombe che gli hanno spento i motori della marcia retorica oltranzista virate sul lisergico. Finalmente, tutta la propaganda atlantista deve suonare la sua musica al contrario: e non prende una stecca, anche se il volume è piuttosto basso. Hanno detto e fatto ogni infamia, per dare l’assalto per procura alla Russia: e gli ucraini, su quei tamburi di guerra, hanno ballato la danza della propria morte per dare lustro a un bastardo venduto dalla testa di piedi agli U.S.A. Finalmente, i nodi vengono al pettine: e tanti baldi guerrieri per interposti ucraini ci lasceranno lo scalpo, le scarpe, le penne e le mutande.
      W PUTIN!
      SLAVA ROSSII!

    2. Ciao Eugenio, ottimo spunto di lettura. Condivido le analisi del diplomatico Nelli Feroci. Sottolineo che a mio avviso si gl’ aiuti americani sono bloccati per una questione interna, ma combaciano con il 7 ottobre. Cioè non credo alle coincidenze. Più che una questione di buoni rapporti tra Trump e Putin, a cui non credo, credo che sia una questione di quanti e dove. Gli scenari in cui rovesciare risorse sono troppi. E tra la Cina, Israele e l’ Ucraina forse i naziUsa preferiscono mollare Zelensky. Ma direttamente, indirettamente intanto li hanno sostituiti i servi UE. Macron, Von der Leyen e Borrell più una vasta schiera di stati nordici. Non sono all’ altezza di Washington, ma stanno intervenendo. Cari saluti.

    1. Pertini. Il solo unico presidente di questa repubblica delle banane, a lui soprattutto ed a pochi altri come lui dobbiamo la nostra bella costituzione. Che oltraggio vedere questi brutti partiti mafio massonici pisciarci sopra. Saluti

  2. Odessa deve cadere. Bene l’ ultimatum di Mosca a Kiev che scade a maggio, ma la presa del solo sbocco sul mar Nero ucro è indispensabile per la smilitarizzazione e la denazificazione della nazione.

  3. Penso che sia giusto concentrare gli attacchi contro tutte le armi che arrivano dell’occidente perché in questo modo si risponde anche ai guerrafondai occidentali

  4. Questi ucraini non meritano alcun riguardo : hanno attaccato la centrale nucleare ; sono come i sionisti che ammazzano vecchi, donne e bambini. Ucraini e sionisti agiscono solo perchè spalleggiati dagli angloamericani, il cuore di tenebra del mondo.

    1. Ma la stampa mainstream, senza vergogna, scrive che sono stati i russi a colpire la centrale nucleare che loro stessi controllano. Una volta la stampa era (in parte e in alcune testate) libera o almeno liberale. Oggi devi scrivere l’assurdo se vuoi mangiare

    1. Già, Zelensky ha bisogno di soldi, e intanto compra casa (o meglio un castello) da re Carlo ! Azzardo una previsione abbastanza realistica ! Un attimo prima della sconfitta totale dei suoi ucro-nato, fuggirà a gambe levate da Kiev (se farà in tempo), per stabilirsi in una delle sue dimore estere, dove verrà “avvelenato” dai suoi mandanti anglo americani, che ne attribuiranno la responsabilità al solito malvagio avvelenatore Putin !

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