"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La nuova lista delle sanzioni USA contro la Russia suona come come una dichiarazione di guerra

di Luciano Lago

Le ultimissime  sanzioni varate da Washington che colpiscono gli esponenti della nomenklatura russa si vanno ad aggiungere a quello che è stato il documento presentato dalla Casa Bianca pochi giorni prima sulle strategia degli USA nel prossimo futuro.

In quel documento la Russia e la Cina vengono indicate come le due potenze “revisioniste” che cercano di erodere la prosperiità nordamericana, presentate anche come quelle che vogliono creare un mondo agli antipodi rispetto ai “valori” americani.Vedi: Trump avverte: Russia e Cina rivali degli Stati Uniti

Per intenderci quali siano i “valori” dell’ipercapitalismo USA, si intendono quelli della supremazia anglosassone e dei mercati globali , dell’individualismo consumista e materialista unitamente alla negazione dei vincoli tradizionali ed identitari delle nazioni non anglosassoni.

Questa relazione era stata definita la colonna vertebrale della strategia di sicurezza presentata da donald Trump, un documento che elimina il cambio climatico come minaccia, che recupera il linguaggio dell’antagonismo e della guerra fredda e plasma la dottrina dell'”America First” con l’abituale dosi di contraddizione del trumpismo. Washington segnala come suoi nemici Mosca e Pechino, nonostante i tentativi di convivenza che il nuovo presidente nordamericano aveva mostrato con gli altri leaders internazionali una volta arrivato alla Casa Bianca.

A questo documento si è aggiunto ieri la nuova lista delle sanzioni diffusa dal Dipartimento di Stato USA contro gli esponenti delle Istituzioni russe considerati vicini a Putin.
Tale lista elenca 114 membri dell’amministrazione, e 91 “oligarchi”, vicini al presidente Putin.
La lista degli “uomini di Putin” stilata dal Ministero americano delle Finanze ha suscitato reazioni contrastanti in Russia: non solo quelle di orgoglio patriottico contro l’eterno avversario della guerra fredda, ma anche di sorpresa e quasi disappunto in chi, non essendo stato incluso, teme di perdere prestigio agli occhi dei russi stessi.

Trump discorso su stato dell’Unione

Gli esclusi dalla lista temono di perdere prestigio agli occhi degli stessi cittadini russi. Tanto che lo stesso Vladimir Putin ironizza sulla sua assenza dalla lista.
L’effetto di questa lista è quello di rendere l’opinione pubblica russa ancora più compattata attorno al suo leader supremo, nonostante la propaganda dei media occidentali che vorrebbe far credere di una crescita del dissenso intorno a Putin.

A propostito di questa lista, il portavoce della presidenza, Mikhail Fedotov, ha dichiarato: “Hanno preso l’elenco del telefono, poggiando l’indice a caso.
I commentatori russi segnalano peraltro una certa superficialità nella redazione dell’elenco, che appare poco conforme ai recenti sviluppi della politica russa. L’elenco dei politici nel mirino delle sanzioni USA comprende il premier Dmitry Medvedev, oltre ai più stretti consiglieri del presidente.

Tuttavia non appaiono  nella lista nomi come quello della presidente della commissione elettorale Ella Panfilova, gli esponenti della Corte Suprema, i leader delle frazioni parlamentari e praticamente tutti gli amministratori regionali, che ci si aspettava fossero segnalati.

La lista predisposta dalle autorità di Washington è suddivisa in tre parti: i dirigenti dell’amministrazione presidenziale, il governo con le sue varie componenti e gli “altri esponenti politici”, tra cui lo speaker della Camera Vjacheslav Volodin e quello del Senato Valentina Matveenko, e anche i capi dei servizi e di 19 grandi aziende statali. Non sono finiti nell’elenco la presidente della Banca Centrale, Elvira Nabudullina, e neppure i capi dei partiti rappresentati in parlamento, tranne quelli del partito del presidente “Russia Unita” da cui peraltro Putin si è distanziato per accreditarsi come leader al di sopra delle parti. Sono stati segnalati i più stretti collaboratori del presidente, come il consigliere Venjamin Jakovlev, il suo rappresentante alla Corte Costituzionale Mikhail Krotov e il capo del Consiglio per i diritti dell’uomo Mikhail Fedotov.

Secondo alcuni commentatori, in realtà diversi nomi sono stati inseriti o dimenticati per sbaglio, rivelando gravi approssimazioni nella redazione del documento.
Si vede chiaramente che Trump ha dovuto firmare questo documento ma che questo non è “farina del suo sacco” ma gli è stato presentato ed imposto dal “Deep State”, ove continua e si arroventa la lotta interna per il potere che coinvolge i vari apparati (Pentagono, servizi di intelligece, Militar-Industrial Complex, ecc.).

