La nuova “Santa Alleanza” tra Imperialismo Sionismo e Wahabismo

di Luciano Lago

Il rapido evolversi degli avvenimenti nella tormentata area del Medio Oriente con le fiamme delle tante guerre che non accennano a spegnersi nella regione, dalla Siria, all’ Iraq, alla Libia, allo Yemen e che lambiscono anche l’Egitto ed altri paesi dell’area con gli attacchi terroristici, non dovrebbe oscurare le cause che hanno determinato questo incendio e le finalità che perseguono gli strateghi del caos.

Risulta ormai evidente che la causa prima delle guerre e della destabilizzazione dell’intera regione deve essere ricondotta alla ben conosciuta “strategia del caos” che ha mosso i suoi primi passi, dopo l’evento nefasto dell’11 Settembre 2001, con la guerra in Iraq lanciata dagli USA e dai loro alleati, dietro pretesti inventati (armi di distruzione di massa) per annientare un paese come l’Iraq che allora si avviava ad essere un potenza regionale con ambizioni di contrastare il dominio occidentale nell’area.

A quella guerra costata, secondo le stime di Hans von Sponeck, ex vice segretario generale delle Nazioni Unite, in totale oltre un milione di morti fra militari e vittime civili e la distruzione di un paese e delle sue infrastrutture, sono seguite le successive in ordine di tempo che hanno infiammato la regione.

Come noto alla guerra in Iraq sono succedute in rapida cadenza le altre guerre premeditate e scatenate da Washington con la partecipazione ed il contributo dei propri alleati, l’Afghanistan, la Libia, la Somalia, la Siria. Indagando le motivazioni di questa strategia del caos, è stato svelato da tempo il piano degli USA, che era quello di una balcanizzazione dell’intera area medioorientale con la finalità di stabilire la propria egemonia e rafforzare la sicurezza ed il predominio di Israele. Questo piano è stato abbondantemente comprovato da una quantità di documenti e testimonianze di personaggi appartenenti all’establishment e persino rivendicato da alcuni esponenti delle Amministrazioni USA e di Israele. Vedi: Il piano dibalcanizzazione del Medio Oriente conforme al progetto della “Grande Israele”

Gli ostacoli imprevisti che l’imperialismo USA ha trovato sul suo percorso, con la caparbia resistenza del popolo e dell’Esercito siriano e con l’intervento della Russia e dell’Iran, non hanno fermato la strategia di Washington ma, al contrario, hanno determinato una svolta sostanziale nei piani dell’Amministrazione USA e dei suoi strateghi per adeguarsi alla nuova situazione regionale.

Trump con i suoi alleati sauditi

Con Donald Trump alla Casa Bianca, ad un anno circa dalla sua ascesa al potere, dietro consiglio del suo genero, l’ultra sionista Jared Kushner, Trump ha voluto sugellare una sorta di “Santa Alleanza” inglobando Israele e l’Arabia Saudita, alleati fra loro e come propri consociati e partner privilegiati degli USA. Attualmente Netanyahu ed il príncipe Bin Salman, erede al trono della Monarchia saudita, rapresentano le due pedine essenziali per gli obiettivi di dominio ambiti da Washington nel Medio Oriente e gli stessi due personaggi, come soci dell’Imperialismo USA, rappresentano il maggior pericolo per i popoli del Medio Oriente, del Nord Africa e del mondo intero.

La nefasta alleanza tra Wahabismo, sionismo e Imperialismo rivela il suo carattere sanguinario e oppressivo nell’aggressione allo Yemen con il suo carico di vittime civili ed un paese intero stretto nella morsa dei bombardamenti, del blocco aeronavale e dell’utilizzo della fame ed el colera diffusosi come armi di guerra.

Altro esempio, se non bastassero quelli citati, si trova nella dichiarazione di Trump di considerare Gerusalemme come capitale di Israele, violando d’un colpo tutte precedenti risoluzioni dell’ONU ed accordi internazionali. Un regalo fatto da Trump alla lobby sionista ed alla componente evangelica cristiano sionista della sua opinione pubblica interna agli States. Lo sterminio e la pulizia etnica del popolo palestinese sarà il prezzo già concordato da Trump con il sangunario e genocida Netanyahu e accettato come contropartita per la guerra all’Iran dal principe saudita Bin Salman. Vedi: Il nuovo asse Israele-Arabia Saudita….

Distruggere l’Iran

L’obiettivo primario di distruggere l’Iran, questa la vera ossessione che riunisce le tre ideologie: imperialismo, wahabismo e sionismo.
Appare evidente che al Governo di Washington risulta scomodo un paese sovrano come l’Iran. Teheran si dimostra una spina nel fianco della politica egemonica di Washington di Israele e di Rijad, come l’apparizione di un rivale che è in grado di affrontare sullo stesso terreno e sbaragliare i suoi alleati mercenari, come è accaduto nelle ultime guerre di aggressione contro l’Iraq e la Siria dove l’asse della resistenza è stato un muro su cui si è infranta la triade costituita da imperialismo, sionismo e wahabismo saudita.
Nello stesso tempo l’accordo su nucleare (JCPOA), raggiunto dall’Iran con le 5+1 potenze firmatarie ha fortificato la nazione Persiana nei suoi obiettivi nazionali dimostrando al mondo che l’unico con non adempie con gli accordi prestabiliti sono gli Stati Uniti che non accettano e che non assimilano termini come sovranità e dignità che sono presenti in molti popoli del mondo.

Wahabismo Sionismo- Imperialismo

Libertà e sovranità

Al margine della censura e della manipolazione dei media, si dimostra che la libertà si dimostra un concetto vuoto, un termine carente di significato, se non accompagnato dalla sovranità e dignità nell’opporsi alle direttive delll’imperialismo nell’ambito di quanto si riferisce a questo.
La libertà concepita dagli Sati Uniti è soltanto quella che si concede con la scelta delle sue proposte o altrimenti bisogna affrontare la loro furia, le loro pressioni e le sobillazioni in tutti gli ambiti, L’imperialismo non ammette eccezioni, se non sei conforme e non ti dimostri vassallo, sei un obiettivo di aggressione o di destabilizzazione.
L’asse della Resistenza in Siria e Libano sta dimostrando al mondo che esiste una terza via, quella della Resistenza dei popoli ai tre flagelli dell’umanità, all’Imperialismo, al sionismo ed al Wahabismo.

3 Commenti

  • gianfranco
    14 marzo 2018

    E’ evidente che la destabilizzazione del medio oriente serve agli Usa per impedire uno sviluppo integrato della via della seta che unisca asia ed europa e per agevolare il controllo del grande Israele biblico-sionista dei residui della nazioni nate dal colonialismo europeo e dalla ormai secolare dissoluzione dell’Islam incapace di ricreare una comunanza dei popoli soggetti.

  • dolphin
    14 marzo 2018

    Nella storia del mondo, vi sono stati popoli che partirono per vincere e poi furono distrutti, speriamo che il Signore dell’Universo , dia la giusta svolta alle cose. Amen

  • claudio
    14 marzo 2018

    Gianfranco, a mio avviso la santa alleanza serve più agli scopi israeliani che a quelli americani. I giudei perseguono l’obbiettivo di un grande israele e per questo fine hanno concertato la creazione dell’isis che ha distrutto la siria e l’iraq e che ora fa danni in libia ed egitto.. la via della seta interessa semmai agli yankee, i giudei se ne battono il belino, ma siccome chi conta è israele il cane americano lo difende..

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