La guerra di Israele a Gaza in diretta: bambini uccisi mentre Israele attacca l’asilo

Di John Power e Umut Uras
L’agenzia di stampa palestinese Wafa ha riferito che diversi bambini sono stati uccisi nell’attacco israeliano all’asilo a Rafah, nel sud di Gaza.
Il funzionario Houthi Mohammed al-Bukhaiti afferma che gli attacchi sul Mar Rosso continueranno finché Israele non porrà fine al suo assalto a Gaza, nel mezzo dei raid aerei israeliani su Khan Younis e Rafah.
Il bilancio delle vittime dei raid aerei nella parte orientale di Rafah è salito a 24 persone mentre Israele afferma che sta pianificando un’invasione di terra della città pericolosamente sovraffollata.

Attacchi aerei e bombardamenti sono stati segnalati anche a Khan Younis, anche nelle vicinanze dell’Ospedale Europeo.
Almeno 27.238 persone sono state uccise e 66.452 ferite negli attacchi israeliani a Gaza dal 7 ottobre. Il bilancio rivisto delle vittime in Israele degli attacchi di Hamas del 7 ottobre è pari a 1.139.

Gente in fila per avere cibo

Nota: Israele prosegue la sua operazione di sterminio della popolazione palestinese, non soltanto bombardando ma anche proibendo l’entrata degli aiuti internazionali come cibo e medicinali. Prendere la popolazione per fame e malattie è una tattica di guerra. La punizione collettiva coinvolge tutti, principalmente donne bambini. Questi ultimi considerati piccoli terroristi potenziali. I governi dei paesi della Nato approvano e sono complici di Israele (salvo qualche eccezione). I media occidentali svolgono la loro funzione di occultare o minimizzare quanto accade a Gaza.

Fonte: AL Jazeera News

Traduzione e nota: Luciano Lago

2 commenti su “La guerra di Israele a Gaza in diretta: bambini uccisi mentre Israele attacca l’asilo

  1. In spregio di ogni norma legale e morale gli israelo-anglosassoni continuano il genocidio infischiandosene del fatto che di prove di quello che vanno facendo ce ne sono anche troppe.

  2. Un alto ufficiale israeliano ha affermato che la distruzione del nord dell’Israele, da parte di Hezbollah, è un un assaggio di cosa succederebbe in caso di conflitto aperto.

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