“La micro-governance globale è diventata un lusso” -Newsweek spiega come finirà il colpo di stato in Iran per gli Stati Uniti

Nonostante il fatto che molti rappresentanti delle élite statunitensi mantengano un atteggiamento ostile nei confronti dell’Iran, adesso questo è il momento peggiore per attacchi e tentativi di instaurare una “democrazia” nella Repubblica islamica.
Su questo scrive la pubblicazione americana «Newsweek».
Come notato dai media, prima di ricostruire nuovamente il ruolo di “gendarme mondiale”, gli Stati Uniti dovrebbero “ripulire la propria casa”. Pertanto, anche se il governo iraniano è una “teocrazia mediocre”, non spetta al Dipartimento di Stato parlarne.

“La micro-governance globale è diventata un lusso che non possiamo più permetterci e non esiste un esempio più evidente di sovraccarico della politica americana sull’Iran. Trenta anni dopo Francis Fukuyama dichiarò vergognosamente “la fine della storia”, la democrazia, il liberalismo e il capitalismo nel ritirarsi dal mercato aperto, quando se non adesso, si trovano in pericolo di estinzione “, dice l’articolo.

Il segretario di Stato americano Michael Pompeo, minacciando l’Iran con ulteriori sanzioni, “lancia pietre da una casa di vetro” mentre gli americani “perdono la fiducia nel proprio governo”. Nelle sue osservazioni recenti, Pompeo ha dichiarato che” i regimi corrotti di Caracas e di Teheran sono uniti nella loro inclinazione alla repressione contro il loro popolo, alla corruzione, all’auto arricchimento ed alla grave cattiva gestione delle risorse dei loro popoli” (senti da quale pulpito viene la predica).

Inoltre avviene che, nella loro ossessione di ostilità nei confronti dell’Iran, gli Stati Uniti sono stati lasciati soli nell’arena politica mondiale, il che non impedisce a Washington di “giocare continuamente”. Così è avvenuto che, dopo il suo discorso, Pompeo ha annnciato un’altra ondata di sanzioni economiche contro l’Iran (e contro il Venezuela) che questa volta colpiscono l’industria metallifera iraniana.

Hezbollah reparto

“La transizione verso una politica di cambio di regime in Iran sarà, nella migliore delle ipotesi, sconsiderata e un duro colpo per la superiorità globale americana nella peggiore delle ipotesi” , scrive il giornale. ” Pensa fino a che punto le stupidità della politica USA in Iraq e in Afghanistan abbiano fatto retrocedere il (nostro) Paese”, scrive l’articolo.


Molti, ovviamente, sosterranno che il teatro iraniano è diverso dagli altri e che una lotta difficile non porterà necessariamente a una guerra cinetica. Tuttavia questo suggerisce che le voci che avanzano questi argomenti sono quelle stesse che hanno anche rimosso le preoccupazioni per i nostri precedenti fallimenti in Medio Oriente . “ Bisognerebbe smettere di dare loro ascolto, indica implicitamente l’analista di Newsweek.

Fonte: Newsweek

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

3 Commenti

  • antonio
    4 Luglio 2020

    gli -usa han cmmesso crimini osceni , in Irak, in Libia, in Siria, in Yemen, in Afganistan, in Somalia, in Corea, in Vietnam, in Ucraina, in Argentina, in Cile, in Italia, in Yugoslavia, in Romania, in Macedonia, in Albania, in Venezuela, e nel 2001 a casa loro l’ 11 settembre

  • eusebio
    5 Luglio 2020

    Il problema degli anglosionisti in Iran come in Russia e Cina è che non hanno una quinta colonna interna consistente, in Iran non ci sono gruppi etnici sunniti da corrompere, la popolazione è al 95% sciita, Kamenei è un azero turcofono, in Russia idem, la consistente minoranza turcofona è in parte ortodossa, ormai legata ai russi con i matrimoni misti mentre la minoranza giudaica che aveva appoggiato la politica coloniale di Clinton negli anni novanta è scappata con il malloppo, in Cina gli va pure peggio, stanno cercando di creare un gruppo di abitanti di Hong Kong con cittadinanza britannica ma il governo cinese li farà scappare dopo una sanguinosa repressione.
    Ormai il blocco eurasiatico è compatto e vincente, forse dopo le elezioni USA di novembre ci sarà il regolamento di conti, i russi occuperannno Kiev, i cinesi Taiwan e le truppe dell’asse sciita attaccheranno l’entità sionista.

  • Teoclimeno
    5 Luglio 2020

    Gli USA: “il bue che da del cornuto all’asino”, da ormai 200 anni.

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