La morte del sindaco di Kharkov Gennadij Kernes a Berlino. Gioco di spie?

Eliseo Bertolasi

Il 17 dicembre all’età di 62 anni è venuto a mancare il sindaco di Kharkov Gennadij Adolfovich Kernes.
Secondo il suo amico Pavel Fuks, la causa di morte è stata una conseguenze del COVID-19: l’infezione ha dato complicazioni all’attività degli organi vitali.
Questa notte l’enorme buon cuore del mio migliore amico Gennadij Kernes si è fermato. … Eterna memoria a te, amico mio”, ha scritto Fuks sul suo canale Telegram.
La notizia è stata inoltre confermata dal segretario del Consiglio comunale di Kharkov Igor Terekhov.

A metà settembre, il direttore del Dipartimento per l’Informazione e le Pubbliche Relazioni del Consiglio comunale di Kharkov, Yurij Sidorenko, aveva comunicato che Kernes era stato contagiato dal coronavirus ed era in condizioni stabilmente gravi. Ben presto si è venuto a sapere che era cosciente ed era in cura nella clinica Charité di Berlino. Ad ottobre Kernes è poi risultato negativo al COVID-19.
Dal momento del ricovero in ospedale, il sindaco di Kharkov non è più apparso in pubblico. Alla metà di dicembre, qualche giorno prima della morte, Fuks riferiva che le condizioni di Kernes erano in peggioramento e “il suo secondo rene non funzionava più”.

Chi era Kernes
Kernes vinse le elezioni di sindaco di Kharkov nel 2010, 2015 e anche nel 2020. Nell’aprile 2014 fu vittima di un attentato, nel quale rimase gravemente ferito: un proiettile lo trapassò da parte a parte danneggiandogli i polmoni e il fegato. Venne curato in Israele, seguì un corso di riabilitazione, dopodiché ritornò a Kharkov. Ma a causa delle lesioni fu costretto sulla sedia a rotelle.
Con la sua morte, il consiglio comunale di Kharkov termina il suo mandato prima del previsto, la Verkhovna Rada di Kiev dovrà stabilire nuove elezioni entro 90 giorni. Fino ad allora, secondo la legge vigente, al posto del sindaco opererà il segretario del Consiglio comunale.

Retroscena sulla clinica berlinese
L’analista politico russo Mikhail Ostrovskij ha affermato nel suo blog che il “caso Kernes” scredita la clinica Charité, le cui attività paiono manipolate dall’Occidente:
Sintomatico è il fatto che Kernes, un politico all’opposizione a Kiev, sia morto nella stessa clinica in cui venne precedentemente registrato l’“avvelenamento di second’ordine” del leader dell’opposizione russa Navalny. Navalny, a differenza di Kernes, ha avuto più fortuna: “non l’hanno guarito”, poiché come oppositore è ancora necessario all’Occidente. Per Kiev, si presenta l’opportunità di mettere un sindaco sul posto vacante e di prendere il controllo della capitale dell’Ucraina orientale”.
L’esperto ha inoltre rimarcato: “La clinica Charité sta diventando un luogo pericoloso, poiché Kernes era in via di guarigione e prevedeva di tornare a Kharkov il 30 dicembre”.

La Clinica di Berlino

La clinica Charité
In pratica tutti i politici VIP ucraini preferiscono rinvigorire la loro salute all’estero.
Tuttavia, la pandemia di coronavirus ha messo una croce su questi privilegi. Il sindaco di Kharkov è stato l’unico ucraino di alto rango che è riuscito a recarsi all’estero per farsi curare. E non in un posto qualunque ma proprio nella Charité, che in Ucraina vanta una certa reputazione.
La clinica è conosciuta ben oltre i confini della Germania. L’ospedale, fondato nel 1710 come lazzaretto per la peste, è attualmente un centro medico multidisciplinare, dove vengono curati pazienti con un’ampia varietà di malattie. Oltre ai semplici cittadini, lì vanno a curarsi anche celebrità da tutto il mondo.
Così, è alla clinica Charité, che nel 2011 la cancelliera tedesca Angela Merkel fu sottoposta ad un intervento chirurgico al ginocchio e il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier donò un rene a sua moglie.

