La guerra di Israele a Gaza in diretta: sette morti dopo il bombardamento della casa di Rafah

Il Ministero della Sanità di Gaza afferma che le forze israeliane hanno nuovamente aperto il fuoco contro le persone in cerca di aiuto nella città di Gaza, uccidendo e ferendone dozzine in un altro “orribile massacro”.
L’UNICEF afferma che 15 bambini sono morti di malnutrizione all’ospedale Kamal Adwan di Gaza City e teme che i numeri potrebbero essere più alti in altri ospedali.

Kamala Harris, vicepresidente degli Stati Uniti, lancia un appello per un “cessate il fuoco immediato” a Gaza ma si ferma prima di chiedere la fine permanente dell’assalto israeliano.
Un rappresentante di Hamas afferma che la delegazione del gruppo in Egitto “sta lavorando molto seriamente per raggiungere un accordo”, mentre i media israeliani riferiscono che Israele ha deciso di non inviare la sua delegazione.
Almeno 30.410 palestinesi sono stati uccisi e 71.700 feriti negli attacchi israeliani a Gaza dal 7 ottobre. Il bilancio rivisto delle vittime in Israele degli attacchi di Hamas del 7 ottobre è pari a 1.139.

Nota: Nell’Amministrazione Biden alcuni dei funzionari iniziano a preoccuparsi per le reazioni indignate in tutto il mondo contro il massacro della popolazione civile palestinese attuato dagli israeliani e per le conseguenze che questo porterà sull’immagine degli USA complici del massacro.
Questo spiega il rimprovero inusuale che la vice presidente Kamala Harris ha rivolto ad Israele chiedendo un cessate il fuoco. La Harris, quale vice presidente, si propone come sostituto del vecchio e demente Biden alla presidenza e cerca di scindere le sue responsabilità dal suo capo. Sarà però difficile, non basta avere dei sussulti di coscienza all’ultimo momento, quando hai assistito in silenzio al genocidio di una popolazione indifesa.

Fonte: Al Jazeera News

Traduzione e nota: Luciano Lago

Un commento su “La guerra di Israele a Gaza in diretta: sette morti dopo il bombardamento della casa di Rafah

  1. Mentre i palestinesi di Gaza muoiono a migliaia per le bombe, le malattie e la malnutrizione, il regime di Tel Aviv comincia a sgretolarsi, il portavoce dell’esercito sionista e pare anche altri ufficiali si sono dimessi, gli ultraortodossi minacciati di arruolamento nell’esercito dopo essere stati sempre esentati scappano in massa all’estero, mentre l’economia va male e i riservisti con doppia cittadinanza se ne vanno.
    A Gaza il 10% dei soldati sionisti caduti aveva la doppia cittadinanza americana, segno che gli ebrei che vivrebbero in Palestina sono molti meno di quello che dicono, e un numero notevole vive negli USA, dove fanno prendere la cittadinanza sionista e fanno fare il servizio militare anche a chi solo un nonno ebreo.
    Il popolo ebraico si sta diluendo attraverso le diaspore, presto le sinagoghe in giro per il mondo saranno solo dei musei, e quelli che adesso sono dei musei ebraici chiuderanno e le cianfrusaglie che contengono verranno disperse e dimenticate.

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