La Russia darà una risposta adeguata a qualsiasi provocazione in Ucraina, ha dichiarato Lavrov

Ministro degli Esteri Lavrov: la Russia darà una risposta adeguata a qualsiasi provocazione militare in Ucraina

MOSCA, 22 dicembre – RIA Novosti. Mosca sta avvertendo le “teste calde” in Ucraina dal provocare il conflitto, ma è pronta a rispondere, ha affermato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov .
Lo stesso ministro ha definito molto semplice il calcolo di Kiev e dell’Occidente: schierando truppe vicino ai confini russi, vogliono sconvolgere l’equilibrio nella regione.
“Ieri Putin ha detto molto chiaramente al collegio del ministero della Difesa: abbiamo tutte le capacità necessarie per fornire una risposta adeguata, anche tecnico-militare, a qualsiasi provocazione che possa svolgersi intorno a noi”, ha sottolineato il diplomatico.
Ha anche espresso preoccupazione per il fatto che Parigi e Berlino sostengano Kiev, che viola sistematicamente gli accordi di Minsk.

In precedenza, il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price ha scritto su Twitter che, “contrariamente alle dichiarazioni del ministro della Difesa russo (Sergei Shoigu),” la Russia, non l’Ucraina o gli Stati Uniti , è responsabile dell’escalation delle tensioni . L’ambasciata russa ha risposto esortando “a non farti arrabbiare con una tisana”.

Il conflitto nell’est dell’Ucraina dura da più di sette anni e mezzo, durante i quali, secondo l’ONU, più di 13mila persone sono diventate le sue vittime. La de-escalation viene discussa in una riunione del gruppo di contatto, sulla base degli accordi di Minsk, che implicano un cessate il fuoco e il ritiro delle armi pesanti dalla linea di contatto. Allo stesso tempo, l’Ucraina ha ora concentrato nel Donbass metà del personale dell’esercito e sta bombardando le milizie, anche con l’uso di attrezzature proibite.

Navi USA nel Mar Nero

Gli Stati Uniti e altri alleati stanno aumentando le tensioni nella regione, fornendo armi e istruttori militari a Kiev e aumentando il numero di esercitazioni nel Mar Nero. Mosca crede che l’Occidente stia cercando di creare un raggruppamento di forze NATO vicino ai confini russi.

Nota: Secondo il Dipartimento di Stato USA, i movimenti di truppe all’interno del territorio della Federazione russa costituiscono una “minaccia” nei confronti dell’Ucraina e dei paesi limitrofi. Al contrario il massiccio trasferimento di truppe, di armamenti e di mezzi militari della NATO dalle coste dell’Atlantico, ovvero dagli Stati Uniti, dal Canada e dalla Gran Bretagna, fino all’Ucraina ed ai paesi baltici, non costituisce alcuna minaccia ma è da considerare normale. Altrettanto la concentrazione di forze aeronavali della NATO nel Mar Nero sotto i confini della Russia. Tutto nella norma, secondo Washington.

Fonte: Ria Novosti

Traduzione e nota: Luciano Lago

8 Commenti
  • Hannibal7
    Inserito alle 13:14h, 22 Dicembre Rispondi

    https://avia.pro/news/rossiyskie-kompleksy-murmansk-bn-i-krasuha-gotovy-nakryt-vsyu-evropu-v-sluchae-otkaza-nato-idti

    Potrebbe essere questa la risposta tecnico-militare di cui parla Putin (???)

  • Valerio T
    Inserito alle 16:50h, 22 Dicembre Rispondi

    Invece di lamentarsi e piagnucolare delle provocazioni degli altri Putin pensasse alle sue. Sono ventidue anni che provoca guerre e morti, ora tocca a lui. Nel maggio 2004, l’attentato che costò la vita al presidente ceceno Akhmat Kadyrov concluse il processo di rioccupazione della Cecenia iniziato cinque anni prima. Quattro anni dopo, nell’agosto 2008, a tre anni dalla Rivoluzione delle Rose, Vladimir Putin lascerà una nuova traccia nella memoria dei georgiani, annettendo de facto l’Ossezia del Sud e spingendo le sue truppe a pochi chilometri dal gasdotto Baku-Ceyhan e a poca distanza da Tbilisi, la capitale georgiana. Nel 2010, cinque anni dopo la Rivoluzione Arancione, rientra in gioco in Ucraina con l’elezione di Viktor Yanukovych a presidente della Repubblica. Nel 2014, sorpreso dalla Rivoluzione della Dignità in Ucraina, si risolleva di scatto annettendo de jure la Crimea e de facto parte del Donbas. Allo stesso tempo, porta avanti il graduale vassallaggio del Belarus, cogliendo nel 2020 l’opportunità della Rivoluzione Bianca e Rossa per sopprimere qualsiasi residua illusione di indipendenza del presidente Lukashenko. Infine, nel 2021, approfitta della guerra azero-armena per installare le sue truppe in Nagorno-Karabakh, quindi formalmente sul territorio dell’Azerbaigian. Senza menzionare dissidenti avvelenati e giornalisti uccisi. Belli miei siete finiti, questa volta la pagherete cara.