La Charité più di una volta ha ospitato politici dell’opposizione straniera, attirando per questo l’attenzione dei media internazionali. Come il caso, per l’appunto, di Aleksej Navalny.
Navalny fu trasportato da Omsk a Berlino su un volo speciale per essere curato proprio in questa clinica. Il 2 settembre, il governo tedesco annunciò che, su iniziativa della Charité, era stata effettuata una perizia tossicologica delle analisi di Aleksej Navalny nel laboratorio della Bundeswehr. Come risultato dell’esame, venne rivelata la prova che, inequivocabilmente, indicava l’avvelenamento con un agente nervino chimico del gruppo Novichok.
Il governo tedesco ha sottolineato che le conclusioni degli esperti della Bundeswehr erano al di là di ogni dubbio. Mosca, da parte sua, ha negato le accuse di coinvolgimento nell’attentato del politico dell’opposizione.

Aleksey Navalny il dissidente russo avvelenato

Ma è grazie a Yulia Timoshenko, che la clinica Charité ha ottenuto una grande popolarità in Ucraina.
Dal febbraio 2012 gli specialisti tedeschi di questa clinica tentarono di “rimettere in piedi” Yulia Timoshenko, verso la quale la cancelliera tedesca Angela Merkel costantemente si era adoperata personalmente.

La Timoshenko avrebbe dovuto scontare una pena di sette anni nella colonia penale Kachanovskaya di Kharkov per l’affare dei contratti del gas con la Russia. Ma per cause di salute fu trasferita nella clinica centrale di Kharkov “Ukrzaliznytsya”, dove venne comunque curata secondo le raccomandazioni dei medici tedeschi”.

Il capo della clinica Charité, Karl Max Einhäupl, addirittura proibì alla Timoshenko di recarsi alle udienze in tribunale, poiché “ciò avrebbe annullato tutti gli sforzi dei medici”.
I medici della Charité nell’ottobre 2013 sostennero che l’operazione era l’unica possibilità per la Timoshenko. Naturalmente un’operazione del genere avrebbe potuto essere eseguita esclusivamente presso la Charité, il che significava che la detenuta avrebbe dovuto essere trasportata fino a Berlino. I neurochirurghi ucraini affermarono invece che lo stato di salute di Yulia Timoshenko non richiedeva alcun intervento chirurgico.
Yulia Timoshenko fu liberata non da medici tedeschi, ma dal “Maidan”, in quell’occasione si presentò sul palco della “piazza” in sedia a rotelle. Cosicché nel marzo 2014, la Timoshenko riuscì finalmente a raggiungere la clinica berlinese.
Fu allora, all’improvviso, che si scoprì che l’operazione alla Timoshenko non era più necessaria, ma era sufficiente la fisioterapia.
La Timoshenko rimase alla Charité solo pochi giorni e da allora non fu più vista su una sedia a rotelle.

Yulia Timoshenko

Giochi di spionaggio?
Tuttavia, al di là dei vari personaggi politici o VIP passati nella clinica berlinese, la clinica Charité, è approdata ad una visibilità internazionale soprattutto in merito alla cura dell’avvelenamento di Navalny.
Secondo un’indagine di Bellingcat [1] i responsabili di questo avvelenamento sarebbero stati degli ufficiali dell’FSB russo.
In un’intervista a DW (Deutsche Welle) [2], un’emittente tedesca in diverse lingue, Christo Grozev, uno dei giornalisti di Bellingcat coinvolti nelle indagini e nei rapporti sull’“avvelenamento” di Navalny, ha riferito l’impiego dell’agente nervino Novichok.
Gli stessi medici della Charité hanno pubblicato sulla rivista medica The Lancet [3], un articolo con la descrizione del quadro clinico dell’avvelenamento da Novichok, stabilendo che la buona salute di Navalny avrebbe contribuito al successo della terapia.

