La rivista “Foreign Policy” spiega perché gli Stati Uniti non sono preparati al caos nel loro paese

Gli americani si aspettano instabilità legata alle elezioni in paesi lontani. Ecco come il caos potrebbe accadere questa volta a casa loro.
Anno dopo anno, le agenzie governative statunitensi hanno aiutato gli estremisti e radicali stranieri a ribellarsi e a rovesciare i governi dei paesi ostili agli USA con la sobillazione delle agenzie di intelligence e delle ONG collegate a Washington..
I giornalisti che si occupano di violenza elettorale sono in genere più interessati a quello che accade Kenya, a Hong Kong al Venezuela o all’Ucraina.
Adesso succede che un’ondata di violenza è pronta a colpire gli stessi Stati Uniti al loro interno.
Come notato dalla rivista “Foreign Policy”, la crisi politica associata alle elezioni presidenziali ha colto di sorpresa gli americani.
Gli americani credevano ingenuamente che il destino degli stati instabili, soggetti a colpi di stato e guerre civili avrebbe aggirato gli Stati Uniti, la “grande democrazia”, pensavano.

Gli estremisti che rovesciano i governi ostili agli USA, come in Siria o in Venezuela, sono sempre stati visti dagli esperti americani come “combattenti per la democrazia”. Ora questi stessi esperti stanno guardando con orrore il fiorire dei gruppi radicali estremisti negli Stati Uniti, sia di destra che di sinistra.

“La responsabilità si è ora spostata su una situazione interna in cui gli Stati Uniti non sono attrezzati per gestire la mancanza di etichettatura di terrorismo interno e le complessità politiche che la violenza politica spesso comporta”, – scrive FP.

Radicali USA pronti all’azione

Oggi, i radicali di destra rappresentano un pericolo particolare per gli americani, anche se c’è una minaccia da sinistra, vista la prospettiva di scontri su vasta scala tra i sostenitori di Donald Trump ei suoi oppositori.
C’è il rischio, tuttavia, di attacchi più sanguinosi, soprattutto da parte di estremisti bianchi e antigovernativi, contro comunità minoritarie e politici del Partito Democratico.

Avviene però le forze di sicurezza statunitensi sono impreparate e non possono far fronte a questo problema, perché la rete estremista americana è troppo decentralizzata. I radicali e gli estremisti comunicano liberamente sui social network, fanno campagne e sviluppano piani, ma tutto questo è solo una parte visibile dell’ecosistema estremista. A questo proposito, nota il giornale, non si sa nemmeno chi diventerà il bersaglio dei radicali: neri, ebrei, musulmani, LGBT o liberali.

“Questo intervallo rende difficile prevedere quali obiettivi sono più a rischio e come proteggerli. I motivi individuali sono spesso mescolati con la propaganda più ampia e i luoghi comuni che dominano il movimento “, – dice l’articolo.

Radicali statunitensi pro Trump

“Per le stesse ragioni, è più probabile che gli attacchi siano localizzati, come contro una moschea o una sinagoga vicino a dove vive il potenziale tiratore, piuttosto che bersagli scelti dalla leadership del gruppo per il massimo effetto psicologico”.
Questo apporta molta frustrazione ai responsabili dei servizi di intelligence statunitensi che non sono abituati a fronteggiare queste situazioni e hanno molta più dimestichezza a realizzare agitazioni e disordini in stati periferici.
In questi paesi, in sud America come in Est Europa, per loro è normale orientare i gruppi estremisti ad attaccare edifici governativi e creare disordini di piazza, come i servizi di intelligence USA hanno saputo fare in Venezuela, in Bolivia e nei paesi dell’est Europa. In America tutto risulta più difficile e si teme che potenze straniere come la Russia , la Cina o l’Iran possano “rendere la pariglia”, ovvero svolgere esattamente quel ruolo che gli USA hanno svolto nei loro paesi e nei paesi a loro alleati. Questo spiega il clima di sospetto e di caccia alle streghe che serpeggia all’interno degli Stati Uniti.

Fonte: Foreign Policy

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

5 Commenti

  • atlas
    30 Ottobre 2020

    la verità è che già dalla fine della grande unione sovietica è venuta a mancare la spinta dell’ideologia politica Socialista, cioè la politicizzazione, l’ideologizzazione delle società nel mondo, tutto si è fatto più materiale, a parte poche realtà che resistettero, fino a quando non vennero bombardate dai democratici. E’ stato tutto un percorso tratteggiato, all’inizio di ogni decennio si è attuata una parte del piano. Chi vedeva nel FIS algerino l’opposizione, chi continuava nel marxismo la reazione, chi col nazionalismo, ma alla fine di tutto le multinazionali hanno preso quasi tutto, hanno costituito eserciti e polizie, hanno privatizzato e inquinato quasi tutto. La Russia e qualcun altro resiste, ha voluto resistere, forse anche perchè voluto sempre da quel qualcuno dalla mente così fine da far arrivare alla distruzione poi di tutto, ma nella maggior parte del mondo stiamo assistendo alla vittoria del potere fine a se stesso, solo la forza impone e detta legge, senza equilibrio di poteri, senza alcuna moralità, nè religiosa nè di altro genere. A Striano, Napoli, il sindaco vieta ai minorenni di uscire di casa, con un’ordinanza che farà mettere in pratica dalla SUA polizia, perchè la considera la SUA città. Ad Agosto a Gallipoli allo ‘splash’, un centro di divertimenti con scivoli giganti e piscine, era obbligatorio acquistare una cuffietta da 1€ per fare il bagno, se no praticamente non lo facevi, c’era più ‘sicurezza’ palestrata quasi dei clienti che avevano pagato fior d’ingresso: se rifiutavi ti prendevano di forza e ti sbattevano fuori, perchè il titolare la considera come SUA attività, SUA casa, e se un amico aveva da disfarsi di uno stok di materiale, trovava nella scusa puerile del covid la motivazione a dettare la SUA legge, le SUE regole. Sono esempi banali ma che fanno riflettere. In attesa che Putin bombardi tutto

  • Farouq
    30 Ottobre 2020

    È tutto calcolato e niente al caso
    Raccolgono dati dati da anni su tutti e hanno i computer più potenti, tengono conto anche delle quattro righe che scriviamo qui che poi diventano delle variabili nei loro computer

    Ne approfitto per mandarli a..

  • eusebio
    31 Ottobre 2020

    I media mainstream italiani negli ultimi giorni non citano più i 20 punti di vantaggio di Biden nei sondaggio, segno che i democrats negli USA se la fanno addosso, se Trump dovesse vincere le milizie di destra ssaliranno i politici di sinistra, se dovesse vincere Biden viceversa.
    Comunque negli USA la guerra civile è inevitabile.

    • atlas
      31 Ottobre 2020

      ringraziando Iddio

  • Monk
    31 Ottobre 2020

    Mettetela come volete, gli yankeeee sono senz’altro più pronti degli italioti che non conoscono la differenza tra un revolver e una semiautomatica scarrellante, da anni il servizio di leva obbligatorio non esiste più e la maggiore parte della popolazione non ha neanche un Bowie in casa. Siamo stati educati all’odio verso le armi e questo ci farà crepare come inutili vili, loro almeno, gli americani, prima di crepare si divertiranno a scaricare qualche caricatore di Colt M4. Gli svizzeri hanno più palle di noi e sono a uno sputo.

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