La NATO sostiene segretamente l’offensiva della Turchia e dell’Azerbaigian contro l’Armenia

L’Azerbaigian si affida ai membri dei servizi segreti della NATO nel vecchio Patto di Varsavia per mobilitare la stampa internazionale contro gli armeni.

Il Nizami Ganjavi International Center, dal nome di un famoso poeta perso-turco del XII secolo, è stato fondato a Baku il 30 settembre 2012. Il suo consiglio di amministrazione comprende molte personalità politiche del Caucaso, dei Balcani e dell’Europa orientale. e gli Stati baltici. Il Centro è cofinanziato dall’Azerbaigian e dalla società Exxon-Mobil.

Nella recensione del Ganjavi Center dell’aprile 2020, Robert Cekuta, ex ambasciatore degli Stati Uniti a Baku (2015-18) ha annunciato che era giunto il momento per Washington di impegnarsi in Karabakh [1] .

Dall’inizio della guerra contro l’Artsakh, il Nizami Ganjavi International Center, sotto la co-presidenza dell’egiziano Ismail Serageldin e della lettone Vaira Vīķe-Freiberga, ha aumentato il numero di interviste e forum aperti dei suoi membri sulla stampa internazionale da favore dell’Azerbaigian.

Questa potente lobby attesta che la NATO sostiene segretamente il “Popolo di due Stati” (Turchia e Azerbaigian). fonte: https://www.voltairenet.org

Terroristi filo occidentali

[1] “È ora di un impegno più attivo degli Stati Uniti sul Nagorno-Karabakh”, Robert Cekuta, Global Policy Analysis , aprile 2020.

Nota: E’ iniziato il gioco sporco di Washington nel sobillare guerre e rivolgimenti (rivoluzioni colorate) nelle Repubbliche dell’Asia prospicienti alla Russia. Il piano prevede di fare leva sulle divisioni etniche e religiose per alimentare conflitti e finalizzare questi cambiamenti di regime con orintamento anti russo, tutto al fine di creare un cinturone sanitario attorno alla Russia pronto ad essere incendiato quando Washington lo ritenga opportuno. Gli USA utilizzeranno come sempre i gruppi radicali salafiti opportunamente addestrati ed armati per infiltrarli nelle repubbliche del Caucaso e dell’Asia Centrale. L’Azerbaijan è la prima pedina del gioco, ne seguiranno altre.

Traduzione e nota: Luciano Lago

1 commento

  • Mario
    12 Ottobre 2020

    Articolo che considero fuorviante.
    La Nato NON sostiene la Turchia e l’Azerbaijan contro l’Armenia, dal momento in cui la Nato stessa è profondamente divisa, e Holland è arrivato a dire che la permanenza della Turchia nella Nato dovrebbe essere ridiscussa, alla luce delle gravi provocazioni di Erdogan.
    Qui siamo di fronte ad un conflitto secolare molto evidente, ma che non si vuole ammettere: l’espansionismo islamico.
    Mi sono andato a cercare l’articolo: su Voltaire si rimanda al Caspianpolicy e non c’è nulla di strano in quell’articolo: si ribadisce che la pace e la stabilità nella regione sono nell’interesse degli USA.
    Ora io sono più a favore dell’Armenia, che ha patito delle ingiustizie storiche, fra cui il fatto che il Trattato di Sevres non è mai stato implementato (gli Occidentali e la Russia hanno tradito l’Armenia); ma sta di fatto che tutte le risoluzioni internazionali dell’ONU sono a favore dell’Azerbaijan ed aver ignorato per 30 anni la dignità del popolo azero è stato un grave errore di tutti, che oggi gli Armeni del Karabakh stanno pagando con le loro vite.
    Poi è normale che USA (non NATO), Turchia e Russia si contendono quel territorio che fa gola a tutti.

Inserisci un Commento

*

code