    • Redazione
      Inserito alle 18:08h, 22 Dicembre Rispondi

      Egregio Valerio,
      il suo punto di vista coincide esattamente con quello del Dipartimento di Stato USA:
      1) la guerriglia dei fanatici estremisti ceceni, autori di massacri di bambini (vedi il massacro nella scuola di Beslan del 2004–https://www.reportdifesa.it/15-anni-dalla-strage-di-beslan/) sovvenzionati segretamente dalla CIA, secondo gli USA era una “guerra di liberazione”.
      2) Le rivoluzioni colorate in Georgia e in Ucraina (sobillate dalla CIA e dal M-16) culminate nel golpe di Maidan a Kiev, secondo Washington, sarebbero una “rivolta popolare” e non un cambio di regime attuato dagli agenti USA e britannici. Lo stesso doveva avvenire in Bielorussia ma Lukashenko ha bloccato per tempo la manovra di fare della Bielorussia l’ennesimo paese con basi NATO in funzione anti russa.
      3) Washington da sempre utilizza i radicali islamici wahabiti/salafiti, terroristi e tagliagole vari, come fanteria d’assalto per le sue finalità geopolitiche, in Cecenia come in Siria, Libia e Iraq e adesso in Asia occidentale.
      L’America invece (che è sempre dalla parte del bene) ha fatto le sue guerre in Iraq, in Siria, in Libia, in Afghanistan e altrove (nella ex Yugoslavia prima) sempre per “portare la democrazia” e per difendere i “diritti umani”, i milioni di morti civili e non sono serviti a quello, si sono visti i risultati.

      Complimenti comunque, lei potrebbe concorrere per il premio “il guinzaglio d’oro” che viene riservato ai migliori servitori dell’Impero anglo USA, premio riservato a giornalisti e seguitori dei bravi yankees, campioni di democrazia e di rispetto dei diritti (Julian Assange ne sa qualche cosa).
      Si faccia avanti per arruolarsi nei marines o nei berretti verdi così avrà il privilegio di poter combattere fianco a fianco per i suoi amati yankees, avendo tutti i requisiti per farlo.
      Saluti

      Luciano Lago

      • nicholas
        Inserito alle 18:40h, 22 Dicembre Rispondi

        Valerio T, secondo me è un troll

  • Giorgio
    Inserito alle 18:48h, 22 Dicembre Rispondi

    Dopo le puntualizzazioni della REDAZIONE …….. Valerio T dovrebbe solo nascondersi ………..

  • FRANCO
    Inserito alle 18:55h, 22 Dicembre Rispondi

    Come diceva ns. Signore chi non ha peccato scagli la prima pietra, più che obbiettivi mi sembrate dei tifosi di calcio, ognuno tifa la propria squadra a prescindere, non riconoscendo che gli errori e omissis ci sono da entrambi le partii, l’importante è che queste non diventino fazione, in questo caso non si fa vera informazione

    • atlas
      Inserito alle 21:52h, 22 Dicembre Rispondi

      e tu chi sei, un’altro democratico ? L’informazione democratica è su rai, mediaset, la7, quì quelli come ‘Valerio’ e chiunque altro non sia pro-Russia può andarsene affankulo. Certo che siamo sostenitori della Russia. Chi sta un pò di quà un pò di la sono i Renzi democratici qualsiasi. Affankulo 2 volte. Anche tre

    • Giorgio
      Inserito alle 08:25h, 23 Dicembre Rispondi

      Gli “equidistanti”, quelli che stanno un pò qua e un pò la …….. a seconda delle convenienze …….
      sono dei vili opportunisti, destinati a prendere pedate da entrambe le fazioni ……..

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