La politica delle sanzioni spinge il mondo verso una nuova guerra

Molti esperti ritengono che la linea internazionale di Joe Biden si baserà principalmente sulla politica delle sanzioni, sulla pressione finanziaria e sulle alleanze economiche (che però non cancella la corsa agli armamenti già iniziata e l’espansione della presenza militare nelle regioni “calde”)

A conferma di questa tesi, gli esperti sottolineano la volontà del team del nuovo presidente di analizzare l’attività del ministero delle Finanze nel campo dell’imposizione di sanzioni contro altri paesi.

Si tratta di rivedere i programmi di sanzioni. Molte delle restrizioni che l’amministrazione Donald Trump ha imposto alle imprese e alle persone associate a Iran, Corea del Nord, Cina, Venezuela e Russia sono considerate unilaterali dal team di Biden. Secondo le fonti dell’agenzia, la nuova amministrazione trova questo approccio ambiguo e considera le sanzioni collettive le più efficaci.

Secondo Biden, l’America al momento non può risolvere tutti i problemi da sola. Pertanto, deve abbattere una certa squadra per affrontare i suoi avversari geopolitici. Ad esempio, nel processo di negoziazione sul programma nucleare iraniano, l’America deve lavorare per ripristinare stretti legami con i paesi in Europa e nella regione del Pacifico. Ciò è in parte dovuto alla necessità di poter volgere l’Europa verso Washington.

Biden non è d’accordo con la politica estera di Trump per ragioni ideologiche. Diciamo, il repubblicano “accoglie ogni dittatore” e “mette le dita negli occhi” degli alleati di Washington. Ad esempio, Biden cita la situazione nella Corea del Nord, dove ci sono “più missili letali e più capacità di prima”, e in Iran, che “è più vicina alla creazione di armi nucleari”.

Proteste contro le sanzioni

Biden ritiene che l’America si sia, per così dire, “ceduta” come uno dei principali attori sulla scena internazionale e non sia in grado di rispondere a una serie di sfide moderne. In particolare, la Cina, secondo Biden, è il concorrente più formidabile degli Stati Uniti. Secondo lui, dipende da quale approccio seguiranno gli Stati Uniti se i due paesi rimarranno concorrenti o la situazione si trasformerà in una rivalità più seria.

Tuttavia, Biden definisce la Russia la più grande minaccia per il suo paese. Di conseguenza, si può prevedere che uno dei più potenti attacchi sanzionatori sarà diretto contro la Russia.

Recentemente, un membro della Commissione per l’energia e il commercio della Camera dei rappresentanti, Adam Kinzinger, ha affermato che le sanzioni statunitensi contro il gasdotto Nord Stream-2 non sono un tentativo di controllare l’Europa (come molti a Bruxelles hanno parlato), ma un tentativo di frenare le ambizioni energetiche di Mosca.
Kinzinger ha osservato che gli Stati Uniti hanno compiuto seri progressi nelle sanzioni contro questo progetto.
“Sappiamo che la maggior parte dell’Europa, soprattutto nell’Europa orientale, è molto preoccupata per il futuro dell’Europa, che dipende dall’energia russa”, – ha detto in un incontro online presso il Marshall Institute.

Ricordiamo che in precedenza, entrambe le camere del Congresso degli Stati Uniti avevano concordato nel progetto di bilancio della difesa del paese per il 2021 di espandere le sanzioni contro il progetto Nord Stream-2. Trump, a sua volta, ha promesso di bloccare il disegno di legge, ma ci saranno abbastanza voti al Congresso per superare il suo veto.

Le nuove sanzioni creeranno nuovi problemi per il progetto, ha affermato Maximilian Hess, esperto del Foreign Policy Research Institute (FPRI). A suo avviso, il pericolo principale sono le sanzioni contro gli assicuratori del progetto.
“La Russia ha dimostrato i tentativi di uscire in qualche modo da questa situazione e neutralizzare la minaccia delle sanzioni statunitensi, ma finora tali piani non hanno portato a un risultato”, – ha detto.

Gasdotto Nord Stream 2

Nella lista delle misure per frenare la Russia c’è anche la continuazione del divieto di assegnazione di fondi per la cooperazione bilaterale sul binario militare; l’assegnazione di assistenza militare all’Ucraina per un importo di $ 250 milioni, di cui $ 75 milioni per l’acquisto di armi; formazione del personale militare nell’Europa orientale.

