"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La nuova “Santa Alleanza” punta alla riconquista dell’Africa

di Luciano Lago

Si è compreso da tempo che la strategia degli USA in Medio Oriente (e non soltanto in quella regione) punta alla nuova “Santa Alleanza” che include Israele e l’Arabia Saudita e questa costituisce una triade finalizzata alla realizzazione dei piani egemonici dell’Imperialismo e del sionismo.

Non contenti di aver destabilizzato paesi del Medio Orente e dell’Africa (dall’Iraq, alla Libia, alla Somalia, al Sudan, alla Siria, allo Yemen… ) attualmente l’obiettivo di Washington e Tel Aviv punta innazi tutto al grande nemico, l’Iran passando per il Libano e senza rinunciare allo smembramento della Siria dove il piano di Washington e di Israele è stato al momento bloccato dall’intervento decisivo della Russia di Putin.

Mohammed bin Salman (MBS), il principe ereditario dell’Arabia Saudita, rappresenta il perno di questa triade, colui al quale Washington e Tel Aviv hanno affidato il “lavoro sporco”, quello di assassinare i civili nello Yemen con bombardamenti indiscriminati contro abitazioni, scuole, mercati ed ospedali per costringere il paese a capitolare, di armare con le armi più moderne i gruppi terroristi che svolgono la funzione insostituibile di nercenari dell’Impero, di finanziare la sobillazione nei paesi del Nord Africa e dell’Africa dove Washington ha pianificato altri interventi al fine di prendere il controllo delle risorse di quei paesi ed instaurare governi fantoccio manovrati dagli USA.

Questo piano non potrebbe riuscire se non ci fosse l’essenziale supporto dei sauditi che finanziano la diffusione dell’ideologia wahabita anche nei paesi africani, fatto questo che costituisce la premessa per la crazione di masse di manovra fanatizzate dall’Islam radicale pilotate verso la cancellazione della presenza dei cristiani, degli odiati sciiti e delle altre confessioni religiose. Non per caso compare l’ISIS in vari paesi africani ad eseguire il piano di destabilizzazione volto a giustificare l’intervento militare delle forze del Pentagono.
In questo contesto Israele assolve alla funzione di fornire armi ed istruttori per i paesi dell’Africa in modo da creare le formazioni di mercenari da impiegare sui vari teatri di operazioni come nello Yemen o in Siria.

L’Africa gioca un ruolo importante nelle ambizioni globali di espansione dello Stato islamico e dei suoi mentori (USA ed Arabia Saudita). Speculando dove il nucleo dello Stato islamico risulta quasi scomparso in Siria , anche il presidente egiziano el-Sisi ha più volte espresso il timore che l’Africa sarà il prossimo obiettivo del gruppo terroristico a partire dall’Egitto. Bisogna considerare che l’Egitto è il paese arabo più densamente popolato (circa 95 milioni di persone) e altrettanto importante è la vicina Libia, un paese ricco di petrolio ma attualmente diviso ed in preda a lotte tribali fra i vari clan. Non sono quindi causali gli implacabili attacchi terroristici avvenuti sul suolo egiziano (nel Sinai in particolare) e la crescente area di controllo dello Stato islamico sulla costa meridionale della Libia, a Sirte, dove si sono trasferite varie formazioni dell’ISIS in fuga da Siria ed Iraq.

Gli analisti militari ritengono che lo Stato Islamico, dietro supporto saudita, stia riunendo le sue forze per lanciare importanti offensive in Libia ed Egitto nel prossimo futuro, il cui scopo principale è quello di creare una nuova area di controllo per compensare le perdite subite in Iraq e in Siria dagli islamisti. Una dichiarazione di Abu Bakr al-Baghdadi viene fatta circolare su internet per chiedere ai militanti dello Stato islamico di radunarsi nel sud della Libia, da dove verrà lanciata un’offensiva in tutto il continente.

Terroristi africani dell’ISIS

Il motivo principale per cui lo Stato islamico viene spinto verso l’Africa risiede nei calcoli geopolitici americani. Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno perso molte posizioni così rapidamente che sono in procinto di prendere misure straordinarie per recuperarle. L’Africa offre l’opportunità di espansione e di intervento per Washington che ha come primo obiettivo quello di contrastare la crescente influenza economica della Cina e la possibile interferenza della Russia.
Il sistema per favorire questo piano è quello di creare una forma di “caos africano” creato volutamente dall’espansione dello Stato islamico che richiederebbe gli sforzi di mantenimento della pace da parte degli Stati Uniti (una perfetta giustificazione di una presenza militare massiccia di forze USA).

