La Nuland si scaglia contro la dedollarizzazione

Ad oltre un anno di distanza dalle elezioni presidenziali, negli Stati Uniti si è creata una situazione insolita riguardo al futuro del dollaro tra due poli antagonisti.
Da un lato: la controversa e combattiva vicesegretario di Stato, la Khazariana Vicky Nuland – promossa al secondo grado del Dipartimento di Stato, a causa delle dimissioni dell’altro Khazariano Wendy Sherman, che non condivide lo scontro di Biden con la Cina, lei che si dimostra iperattiva dall’Ucraina all’Africa, che disdegna la de-dollarizzazione multipolare.

Dall’altro lato: il non meno controverso Trump, che critica il fatto che il suo eterno rivale Biden porti il ​​dollaro alla debacle e alla perdita del suo status di “valuta di riserva” globale: peggio che perdere una guerra mondiale!

In un’intervista a Mail&Guardian, la neoconservatrice straussiana Nuland – che disprezza tutti, compresi i presunti alleati europei degli Stati Uniti: si ricorda la sua frase “fottiti Europa! – ha affermato che il dibattito sulla de-dollarizzazione è pura cacofonia ( https://bit.ly/3sk1oV6 ).

Nuland – ex consigliere di spicco del gruppo transnazionale Albright Stonebridge del Partito Democratico, colei che cercava di saccheggiare il litio dal Messico – ha confessato che la CIA ha operato un cambio di regime in Ucraina con un “investimento” di 5 miliardi di dollari ( https://bit.ly/3QGqiIE )”, ha avvertito il Sudafrica, 20 giorni prima dell’iconico vertice dei BRICS, di soppesare la “valuta BRICS” della de-dollarizzazione multipolare.
L’uccello di tutte le tempeste geopolitiche, Nuland, ha affermato in modo esilarante che gli Stati Uniti credono fermamente nel dollaro e nel suo lavoro per il “bene globale”, poiché è stato un fattore di equilibrio nel mondo: “non è una cosa facile iniziare qualcosa di nuovo nel regno finanziario”. decisamente! Meno quando si tratta del controllo finanziario della potenza egemone di turno.

Nuland, che non sa nulla di geofinanza tranne che imporre un obsoleto imperialismo medievale, dovrebbe essere illuminata dal libro fondamentale di Giovanni Arrighi per comprendere l’ascesa e la caduta delle geovalute degli imperi.
La Nuland è priva di cultura politica, tanto meno diplomatica, per l’appartenenza ad un gruppo bellico legato al complesso militare-industriale USA-Israele, come lo definisce niente meno che il lucido kazariano Jeffrey Sachs, professore della Columbia ( https: // bit .ly/3OGeBin ).

Victoria Nuland, la guerrafondaia di Washington

Nuland non è stata in grado di guarire mentalmente i suoi atavici traumi psicologici derivanti dal suo passato Khazariano in Ucraina: sbotta con condiscendenza che “i leader ovviamente parleranno apertamente e avranno il diritto di vedere queste cose” – in riferimento all’accelerata de-dollarizzazione globale. Non senza prima minacciare che “da qui a lì non è un percorso facile come molti pensano”.

La de-dollarizzazione multipolare non avrebbe avuto un’accelerazione senza la sconfitta del suo correligionario, il comico kazariano Zelenskyj e, con il recente colpo di stato in Niger, dove l’Amazzone Nuland è andata a minacciare i suoi militari.

In contrappunto interno, il non meno controverso Trump, ha avvertito che il predominio del dollaro nel commercio mondiale conta: “il nostro Paese andrà all’inferno (sic) e noi non saremo più i pezzi grossi della scacchiera. Abbiamo il potere , ma questo sta diminuendo, infatti, sta diminuendo a causa della nostra valuta e non sto parlando solo del suo valore, sto parlando della nostra valuta utilizzata in tutto il mondo.” Poi Trump risponde con una frase iperrealistica secondo cui l’impatto del declino del dollaro come “valuta di riserva” mondiale è “maggiore della perdita di qualsiasi guerra”.
Trump ha ricordato che il dollaro è uno degli strumenti onnipotenti di cui dispongono ancora gli Stati Uniti, ma ha avvertito che “la Cina vuole sostituirlo con lo yuan”, cosa impensabile fino a pochi anni fa, mentre le infrastrutture americane sono deteriorate a livelli da ” paese del Terzo Mondo (https://fxn.ws/45Tp2GD )”.

La russofoba Nuland comprende perfettamente che la de-dollarizzazione multipolare deriva dalle guerre statunitensi in Iraq e Libia, Afghanistan e sta accelerando in Ucraina, si sta diffondendo in Niger e sta per mettere a dura prova il vertice tettonico dei BRICS a Johannesburg.

Uno dei due, tra Nuland e Trump, avrà ragione.

Afredo Jalife Rahme

Fonte: La Jornada

Traduzione: Luciano Lago

6 commenti su “La Nuland si scaglia contro la dedollarizzazione

  1. Questa donna squilibrata non può decidere assolutamente nulla !
    Forse ci sarà la fine del monopolio internazionale del Dollaro come moneta rifugio !
    Oppure NO !
    Saranno i mercati Capitalisti internazionali a decidere se è un affare restare con il Dollaro oppure se è una Bidonata tenersi i dollari in casa !
    L “abitudine però è dura da morire e ai veri Capitalisti non piacciono le strade nuove preferiscono le vecchie perciò ci vorranno alcuni anni per la declassazione del Dollaro !
    Ci vorranno almeno 5 anni perché il dollaro sia eliminato dal mercato globale ! Cina – Russia -india e alcuni paesi Africani- Sudamericani che non useranno più il dollaro per i loro scambi commerciali tra di loro se funziona la nuova moneta potrebbe essere operativa tra 5 anni e il dollaro Kaputt !

  2. proprio simpatica la ”nullità” vorrebbe che il mondo continuasse a girare attorno al dollaro, spero proprio invece, che questo pezzo di carta, torni ad essere considerato come tutte le altre divise.

  3. La satanica giudea e’ un pericolo per l’intera umanita’, (assieme a tutti i criminali giudei dello stato profondo americano)

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