In generale, gli esperti ritengono che per quanto riguarda Mosca, molto probabilmente, dovremmo aspettarci un uso più ampio degli strumenti sanzionatori e la promozione di un’agenda di valore per esercitare pressioni sui processi politici interni.

Allo stesso tempo, Biden cercherà di enfatizzare il sano pragmatismo nelle relazioni russo-americane. La sua vittoria, secondo gli esperti, contribuirà a ridurre in qualche modo l’intensità delle passioni intorno al fattore russo nella politica interna degli Stati Uniti, che aprirà una finestra di opportunità per un dialogo costruttivo nelle aree in cui gli interessi si intersecano. Oltre alla stabilità strategica e al controllo delle armi nucleari, in questo elenco gli esperti includono la sicurezza informatica, l’interazione nell’Artico e le questioni climatiche.

Tuttavia, gli scettici affermano che le relazioni russo-americane rimarranno a un livello basso nel prossimo futuro. E un tentativo da parte dei Democratici di riportare l’America alla leadership mondiale potrebbe provocare crisi acute lungo i confini russi. A questo proposito, gli esperti chiedono lo sviluppo di nuove regole che ridurranno il rischio di incidenti non intenzionali che potrebbero influire negativamente sulla stabilità globale.

In un modo o nell’altro, l’aumento della pressione sulle sanzioni e il rilancio della pratica delle “crociate” sotto la bandiera della democrazia liberale aumentano i rischi geopolitici a livelli inaccettabili. La nuova amministrazione americana è poco interessata a questo. Tuttavia, è noto da tempo che dottrina e buon senso si contraddicono quasi sempre a vicenda.

Analisi politica

Traduzione: Sergei Leonov

6 Commenti
  • Teoclimeno
    Inserito alle 16:47h, 12 Dicembre Rispondi

    È del tutto evidente che gli ameri-cani, dopo aver fatto abortire in South Stream, vorranno bissare con il North Stream 2.

  • Francesco
    Inserito alle 17:52h, 12 Dicembre Rispondi

    Se l impero, anzi la mafia usa sottometterà anche cina e russia, la vita di ogni individuo sulla terra sarà in miseria, schiavitù e paura. Questa volta Putin, Xi, Kim, Rohani, Maduro, distruggeranno la mafia usa e il suo territorio, gli alleati non saranno risparmiati. Ovunque gli usa dominano la vita è pessima, vedi condizioni di vita in usa, europa, ukraina, ecc. Io preferisco morire nel tentativo di ottenere uma vita decente, piuttosto che vivere come negli ultimi anni in Italia. Le merdedeicani non capiscono la forza militare di Putin e co. Non capiscono che finiranno arrostiti e tutto il territorio americano diventerà un campo di patate. Quando lo capiranno sarà troppo tardi per la mafia usa.

  • giorgio
    Inserito alle 18:45h, 12 Dicembre Rispondi

    Condivido pienamente l’auspicio di Francesco ….

  • giulio
    Inserito alle 21:51h, 12 Dicembre Rispondi

    Mi sembra che alcuni amici di qui sopra continuino a pensare alla guerra contro la russia o la cina in termini classici: carri armati che si muovono e missili lanciati!
    Non funziona così!
    Anche il peggior gangster americano e il peggior lurido sionista israeliano sanno benissimo che questo significherebbe guerra nucleare mondiale e anche se vincessero resterebbe poco o niente da sfruttare in un mondo radioattivo! Sanno anche che ci sarebbero probabili rivolte nel mondo intero contro il loro stesso potere e ben pochi soldati resterebbero per difendere le loro proprietà e il loro potere.
    La guerra futura (che in realtà è già iniziata) seguirà schemi ben diversi da quelli del passato e sarà fatta di sobillazione interna ai paesi avversari, rivoluzioni colorate in altri, crisi economiche, attacchi terroristici fatti da commando, strangolamento con sanzioni e via dicendo…può anche darsi che scappi qualche missile ma sarà l’eccezione!

