La leader del partito patriottico serbo “Zavetnici”: “Ho sempre saputo che la Russia non avrebbe mai dimenticato la Serbia”

Di Igor Damjanović

Il 3 aprile ​​in Serbia sono arrivati i primi aerei del Ministero della Difesa russo con aiuti umanitari. Ad oggi, nel Paese sono stati registrati 1.476 casi di infezione da coronavirus. Sono già morte 39 persone, tra cui il segretario del ministero dell’Ambiente serbo, Branislav Blajić e il vescovo Valevski Milutin. Sul portale russo “Balkanist.ru” la leader del partito patriottico serbo “Zavetnici” (che in italiano significa “promessa” come pure “testamento” in riferimento ai valori patriottici) Milica Djurdjević-Stamenkovski ha raccontato in che modo il paese sta vivendo lo stato d’emergenza e perché l’assistenza umanitaria russa sia così importante per il popolo serbo.

La Serbia non vedeva l’ora di ricevere aiuto dalla Russia nella lotta contro l’epidemia di coronavirus. Milica Djurdjević ritiene che questi 11 velivoli (https://balkanist.ru/v-serbii-prizemlilsya-pervyj-iz-odinnadtsati-samolyotov-minoborony-rossii-s-gumanitarnoj-pomoshhyu/ ) oltre a medici e specialisti delle forze NBC dell’esercito russo, oltre a forniture mediche, ventilatori e apparecchiature per la disinfezione, portino qualcosa in più:
“Alcune forze politiche filo-occidentali hanno disperatamente sperato non arrivasse l’aiuto dalla Russia per combattere il coronavirus in Serbia. In tal modo per loro sarebbe stato più facile, assolvere la mancanza di assistenza da parte di Bruxelles.

Ma le circostanze hanno dimostrato l’impotenza dell’Unione Europea davanti all’epidemia. L’UE non ha potuto aiutare né i suoi membri, né tanto meno la Serbia. La solidarietà europea in effetti è risultata un’illusione. Alla fine l’Italia ha ricevuto aiuto dalla Russia e dalla Cina. Vediamo come le bandiere dell’Unione Europea in Italia vengano rimosse e scambiate con quelle russa e cinese. L’epidemia di coronavirus ha portato alla fine l’idea stessa di Unione Europea. Il mondo sarà diverso dopo la vittoria su questo flagello. La Russia ha dimostrato la sua disponibilità ad aiutare la Serbia e il mondo.

Questo gesto rafforzerà ulteriormente il nostro rapporto in futuro, mostrerà a tutti coloro che hanno speculato sui dubbi dell’aiuto russo che avevano torto. Siamo grati al governo della Federazione Russa per il fatto che questa volta di fronte ad una calamità globale la Russia si è trovata spalla a spalla vicino alla Serbia sua sorella. “L’amico lo si riconosce nei guai”, o meglio, in un’epidemia di natura globale che ha colpito anche la Russia stessa”.

Milica Djurdjevic, leader partito Zavetnici

D’altronde, a suo avviso, non poteva andare diversamente:
“La Russia, per tradizione, ha sempre mostrato solidarietà al fraterno popolo serbo. Abbiamo un proverbio: “Dio è nei cieli, la Russia è sulla terra” nei riguardi del quale, coloro che per tutta la vita si sono sforzati a sospingere Belgrado verso Washington, Bruxelles e Berlino rispondono con la frase: “Dio è in alto, la Russia è lontana” e vogliono presentare la Federazione Russa come un grande forza alla quale però non importa né della Serbia, né del popolo serbo. Ma la Russia nel corso della storia innumerevoli volte ha smentito questa tesi.

