"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La liberazione del Goutha segna il fallimento dei piani di USA e Israele in Siria

di Luciano Lago

La liberazione del Goutha est, effettuata dalle forze dell’Esercito siriano a cui si sono aggiunti i reparti speciali della Forza Tigre, sta sollevando la città di Damasco dall’incubo dei bombardamenti di mortaio e razzi lanciati dalle postazioni dei terroristi che soltanto nelle scorse giornate, avevano fatto 32 vittime fra i civili.

Mano a mano che le forze siriane riprendono possesso dei territori ed i terroristi, appoggiati dagli USA e dall’Arabia Saudita, vengono annientati o costretti a ritirarsi, cresce il nervosismo nei circoli di Washington e di Tel Aviv che vedono con preoccupazione l’avanzata delle forze  siriane e la capitolazione dei gruppi mercenari collegati con il comando USA che agivano dietro direttive ed indicazioni di questo quanto agli obiettivi da colpire ed alle azioni di sabotaggio da svolgere per seminare il terrore e danneggiare il governo di Damasco.

Lo spazio per i gruppi terroristi sponsorizzati dagli USA ed alleati è ormai chiuso in Siria nonostante le tonnellate di armamenti inviati, parte dei quali caduti nelle mani delle forze siriane, nonostante l’appoggio logistico, l’assistenza con le coordinate trasmesse via satellite e le armi più sofisticate consegnate nelle mani degli stessi terroristi.

L’intervento dell’aviazione russa è stato determinante per consentire la liberazione della zona e per mandare a monte il piano statunitense di seminare il caos e la destabilizzazione della Siria e questo non viene perdonato a Mosca e si spiega così la forsennata campagna antirussa montata ad arte da Londra e da Washington per mettere in difficoltà la Russia.

Il problema per i cervelli del Pentagono non è la provocazione creata dai servizi anglo USA a Salisbury per cui è stato suonata l’adunata a tutti gli alleati e vassalli di Washington per espellere i diplomatici russi ed isolare Mosca, il vero problema è l’atteggiamento russo che si è posto d’ ostacolo ai piani USA-Israeliani in Siria, l’alleanza della Russia con l’asse della resistenza con Iran, Siria ed Hezbollah che rende più difficile per Washington un intervento militare di aggressione all’Iran, da tempo pianificato.

Forze russe in Siria

Quello della Siria è un fallimento strategico che ha segnato le due Amministrazioni che si sono alternate a Washington, quella di Obama che pensava di ripetere in Siria l’operazione in Libia del 2011 e quella di Trump che, in contrasto con quanto promesso in campagna elettorale, ha continuato in peggio le politiche di Obama di destabilizzazione e appoggio al terrorismo islamico per ottenere il “regime change” in Siria e negli altri paesi non conformi agli interessi di USA e Israele.

Il nuovo assetto dei consiglieri dell’enturage del Presidente, da Mike Pompeo a John Bolton, lascia prevedere che gli USA perseguiranno testardemente i loro obiettivi, quelli di recuperare lo spazio perso in Medio Oriente e questo comporta l’attacco alla Siria, al Libano all’Iran, quest’iltimo che rimane obiettivo prioritario di Washington. Tuttavia il dilemma degli strateghi di Washington è quello di come scalzare l’ingombrante presenza delle forze russe in Siria in alleanza strategica anche con l’Iran, cosa  che rende molto più difficile l’operazione di aggressione all’Iran caldeggiata dalla cerchia dei neocons  guerrafondai che fanno pressioni sulla Casa Bianca e tengono in ostaggio lo stesso presidente.

Questo spiega l’accanimento della campagna contro la Russia e l’ostinato tentativo degli Stati Uniti di riprendere la posizione di dominio egemonico che era stata teorizzata dai grandi strateghi statunitensi già dai tempi del “Nuovo Secolo Americano” (The Project for the New American Century, -PNAC) vagheggiato dai circoli neocons negli anni ’90.

Tuttavia i tempi sono cambiati e il mondo non accetta più il dominio incontrastato dell’Impero USA e sono sempre di più i paesi che si mettono fuori da questo dominio e cercano delle strade alternative.

Si comprende che i teorici del dominio globale USA, i neocons come Bolton o Mike Pompeo,  sono del tutto staccati dalla realtà, non hanno mai operato su un fronte di guerra reale, dal Vietnam all’Iraq, non hanno mai sentito l’odore del napalm e delle carni bruciate, loro sono “guerrieri da scrivania”, giocano come in un vidogame  e questo li rende ancora  più pericolosi.

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  1. La soluzione 3 settimane fa

    USA e Israele devono rassegnarsi, altrimenti proveranno in casa loro una grande guerra. I giochini sono finiti. E sarebbe ora che questi guerrafondai andassero in galera per genocidio.

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  2. geometrio ellittico 3 settimane fa

    Però a vedere la mappa della guerra https://syriancivilwarmap.com/ La Siria sembra comunque spacciata

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    1. alexfaro 3 settimane fa

      Devi guardare la mappa della Siria come era 2 anni fa prima del’inizio dell’intervento Russo
      e rapportarla a quella di oggi x essere obbiettivo,fallo e noterai una grossissima differenza!
      un saluto di buona Pasqua!
      Alexfaro

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    2. Animaligebbia 3 settimane fa

      Quasi tutto quel territorio e’ desertico e inabitabile,i pidocchi non hanno nulla a cui aggrapparsi.

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  3. atlas 3 settimane fa

    già dieci anni fa passavo davanti ad uffici piccoli, ma capillarmente distribuiti, almeno nelle grandi metropoli, del ‘movimento umanista’, il cui colore è l’arancione (come Soros comanda). Naturalmente pace, integrazione, negri, stranieri, ‘intellettuali’ sinistri…e notavo sempre un cartello esposto fra gli altri del loro luridume ideologico : no alla guerra all’Iran. (!)

    In pratica già loro abituavano all’idea la gente, di una guerra, progettata sin dalla catastrofe per la delta force nel 1980 a Teheran, quando ancora nemmeno la si pensava…attenzione ai giudei del movimento umanista, così come agli anarchici. E a chissà quanti altri. Questi le studiano tutte su come penetrare nelle società e avvelenarle dall’interno. Colpiscono come i serpenti

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