La NATO ha in programma una base militare sul mare di Azov?

La Duma di Stato ha commentato la petizione in Ucraina sulla creazione di una base NATO a Mariupol

Simferopol 28 marzo – Ria Novosti.
Andrei Kozenko deputato della Duma di stato ha affermato che in Ucraina la proposta altisonante di dislocare una base navale della NATO nel Mar d’Azov nemmeno dovrebbe essere presa sul serio, in quanto effetto della manifestazione, nel paese, di un’epidemia di nazionalismo. In precedenza, sul sito web ufficiale del presidente dell’Ucraina, è apparsa una petizione con la proposta di creare una base navale per lo spiegamento permanente di una flotta della NATO nell’Ucraina sudorientale, nella città di Mariupol, nella regione di Donetsk.

Le motivazioni per la costruzione della base fanno riferimento “alla minaccia costante e al comportamento scorretto” della Russia.

“Mentre l’Ucraina, freneticamente, continua a lanciare appelli all’Occidente, paradossalmente la Russia aiuta i membri effettivi della NATO.

Parlo dell’Italia e della situazione con il coronavirus. Lì le bandiere dell’UE vengono già sostituite con quelle russe. In Ucraina, sfortunatamente, oltre al coronavirus, c’è anche un’epidemia di nazionalismo, quindi per ora lì non è ancora possibile fare affidamento sulla loro adeguatezza. Proprio per questo, nonostante l’Europa riconosca la Russia come paese-pacificatore, in un paese vicino si continua ad fomentare con vili pretesti e accuse di aggressione alla Russia”, ha riferito a RIA Novosti Kozenko.

Sebastopoli Porto russo

Sempre secondo la sua opinione, la NATO ora e più avanti non potrà più stare in Ucraina per molte ragioni: dai disaccordi con l’ideologia presente (in Ucraina ndr.), fino alla necessità di terminare di finanziarla in condizioni di crisi.
“Propongo di creare una petizione più reale a sostegno dello spiegamento, a tempo indeterminato, della flotta russa del Mar Nero come unico garante della pace e della stabilità nel bacino del Mar Azov-Nero e per la creazione di un’unione di stati: dell’Ucraina con la Russia e la Bielorussia e, a questo riguardo, con l’istituzione immediata di un referendum in Ucraina e di elezioni anticipate di tutti gli organi del potere”. I crimeani sono esperti su come tenere un referendum, penso che tenerlo in Ucraina sia una questione di tempo”, ha sottolineato Kozenko.

La Crimea è diventata una regione russa dopo il referendum lì tenutosi nel marzo 2014, dove la stragrande maggioranza degli elettori della Repubblica di Crimea e di Sebastopoli hanno votato a favore dell’adesione alla Russia. Le autorità della Crimea hanno tenuto un referendum dopo il colpo di stato in Ucraina nel febbraio 2014. L’Ucraina, come in precedenza, considera ancora la Crimea un suo territorio, solo temporaneamente occupato.

La leadership russa ha ripetutamente affermato che gli abitanti della Crimea democraticamente, nel pieno rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, hanno votato per riunirsi alla Russia. Secondo il presidente della Russia, la questione della Crimea è “definitivamente chiusa”.

https://ria.ru/20200328/1569290407.html

Fonte: Ria.ru

Tradotto da Eliseo Bertolasi

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