Dai vari segnali si comprende che, al momento, sta prevalendo quella sezione che vuole lo scontro con la Russia e questo potrebbe essere un elemento preoccupante, visto che la Russia si riserva di rispondere alle varie provocazioni USA.
L’effetto di questa lista è stato quello di produrre una reazione di solidarietà da parte di tutti verso gli inclusi nella lista ed in particolare dei presidenti delle commissioni parlamentari russe i quali hanno concordemente respinto l’invito che avevano da tempo a recarsi negli USA per partecipare alla tradizionale “Colazione Nazionale di Preghiera”, dove è prevista anche la presenza del presidente Trump.

Lavrov con il ministro iramniano Zarif

Facile dedurre che questo sia un’altro rozzo tentativo di ingerenza da parte USA nelle prossime elezioni presidenziali russe ma questo avrà l’effetto contrario. Infatti proprio oggi il vice presidente della Commissione Difesa del Senato, Franz Klinzevich, ha dichiarato al giornale Kommersant del 30 gennaio che “La lista di Washington sul Cremlino ha lo scopo di suscitare una reazione negativa della popolazione contro la dirigenza della Russia, contro il presidente, e di creare loro problemi alla vigilia delle elezioni”.

Accadrà al contrario che sarà rafforzata la credibilità patriottica di coloro che sono inclusi nelle lista di Washington mentre ci saranno dei dubbi sui candidati che non lo sono e che si potrebbero presumere collegati ad ambienti ocidentali. La popolazione russa, nella sua grande maggioranza, appoggia Putin e detesta l’aggressività della politica USA, questo è un fatto certo.
I russi, di fronte alle dichiarazioni di guerra contro la “Grande Madre Russia”, si sono sempre dimostrati compatti a difendere la Patria, dai tempi di Caterina II (1762-1796) in poi. Forse questo elemento storico agli oligarchi USA del “Deep State” è sfuggito, non essendo abituati a studiare la grande Storia.

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  1. Paoloribalko 7 mesi fa

    Santa Madre Russia (Mosca Terza Roma, che mai cadrà).

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  2. Mardunolbo 7 mesi fa

    “..I russi, di fronte alle dichiarazioni di guerra contro la “Grande Madre Russia”, si sono sempre dimostrati compatti a difendere la Patria, dai tempi di Caterina II (1762-1796) in poi. Forse questo elemento storico agli oligarchi USA del “Deep State” è sfuggito, non essendo abituati a studiare la grande Storia. ”
    ESATTO ! Non c’e’ altro da aggiungere

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  3. atlas 7 mesi fa

    ma che venga una grande guerra nucleare, almeno la facciamo finita una volta per tutte e non dovrò più vedere in tv renzi, Berlusconi, alfano, salvini, gentiloni, la boldrini, la bonino, la meloni, gasparri…poi la soddisfazione di sapere che i Russi hanno un sistema automatizzato che anche qualora l’operatore manuale sia deceduto lancia i missili intercontinentali verso gli obiettivi prestabiliti come Londra e Washington mi rende sereno anche da morto

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    1. lister 7 mesi fa

      “… non dovrò più vedere in tv renzi, Berlusconi, alfano, salvini, gentiloni, la boldrini, la bonino, la meloni, gasparri…”

      Basterà che se ne torni nella sua Tunisia e, così, potrà smetterla di sputare nel piatto in cui mangia.

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      1. atlas 7 mesi fa

        il piatto in cui mangio è quello della mia Famiglia, originaria delle Due Sicilie, la mia Patria. In Tunisia ci ho passato, oltre ai mesi di Ramadan, momenti veramente lieti con bellissime donne. In vent’anni circa 100 relazioni d’amore, più o meno è quello il numero, ma ho deciso di non ritornarvi più; per motivi politici non è più la ‘mia’ Tunisia. E non sono più mie quelle donne che avevo solo affittato, non sono uno sciocco tale da comprarsele. Posso anche vivere di bei ricordi semplicemente spegnendo la tivvù senza i traumi provocati dai personaggi di cui sopra da me e da te citati. E senza mogli che evidentemente ti rendono molto infelice

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        1. lister 7 mesi fa

          Ma Federico II non vi aveva cacciato dalla Sicilia?
          Che cacchio ci stai a fare ancora in Italia? Levati dai co….ni!

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          1. atlas 7 mesi fa

            invado come gli ‘italiani’ hanno invaso noi. Prendo come gli italiani hanno preso a noi. Perché non ti va ?

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  4. andrea'65 7 mesi fa

    per me The Donald stà sostenendo Putin in modo occulto. Più sanzioni – il popolo si compatta – meno possibilòitù per le truppe sosrosiane di portare enensima finta priomavera di libertà, stile ukraina o georgia

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    1. atlas 7 mesi fa

      gli usa sono a senso unico, qualunque ne sia il loro presidente

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  5. Eugenio Orso 7 mesi fa

    Abbiamo scoperto che Trump non è un isolazionista, come si era supposto (perndendo fischi per fiaschi) in campagna elettorale, ma un “baciaculista” dello stato profondo.

    Cari saluti

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    1. atlas 7 mesi fa

      mai creduto alle elezioni degli eletti ameri cane

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