La politica di sanzioni e minacce degli USA crea effetti non previsti: si consolida e si espande la coperazione tra Pechino e Teheran

La Cina afferma che la strategia statunitense di esercitare la “massima pressione” sull’Iran è la causa principale delle tensioni in corso sul programma nucleare di Teheran, esortando Washington a porre fine alle sue pratiche sbagliate.” Gli Stati Uniti devono porre fine alle sanzioni, massima pressione sull’Iran” ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino.

“Riteniamo che la massima pressione da parte degli Stati Uniti sia la causa principale dell’attuale tensione nucleare iraniana. Gli Stati Uniti dovrebbero abbandonare pratiche sbagliate, come le sanzioni unilaterali e la massima pressione sull’Iran”, ha detto Hua Chunying, portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese. giornalisti a Pechino lunedì.

Gli Stati Uniti hanno ulteriormente intensificato le tensioni con l’Iran dopo che si sono ritirati unilateralmente dall’accordo nucleare del 2015, raggiunto tra le maggiori potenze mondiali, lo scorso maggio e reintrodotto sanzioni contro Teheran.
In risposta alle azioni degli Stati Uniti, l’Iran ha adottato contromisure, ridimensionando alcuni dei limiti stabiliti dall’accordo nucleare, ufficialmente noto come JCPOA (Joint Comprehensive Plan of Action), raggiunto tra Teheran e le principali potenze mondiali nel luglio 2015.

In un incontro con il suo omologo cinese, Wang Yi, a Pechino alla fine del mese scorso, il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha dichiarato che il disprezzo per il diritto internazionale da parte di Washington è aumentato negli ultimi anni, descrivendolo questo come una ragione per rafforzare la cooperazione internazionale tra Iran e Cina.
La disattenzione alle normative internazionali e l’umiliazione del diritto internazionale sono in aumento e questo è il motivo per cui i due paesi di Iran e Cina, come amici di vecchia data, hanno bisogno di espandere ulteriormente la loro cooperazione bilaterale”, ha affermato il massimo diplomatico iraniano.

Finora l’Iran ha rivisto per tre volte i suoi impegni nucleari in conformità con gli articoli 26 e 36 del trattato.
Come terzo e ultimo passo nella riduzione degli impegni, l’Iran ha dichiarato sabato di aver attivato 20 centrifughe IR-4 e 20 IR-6 per scopi di ricerca e sviluppo dopo che gli europei non sono riusciti a lavorare entro una scadenza di 60 giorni per soddisfare le richieste dell’Iran e adempiere ai propri impegni nell’ambito dell’accordo multilaterale.

L’Iran afferma che i suoi passi per ridurre gli impegni previsti dal PACG sono legittimi e consentiti dall’accordo.
L’Iran afferma che le sue misure di ritorsione saranno reversibili non appena l’Europa troverà modi pratici per proteggere il commercio reciproco dalle sanzioni statunitensi, che sono state reimpostate l’anno scorso quando il presidente Donald Trump si è ritirato dal JCPOA.

Altrove nel sua dichiarazione, la portavoce del ministero degli Esteri cinese ha invitato tutte le parti del JCPOA a rimanere “impegnate per la piena ed efficace attuazione dell’accordo globale”.
Ha espresso la speranza che fra le parti interessate si terranno riunioni per allentare la situazione nucleare iraniana.

Ministri degli Esteri Iran e Cina

“La Cina continuerà a fare sforzi congiunti con tutte le parti interessate a tal fine”, ha sottolineato Hua.
Nel corso degli incontri a Pechino tra il ministro degli esteri Zarif ed il suo omologo cinese Wang Yi, i due paesi hanno approvato un programma per espandere la cooperazione economica sia nel settore energetico che in quello insudtriale e delle infrastrutture.


Nota: Bisogna osservare che gli accordi con la Cina aprono nuovo percorso all’Iran. Si è saputo che, a Pechino, Zarif e Wang Yi hanno discusso di un enorme investimento multimiliardario (secondo un rapporto ), che prevede forniture per venticinque anni di petrolio e gas (e di un piano di trasporto “Road and Belt” separato) tra l’Iran e la Cina. Sebbene i dettagli non vengano divulgati, è chiaro che la Cina – a differenza dell’Occidente – vede l’Iran come un futuro partner strategico chiave e la Cina sembra perfettamente in grado di comprendere le esigenze degli iraniani e trarre profitto dalla ostilità degli USA verso questo paese.
Non è un caso che negli accordi è previsto anche un piano di collaborazione nel settore militare che prevede fra l’altro forniture di Pechino a Teheran di materiali logistici, parti di ricambio e attrezzature per i cantieri navali. Nell’ambito di questo piano Teheran ha stabilito di aprire i suoi porti alle unità navali della flotta cinese che avranno accesso quindi nel Golfo Persico ai porti dell’Iran e potranno ottenere basi di appoggio nella zona strategica che in questo momento è oggetto di forti tensioni.
Si rivela quindi il fallimento della strategia di Washington di isolamento dell’Iran che sempre di più ottiene appoggio e cooperazione con le potenze asiatiche come la Cina e l’India, oltre alla sempre più stretta alleanza con la Russia, fattori questi che vanificano tutti gli sforzi degli USA e di Israele di rendere l’Iran un paria internazionale.

Fonte: Press Tv

Traduzione e nota: Luciano Lago

1 commento

  • atlas
    9 Settembre 2019

    si mette male per te sed

    (scrivi sempre contro cinesi e musulmani)

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