La Merkel prosegue e non rinuncia alla partnership commerciale con la Cina nonostante gli avvertimenti di Washington


Berlino mira a rinnovare i collegamenti commerciali con Pechino nel mezzo della crisi del coronavirus.

BERLINO – Subito dopo che la Germania ha accettato il mese scorso di salvare Lufthansa con un’iniezione di emergenza di 9 miliardi di euro, la compagnia aerea ha annunciato che avrebbe ripreso il servizio su una rotta inattiva da mesi: Francoforte-Shanghai.

Che si tratti di tecnologia o design, la mossa della portabandiera tedesca simboleggia la priorità di Berlino nella riparazione dei collegamenti commerciali tra i due paesi mentre emergono da quella che i leader di entrambe le parti sperano sia stata la fase peggiore della pandemia.

Nel frattempo la Germania riafferma la sua dipendenza da lungo tempo dagli Stati Uniti nonostante le crescenti tensioni con Washington sulla sicurezza e il commercio , tuttavia ci sono meno dubbi tra i leader del paese sulla necessità di riaccendere la partnership della Germania con la Cina, il principale partner commerciale della Germania.

Benchè la Cina sia stata criticata in gran parte del mondo occidentale, in particolare negli Stati Uniti e nel Regno Unito, per non essere abbastanza trasparente sulle origini dell’epidemia di coronavirus e, più recentemente, per la sua sospensione delle norme democratiche a Hong Kong, il governo tedesco è stato più cauto nella sua risposta.

Alla domanda, durante una conferenza stampa della scorsa settimana, se avrebbe sostenuto il tipo di sanzioni contro la Cina in esame negli Stati Uniti, la Merkel ha eluso la domanda.
I legami con la Cina sono importanti”, ha sottolineato la Merkel, aggiungendo “sono di importanza strategica”.

In effetti, è difficile sottovalutare l’importanza della Cina come mercato di esportazione per le merci tedesche, in particolare automobili e macchinari. Da quando la Merkel ha assunto la carica di cancelliere nel 2005, le esportazioni tedesche in Cina sono aumentate di cinque volte a poco meno di 100 miliardi di euro l’anno scorso. Mentre alcuni economisti sostengono che la domanda cinese di beni capitali tedeschi stia calando man mano che la sua economia matura, il paese (la Cina) rimane un pilastro della strategia economica di Berlino e un motore chiave della crescita.

Quando la domanda degli Stati Uniti è crollata sulla scia della crisi finanziaria del 2008 e del 2009, la Germania ha fatto affidamento sulla Cina, che è stata in gran parte indenne dalle turbolenze, per alimentare il suo rimbalzo – un’espansione che è continuata praticamente ininterrotta fino al colpo di pandemia.
Non c’è dubbio che la Merkel abbia in mente quella storia mentre cerca di proteggere l’economia tedesca nell’attuale crisi, che secondo le previsioni della Commissione europea causerà un calo del 6,3% nella produzione del paese quest’anno.

Questo avviene mentre la Cina sta anche affrontando la ricaduta economica della pandemia, con gli esportatori tedeschi che vedono i primi segni di speranza. A giugno, ad esempio, le vendite di auto in Cina sono aumentate dell’11 percento , il terzo aumento consecutivo mensile, dopo mesi di flessione.

Rimane il fatto che gli Stati Uniti sono ancora un grande mercato di esportazione della Germania e gli USA continuano a lottare per tenere sotto controllo l’epidemia di coronavirus, questo mentre la Cina sta gradualmente tornando agli affari come al solito.

La riluttanza della Merkel a denunciare la Cina sulla repressione di Hong Kong può sembrare in contrasto con l’immagine popolare di lei come leader guidata prima di tutto dalla sua “bussola morale”, una reputazione guadagnata con la sua decisione di accettare più di un milione di rifugiati in fuga dalla Siria e altri paesi dopo la crisi del 2015.

In effetti, l’attuale corso del cancelliere è coerente con il modo in cui ha gestito la Cina negli ultimi 15 anni: espressioni di preoccupazione per i diritti umani e impegni a continuare il “dialogo”, unito ad un approfondimento delle relazioni commerciali.

Sia che si tratti dell’oppressione in Tibet, della detenzione di uiguri o della pervasiva sorveglianza da parte della leadership cinese della propria cittadinanza, la Merkel ha sempre messo al primo posto gli affari.

E gli affari vanno bene. Ciò è particolarmente vero per le più grandi aziende (e datori di lavoro) tedesche, dalla Volkswagen e dalla Mercedes al gigante dell’ingegneria Siemens.

La Cina invia aiuti ai paesi sotto sanzioni USA

Le priorità di Berlino nei confronti della Cina hanno anche avuto un profondo impatto sull’approccio dell’UE. Anche se Ursula von der Leyen non ha evitato di criticare la Cina da quando è diventata presidente della Commissione, è stata attenta a non allontanarsi troppo dalla linea di Berlino.

Nota: Sulla “bussola morale ” della Merkel ci sarebbe molto da dire ed ancora di più sulla sua “preoccupazione per i diritti umani” visto che la Germania è in ottimi affari con paesi canaglia come l’Arabia Saudita, il paese che sta conducendo un genocidio nello Yemen e che ha la curiosa abitudine di squartare i dissidenti nei suoi consolati all’estero (caso Khassogi ), oltre aquelli a cui mozza la testa in patria.
Questo per non parlare dei consolidati rapporti della Germania con la Turchia di Erdogan che fomenta i gruppi terroristi jihadisti in Siria e li traferisce da un paese all’altro quando serve (Libia), senza che questo desti alcuna “preoccupazione morale” nella Angela Merkel.
Si sa che gli statisti occidentali ci tengono molto ad apparire difensori dei “diritti umani” quando torna loro comodo, come nel caso di Hong Kong, ma si tappano entrambi gli occhi quando questi diritti sono massacrati dai paesi alleati o da quelli con cui sono in grandi affari. L’Arabia Saudita e le monarchie del Golfo sono l’esempio più pertinente.
Fonte: Politico
Traduzione e nota: Luciano Lago

4 Commenti

  • gianni
    8 Luglio 2020

    anche l’Italia dovrebbe fare lo stesso

  • eusebio
    8 Luglio 2020

    La Germania sta cercando di liberarsi dalla tutela militare USA, negli ultimi dieci anni ha speso un miliardo di dollari per mantenere le truppe USA in Germania, considerando che il gas a buon mercato le viene dalla Russia e che l’industria tedesca è ormai indissolubilmente legata a quella cinese, e che militarmente parlando le conviene comprare ottime armi a costi bassi dalla Russia, i tedeschi accompagnerebbero volentieri all’aeroporto a calci nel posteriore gli ultimi soldati amerighi presenti sul suolo tedesco.

  • Teoclimeno
    9 Luglio 2020

    Evidentemente i tedeschi a differenza degli italiani, non hanno dimenticato che, il più grande sentimento che gli uomini conoscono non è l’amore, ma l’interesse personale.

  • antonio
    9 Luglio 2020

    facciamo un esercito europeo, lontano e contro la fogna della NATO

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