Se facciamo il punto della situazione ricordiamo che, oltre a Navalny, anche l’uomo d’affari bulgaro Emilian Gebrev nell’aprile del 2015 [4] e la famiglia Skripal (il padre Sergej e sua figlia Yulia) nel marzo del 2018 [5] sarebbero stati avvelenati col Novichok, un veleno letale che non da via di scampo. Ma, nonostante la letalità di questo agente nervino tutti gli “avvelenati” sono sani e salvi.
Se affrontiamo quindi la questione con razionalità, si possono trarre tre conclusioni:

  • il “novichok” non è poi così pericoloso;
  • gli agenti dei servizi speciali della Federazione Russa sono completamente incompetenti per aver fallito ripetutamente con la stessa “arma velenosa”;
  • oppure siamo davanti a giochi di spionaggio dei servizi segreti occidentali. Giochi con un chiaro obiettivo di tipo geopolitico e geoeconomico contro la Russia.
    Ai lettori la riflessione e la scelta su quale di queste tre opzioni appaia più credibile.

Ma torniamo all’apertura dell’articolo: la morte di Gennadij Kernes nella clinica Charité a Berlino. Se le considerazioni di Mikhail Ostrovskij sono corrette questa clinica pare inserirsi come tassello nei giochi di spionaggio.
Il famoso sindaco di Kharkov era conosciuto come un avversario flessibile ma pure intransigente verso il governo Kiev. Perciò alla luce della sua scomparsa sorgono ragionevoli alcune perplessità:

Gennadij Kerbnes il sindaco di Kharkov morto nella clinica Charitè di Berlino
  • esiste un “legame” tra la clinica Charité ei servizi segreti occidentali?
  • Kernes è stato “curato”, ma è deceduto forse perché non era particolarmente in linea con le autorità ucraine?
  • La morte di Kernes non consentirà ora di nominare un candidato sindaco di Kharkov più conforme alle autorità ucraine e ai loro curatori occidentali?
    È poco probabile si approderà mai a una risposta a queste domande!

Note
[1] Bellingcat, fondata il 15 luglio 2014 dal giornalista e blogger britannico Elliott Higgins è un sito di giornalismo investigativo specializzato in fact checking (verifica dei fatti) e in Open-source intelligence (Intelligence su fonti aperte).
[2] https://www.dw.com/en/bellingcat-on-navalny-report-the-kremlin-needs-to-prove-us-wrong/a-55979573
[3] https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)32644-1/fulltext
[4] https://www.theguardian.com/world/2019/feb/18/i-almost-died-arms-dealers-poisoning-may-be-linked-to-skripals
[5] https://www.bbc.com/news/uk-51722301

Fonti:
https://ria.ru/20201217/kharkov-1589623339.html
https://vesti.ua/mir/sharite-navalnyj-kernes
https://ukraina.ru/exclusive/20200919/1028964513.html

3 Commenti

  • giorgio
    28 Dicembre 2020

    Che dite ? scegliamo la busta n. 1 la 2 o la 3 ?
    Domanda retorica …. la risposta è scontata …..

  • eusebio
    28 Dicembre 2020

    Kernes era ebreo, praticamente uno dei padroni assoluti del paese, e considerando che la Merkel è completamente asservita a Soros e ad Israele difficile che sia stato ammazzato su suolo tedesco con il consenso del governo tedesco.
    L’Ucraina sul piano economico è messa molto male, il governo spera che l’FMI rilasci una tranche del prestito di cui ha già ricevuto 2 miliardi di dollari su di un totale forse di 5 già nei prossimi giorni, intanto ha dovuto aumentare il prezzo del gas, che scarseggia dato che deve essere acquistato a caro prezzo nella UE, non ha soldi per acquistare il vaccino per il covid e pare sia possibile che i russi permettano la produzione del vaccino Sputnik in Ucraina.
    L’Ucraina ha anche aderito alla nuova via della seta, stringendo accordi economici con la Cina.
    Sembra che una parte della politica ucraina cerchi di sganciarsi da un occidente che ha distrutto l’economia del paese, e di riallacciare rapporti con la Russia che è il primo investitore in Ucraina, e la Cina che è il primo partner commerciale del paese, anche se l’Ucraina spera di sviluppare per il 2025 un interscambio commerciale con la Cina di 20 miliardi di dollari, contro i 200 previsti per il 2023 tra Russia e Cina.

  • michele
    28 Dicembre 2020

    eusebio commento condiviso,aggiungo sempre che non tutto è come sembra o che si voglia far sembrare……
    esempio i motori per razzi spaziali (dual use…..) che la russia ogni anno vende agli usa nonostante gli embarghi imposti da questi…..è materiale strategico.

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