Essenziale quindi il ruolo di Mohammed bin Salman, il principe ereditario saudita, salutato come un “riformatore” dai media occidentali e adulato e coccolato dalle cancellerie di Londra, Parigi e Bruxelles per le grandi possibilità di business, investimenti in Europa, acquisto di armamenti e petrolio, che il regno Saudita offre come partner privilegiato dell’Occidente. Non a caso il principe viene considerato “l’uomo dell’anno” in Medio Oriente, nonostante che, nella realtà, la sua notorietà derivi più dai suoi stessi fallimenti che non da successi.

Il paradosso della situazione sta nel fatto che Washington punta su Rijad per una crociata dei paesi arabi sunniti contro Teheran ma l’Arabia Saudita al tempo stesso punta su Washington per affrontare l’odiato nemico costituito dall’Iran e dalla sua crescente influenza. Probabilmente è stato raggiunto un compromesso fra l’Amministrazione Trump (incalzata dai neocons che vogliono subito la guerra all’Iran) e la monarchia saudita: ai sauditi è stato dato il compito di favorire una sobillazione interna dell’Iran con infiltrazione di commandos di mercenari perfettamente addestrati ed armati dalla CIA e dai servizi di Rijad per sabotare le infrastrutture e seminare il terrore nel paese, in un copione simile a quello realizzato in Siria per rovesciare Bashar al-Assad. Vedi: Iran frustrò varios ataques terroristas…

Forze speciali iraniane antiterrorismo

Le autorità di Teheran hanno però “mangiato la foglia” ed hanno prevenuto il piano mettendo in allarme il potente corpo specializzato dei Guardiani della Rivoluzione (CGRI) che ha già individuato e neutralizzato gruppi di sabotatori infiltratisi dalla frontiera ocidentale del paese. Tutto lascia prevedere che, in questa fase, la guerra contro l’Iran sarà sotterranea realizzata mediante servizi di intelligence ed azioni di sabotatori, oltre ad una immissione massiccia di propaganda per influenzare il pubblico iraniano. Non sarà però una operazione facile: l’Iran non è la Libia o l’Iraq, è un paese saldo e compatto con un forte spirito nazionale e con la consapevolezza di quali siano i suoi nemici: Stati Uniti, Arabia Saudita ed Israele. Esattamente la nuova triade che ha dichiarato guerra ai paesi non conformi agli interessi dell’Impero.

Sarà l’Africa lo scenario del grande gioco che l’Impero USA di appresta a lanciare per alimentare il suo inesauribile apparato industriale e militare con nuove guerre fatte sul ventre molle del continente nero. Aspettiamoci quindi nuove grandi ondate di migranti in fuga verso le coste del Sud Europa, il prezzo che l’Italia ed altri paesi dovranno pagare per l’alleanza e la subordinazione al “grande fratello” di Washington che dispone per tutti ed agisce in base alle proprie inclinazioni di dominio.

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  1. claudio 3 mesi fa

    Eh si.. stavolta sarà il caos definitivo, arriveranno milioni di clandestini, milioni e milioni…e se la tendenza è quella attuale, e visto che i soldi per mantenerli sono finiti o finiranno molto presto, si mangeranno tutti noi.. li prenderemo a citazioni per liberarcene?? Basterà macalluffe a bastogne o dovremo inventarci qualcos’altro?? O forse, ed ancor meglio, dovremmo argomentare argutamente con la conoscente che si vuole candidare con il piddì?? Tutto il resto è da fasssssissssti e non può essere preso nemmeno in considerazione.. quello che non si riesce a far capire è che nulla è mai per caso e noi conosciamo solo quello che vediamo e manco lo capiamo, sono pochi quelli che hanno una pur minima percezione di ciò che sta accadendo e perchè..ieri leggevo che qualcuno non credeva al piano kalergi che, non l’ho scritto, è del 1925.. questi sono avanti a noi di 40 / 50 anni almeno.. hanno dei progetti che superano la vita media di un uomo.. e di molto.. se per noi che nel 2001vedevamo le torri gemelle cadere, e pensavamo che gli aerei ci fossero veramente, era difficile capire di poterci trovare in questa situazione cercate di capire o di indovinare dove sono con la testa quelli che manovrano il vapore…sono già oltre l’estinzione della razza bianca europea, ma di parecchio.. e noi stiamo qui, ad aspettare la morte..

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