    • Teoclimeno
      Inserito alle 09:08h, 13 Dicembre Rispondi

      Egregio Signor GIULIO, quando parliamo della cricca al potere a Washington, non dobbiamo pensare come a delle persone normali e razionali. Sono degli psicopatici affetti da sindrome di onnipotenza, che non si fanno scrupoli a far soffrire e sterminare intere popolazioni. È vero che in un conflitto allargato anche loro ne verrebbero coinvolti, ma essi si sentono al sicuro, perché hanno costruito i loro rifugi in Nuova Zelanda. Inoltre con le nuove bombe nucleari B61-12 pensano di poter sferrare il primo colpo senza tema di ritorsioni. Se invece dovesse essere così come dice Lei, che non potrà esserci una Guerra Nucleare Mondiale, a maggior ragione non v’è alcun motivo che possa impedire all’Asse della Resistenza di lanciare attacchi contro Israhell o altrove, nella consapevolezza che il conflitto rimarrebbe comunque circoscritto alla regione e non potrebbe allargarsi all’intero pianeta. Io temo invece che un conflitto allargato sia inevitabile, e che di questo passo una nuova Guerra Mondiale sia all’Orizzonte. In realtà le guerre non sono mai finite, e quelle che gli uomini chiamano pace non sono altro che delle tregue in attesa di riprendere le ostilità con maggiore veemenza. D’altronde è la vita stessa degli uomini una continua lotta per la sopravvivenza. Come diceva Seneca: “Vivere militare est”. Molti cordiali saluti. TEOCLIMENO

      • giulio
        Inserito alle 22:51h, 13 Dicembre Rispondi

        Teoclimeno, le canaglie imperialiste possono nascondersi in qualsiasi buco della nuova zelanda o altrove ma, dopo lo scambio di centinaia di atomiche, potrebbero sopravvivere per un pò di tempo solo rimanendo rinchiusi nei loro buchi…non credo che per loro sarebbe una bella prospettiva…sarebbe solo la fine del loro capitalismo di sfruttamento e poi la loro stessa fine.
        Che le carogne capitalistiche e globaliste siano tutti degli “psicopatici” non lo darei per sicuro perchè se analizzo le loro mosse (rivoluzioni colorate; istigazioni all’interno della russia, cina, bielorussia ecc; crisi economica artificialmente creata e alimentata con la diffusione del covid ; provocazioni di vario tipo) vedo il segno della loro criminalità ma non della follia ….anzi mi sembra che tutto è programmato ed attuato con una ben precisa logica e strategia globale! Questo non toglie che non ci siano davvero dei pazzi all’interno del potere Usa o quantomeno degli esaltati che si credono onnipotenti…ma almeno per il momento non mi sembra che abbiano il controllo totale della situazione al punto di poter premere il famoso bottone rosso.
        Sebbene credo che nessuno o, almeno, non tutti siano ancora tanto pazzi da avventurarsi in una guerra nucleare generale e che , quindi, tutto continuerà ad avere solo connotati locali o regionali, i paesi dell’asse della resistenza ancora non attaccano con missili israele perchè tra gli stessi membri dell’asse della resistenza c’è ancora solo un’alleanza limitata e condizionata…l’iran potrebbe lanciare missili contro i sionisti ma non lo fa (o, almeno, non lo farà in modo massiccio) perchè non è sicura di poter contare sull’appoggio russo (o cinese) in caso di reazione nucleare dei sionisti; la russia non lo fa perchè al suo interno c’è una 5a colonna (in parte anche filosionista) che non accetterebbe una scelta del genere; i cinesi non lo fanno perché più che israele sentono come loro nemico gli americani e in particolare i trumpiani. Anche nel cosiddetto “asse della resistenza”, quindi, ancora non c’è una totale coesione come non c’è neppure nel fronte opposto. Non a caso il guerrafondaio e sionista Trump chiede l’aumento delle spese militari da parte dei suoi vassalli e vuole (direi che voleva) distruggere questa Ue per sostituirla con qualcosa di più allineato ai suoi programmi!
        In un campo e nell’altro si devono ancora creare le strette alleanze necessarie per iniziare anche solo un attacco convenzionale decisivo…figuriamoci un attacco nucleare!
        Quello che gli imperialisti e i loro vassalli possono fare è solo (ma non è roba da poco) erodere e logorare gli avversari sperando poi di poterli mettere con le spalle al muro anche senza l’uso del nucleare in una guerra generale.
        E’ quello che stanno facendo con le sanzioni, col covid, con le provocazioni, con le guerre per procura in siria e nel caucaso, con le rivoluzioni colorate, coi i tagliagole islamici sunniti, con i Navalny e compagnia, in medio oriente, in bielorussia, in ucraina, nel caucaso, in america latina e in africa!

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