La Russia aumenta i suoi legami con l’asse della resistenza


Venerdì scorso, le forze siriane e russe di R. hanno alzato la bandiera nazionale siriana in cima agli edifici ufficiali per firmare la fine della “ribellione”.

La stampa israeliana accusa Mosca di “aver tradito” Israele “sia a Daraa che nel Golan” dove “aveva promesso di tenere Hezbollah e gli iraniani a una distanza di 80 chilometri, promessa che non ha mai mantenuto”, anche se questo significava lasciare che il Golan diventi un bastione balistico contro “Israele”, “da cui vengono lanciati sempre più missili terra-terra M-600 in risposta alle nostre incursioni contro la Siria”, afferma un media israeliano.

“Dopo tanti sforzi da parte nostra, la Russia si sta finalmente allineando con la politica iraniana in Siria, il che è lungi dal giovare a ‘Israele’. Prendiamo il caso della recente tregua a Daraa. I gruppi armati avevano pochissime opzioni, il che significa che molti di loro hanno rinunciato alle loro armi e altri hanno scelto di andare nella provincia di Idlib o lasciare la Siria per la Giordania. Questo sposterà l’equilibrio di potere a favore della Siria e metterà Israele in una situazione difficile, soprattutto perché Daraa si trova ai margini delle alture del Golan. L’esercito siriano sarà schierato sotto il naso dei nostri soldati a Daraa e tutto questo perché la Russia ci ha fatto lo stesso scherzo come nel Golan siriano”.

“Dal 2018, Tel Aviv ha fatto affidamento sulla Russia per prevenire un’istituzione della presenza iraniana e di Hezbollah nel sud-ovest di Daraa. Ma passo dopo passo, la Russia è riuscita a ridurre il peso e l’influenza dei ribelli (sostenuti da Israele). Poi, in collusione con la Siria e l’Iran, li ha neutralizzati e ora li sta cacciando.

A questo si aggiunge l’azione russa contro l’aviaziome israeliana e il suo sostegno alla difesa aerea siriana, che ha privato l’avizione militare della possibilità di attaccare obiettivi iraniani in Siria. In “Israele” ci chiediamo perché questo cambiamento russo sia in atto e non possiamo trovare una spiegazione migliore della prospettiva di un ritiro americano dalla regione e del fatto che i russi tendano a giocare le carte vincenti”.

Questa carta vincente che sembra aver allineato Mosca alla posizione della Resistenza si gioca infatti in parte in Libano, dove Hezbollah ha controllato e addomesticato gli USA attraverso queste petroliere iraniane arrivate pochi giorni fa a Baniyas e il cui carico è ora spedito in Libano su autocisterne.

Inoltre, la Russia potrebbe aspirare a svolgere un ruolo nei progetti di gas offshore del Libano, dopo che Nasrallah ha affermato che le società iraniane erano disposte a investire in questi senza timore di incursioni israeliane. Gli Usa hanno tirato fuori allo scoperto, proprio per contrastare l’Iran in Libano, un progetto di gasdotto Egitto-Siria-Libano che gli americani ora vogliono vedere realizzato, anche se non potrebbe raggiungere il Libano senza attraversare Daraa e poi Homs e da lì viola le proprie sanzioni contro la Siria.
E lì l’Egitto dovrà rivolgersi all’esercito siriano e a Hezbollah per assicurarselo. Lo stesso vale per la Giordania e il suo trasferimento di elettricità in Libano. Tutto questo non poteva lasciare Mosca indifferente.

Pattuglie russe Siria

Il ministro del petrolio siriano Bassam Tohmé ha anche annunciato che la Siria riceverà parte del gas in cambio del passaggio di un gasdotto “arabo” nel suo territorio.

“Il gasdotto arabo all’interno della Siria è pronto per funzionare e trasferire gas”, ha affermato Bassam Tohmé da Al Ahad. Il ministro del Petrolio siriano ha affermato che, secondo il Memorandum d’intesa tra Siria ed Egitto del 2000 e l’adesione della Giordania nel 2001, ogni paese doveva costruire la parte dell’oleodotto che attraversa il suo territorio. Secondo Tohmé, il gasdotto è lungo 320 chilometri e un metro di diametro e va dal confine con la Giordania ad Al Rayyan, nella Siria centrale. Questo gasdotto ha la capacità di trasferire 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno. In definitiva, questa cooperazione con i paesi arabi è un passo verso la ripresa delle relazioni, che è nell’interesse dell’economia siriana e riduce gli effetti delle oppressive sanzioni statunitensi.

Ma questo gasdotto “arabo” è posto sotto l’ombra invisibile di Hezbollah dopo che il suo segretario generale, Sayyed Hassan Nasrallah, ha sottolineato che le petroliere sarebbero salpate dall’Iran al Libano per risolvere la crisi del carburante del paese.

Perché la Russia, che da un anno esplora le coste siriane per il gas offshore, dovrebbe privarsi della possibilità di investire nel Blocco 9 offshore libanese, ora che i suoi legami con la Resistenza lo pongono al primo posto?
Le illusione di Israele sono destinte cadere come le foglie d’autunno.

Fonte: Press TV

Traduzione: Luciano Lago

6 Commenti
  • Ubaldo Croce
    Inserito alle 20:30h, 13 Settembre Rispondi

    Bella notizia.

  • mario
    Inserito alle 20:50h, 13 Settembre Rispondi

    animali ebrei il momento per voi sta arrivando……………………………….. belzec sobibor triblinka BIRKENAU

  • Gio
    Inserito alle 21:17h, 13 Settembre Rispondi

    Ancora è in piedi lo stato sionista dittatoriale

  • Mardunolbo
    Inserito alle 01:10h, 14 Settembre Rispondi

    Che menate questo Mario ! Pare un troll inviato dal mossad per istigare odio antiebraico !
    Oltre a tutto tira fuori lager che furono nominati dalla stampa di parte come campi di sterminio, mentre altri studiosi hanno dimostrato la menzogna su questi; dunque ?

  • Padova
    Inserito alle 12:32h, 14 Settembre Rispondi

    Anche Israele dovrà ridimensionarsi. Il periodo degli ” dei in terra” che fanno quel che vogliono, volge al termine. Del resto Israele, superpotenza militare non rischia certo l’estinzione! Può, se vuole distruggere tutti i suoi vicini, ma credo invece che dovrà diventare una nazione come le altre, senza licenza di uccidere chi e come vuole

  • antonio
    Inserito alle 00:02h, 15 Settembre Rispondi

    ripulire il mondo dai Ladroni yankee-jewish

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