Per secoli, la Russia e il popolo russo hanno difeso gli interessi della Serbia, sempre mostrando solidarietà con il popolo serbo e il nostro paese, sia in tempo di guerra che in tempo di pace. Mosca, oggi, in maniera ferma e per principio difende il nostro stato e i suoi interessi nazionali di fronte alla comunità mondiale. Ricordiamo e apprezziamo gli sforzi diplomatici della Russia, che ha aiutato il popolo serbo, nonostante le pretese dei separatisti albanesi di Pristina rivolte all’UNESCO, per aver salvaguardato il Patriarcato di Peć in Kosovo e Metohija, i nostri monasteri Visoki Dečani e Gračanica  e preservare questa parte inestimabile del nostro patrimonio culturale. Ricordiamo l’aiuto russo durante l’alluvione che colpì la Serbia nel 2016, quando i soccorritori russi si batterono eroicamente contro le forze della natura, salvando i serbi, le loro famiglie e le loro abitazioni”.

“Zavetnici” è apparso otto anni fa come movimento patriottico serbo che sostiene i valori tradizionali e lo sviluppo dei rapporti con la Russia. Nell’ottobre dello scorso anno, il movimento “è cresciuto” diventando un partito politico.
Per fermare la diffusione del coronavirus, il governo serbo e gli epidemiologi esortano i cittadini del paese ad osservare il regime di autoisolamento e a non violare la distanza raccomandata (tra le persone ndr.) di 1,5 metri, che per una nazione “da riunione” si è rivelato un compito difficile.

Milica Djurdjevic. In una manifestazione per la Serbia

Tuttavia, anche in tal situazione è possibile sentire unità con le persone, secondo Milica:
“L’esperienza del popolo serbo degli ultimi tre decenni ci ha insegnato ad affrontare situazioni difficili. Abbiamo superato guerre, sanzioni, bombardamenti, persecuzioni, isolamento economico e politico.. Quando la NATO bombardò il nostro paese, ci riunimmo nelle piazze e sui ponti e cantammo. Ora la situazione, ovviamente, è diversa, stiamo combattendo un nemico invisibile e non abbiamo la possibilità fisica di riunirci. Tuttavia: medici, membri del partito, benefattori e volontari ogni giorno vanno a far visita a coloro che hanno bisogno d’aiuto. Ai nostri compatrioti forniamo maschere e altri dispositivi di protezione necessari. Tutto ciò non è legato alla nostra campagna politica, ma è un’espressione di responsabilità nei confronti del popolo. Inoltre, abbiamo sviluppato un piano per eliminare le conseguenze sociali ed economiche dell’epidemia, che inevitabilmente influenzerà il settore privato. Presto presenteremo al pubblico il nostro piano con un insieme di misure di sostegno”, ha aggiunto la leader politica, osservando che “Zavetnici” è stato tra i primi a richiamare l’attenzione sull’aggravamento della situazione per l’epidemia da coronavirus in Serbia.

Milica è a capo della lista di partito di “Zavetnici”, pubblicata dal partito stesso il giorno prima dell’introduzione dello stato di emergenza. A metà marzo, tutta l’attività politica nel paese è stata congelata a causa dell’epidemia di COVID-19.
Milica ha osserva che “Zavetnici” fin dall’inizio era totalmente pronto per intraprendere la corsa elettorale, ma ora è molto più importante sopravvivere alla battaglia a favore della vita e della salute dei cittadini:
“Quando l’epidemia scomparirà e riappariranno condizioni di vita normale, e con queste anche la possibilità di tener elezioni, non ho dubbi che, grazie al sostegno e alla fiducia dei cittadini, entreremo nella composizione del parlamento per salvaguardare gli interessi di una Serbia sovrana e libera. Ora, tuttavia, siamo tutti obbligati a schierare tutte le nostre forze per riunire la società e aiutare i nostri concittadini”.

Intervistata di Igor Damjanović e Katarina Lane

Fonte:
https://balkanist.ru/lider-serbskoj-patrioticheskoj-partii-zavetniki-vsegda-znala-chto-rossiya-nikogda-ne-zabudet-o-serbii/

Traduzione: Eliseo Bertolasi

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