La guerra dei sauditi nello Yemen è un crimine contro l’umanità

Per l’Arabia Saudita, che si considera una guida per il mondo musulmano sunnita, agire brutalmente come sta attuando nello Yemen (da 5 anni) è una grave violazione dell’Islam e costituisce un crimine contro l’umanità.

Di Alon Ben-Meir (*)

Il conflitto nello Yemen dimostra che i sauditi sono molto più preoccupati di tutto tranne gli insegnamenti del Corano
Sebbene l’Islam proibisca l’uccisione di persone innocenti, questo comando non è mai stato considerato dai sauditi come una ragione per fermare i combattimenti nello Yemen.
I sauditi dovrebbero assumere la guida per mitigare tutte le guerre civili nei paesi a maggioranza musulmana, inclusi Afghanistan, Turchia, Somalia, Sudan, Pakistan, Siria, Libia e Yemen.
Il coronavirus è stato una benedizione sotto mentite spoglie per i sauditi. Ha dato al loro governo la scusa per dichiarare un cessate il fuoco unilaterale per proteggere la loro patria.
Ora che i sauditi avevano deciso un cessate il fuoco, il regno non doveva fermarsi a nulla per porre fine definitivamente alla guerra. Questo non è però avvenuto.

La guerra per procura che l’Arabia Saudita e l’Iran hanno condotto in Yemen negli ultimi cinque anni va oltre il limite della capacità umana di estrema crudeltà e spietatezza, e contro lo spirito e la lettera del Corano.

Quella guerra ha finora causato oltre 100.000 morti nello Yemen. Su una popolazione di 30 milioni, 20 milioni hanno un disperato bisogno di cibo, medicine e una fornitura costante di acqua potabile pulita.

Oltre due milioni di bambini sono gravemente malnutriti. La metà di loro è infettata dal colera e molti periranno in quanto vi sono poche o nessuna possibilità di ricevere cure mediche.
Tutto quel danno è stato causato dalle oltre 6.000 incursioni e dai bombardamenti della coalizione contro le infrastrutture civili dello Yemen.

Un’ironia incredibile
Quando che l’Arabia Saudita aveva finalmente dichiarato un cessate il fuoco unilaterale, questo non è stato rispettato e le ironie abbondano in mezzo a tutto il dolore e la sofferenza.

Nessun crimine è più grande di questo: sebbene l’Islam proibisca l’uccisione di persone innocenti, questo comando non è mai stato considerato dai sauditi come una ragione per fermare i combattimenti nello Yemen.

Cosa insegna il Corano
La Sura 4:93 avverte:

… chiunque uccida intenzionalmente un credente – la sua ricompensa è l’inferno, in cui rimarrà per l’eternità, e Allah si è arrabbiato con lui e lo ha maledetto e ha preparato per lui una grande punizione.

Ignorare un principio fondamentale del Corano, come hanno fatto i sauditi, non è semplicemente una bestemmia, ma è una vera e propria sfida alla religione stessa. I sauditi hanno palesemente violato i comandi religiosi e perseguito con freddezza i loro crimini contro l’umanità.

Invece, i sauditi hanno continuato a impegnarsi in una guerra spietata contro gli houthi appoggiati dall’Iran. Questa guerra ha lasciato lo Yemen in rovina mentre infliggeva dolore e sofferenza insondabili a milioni di uomini, donne e bambini innocenti.

Malati nello Yemen

Perché il cessate il fuoco adesso?
La domanda rimane: perché un paese così profondamente religioso e così orgoglioso di essere il luogo di nascita dell’Islam, un paese che ha assunto il ruolo di leader dei musulmani sunniti in tutto il mondo, ha aspettato cinque anni per dichiarare un cessate il fuoco nel tentativo di porre fine alla peggiore crisi umanitaria del mondo dalla seconda guerra mondiale?
Purtroppo, il conflitto nello Yemen dimostra che i sauditi sono molto più preoccupati di tutto tranne gli insegnamenti del Corano.
Tra i motivi principali per optare per un cessate il fuoco ora ci sono:

  1. limitate capacità militari dell’Arabia Saudita
  2. le tremende tensioni che la guerra in Yemen sta esercitando sull’economia saudita
  3. la crescente mancanza di risorse finanziarie a causa del crollo del prezzo del petrolio, che impedisce anche la tanto necessaria diversificazione dell’economia saudita
  4. i significativi progressi degli Houthi nelle province chiave dello Yemen centrale
  5. la crescente censura internazionale contro i sauditi; e infine..
  6. la consapevolezza che la guerra è impossibile da vincere e che la protezione del confine e l’allontanamento degli Houtis dall’Iran hanno assunto la priorità.

Tutto questo dimostra che gli insegnamenti e gli obblighi morali dell’Islam non facevano semplicemente parte dell’equazione saudita.

Cosa avrebbero dovuto fare i sauditi
Invece di affossare la loro guerra nello Yemen, i sauditi avrebbero dovuto prendere l’iniziativa per mitigare tutte le guerre civili nei paesi a maggioranza musulmana (compresi Afghanistan, Turchia, Somalia, Sudan, Pakistan, Siria, Libia e Yemen).

Questo sarebbe stato tanto più importante in quanto i paesi a maggioranza musulmana rappresentano il 69% di tutte le guerre civili che si svolgono attualmente a livello globale.

Ma invece di guidare la causa dell’arresto dell’uccisione di musulmani da parte dei musulmani, l’Arabia Saudita stava guidando l’aggressione. L’Arabia Saudita ha scatenato una guerra spietata e persistente.

Naturalmente, una parte significativa della colpa è anche dei governi americano e britannico, che sono particolarmente importanti nel fornire le macchine e armamenti per uccidere che consentono ai sauditi di massacrare decine di migliaia di civili yemeniti, con l’appoggio logistico e il sostegno delle forze USA e britanniche.

COVID 19 come apertura diplomatica
Lo Yemen, che sta già affrontando il peggior disastro umanitario del mondo, ha ora registrato i suoi primi casi confermati di coronavirus.

“Save the Children” afferma che il paese ha solo circa 700 posti letto di terapia intensiva, di cui 60 per bambini e solo 500 ventilatori per una popolazione di 30 milioni.

A dire il vero, dopo cinque anni di devastanti guerre, il paese non sarà in grado di far fronte alla diffusione del virus. Il risultato sarebbe sicuramente catastrofico.

Per i sauditi, tuttavia, la pandemia di coronavirus è stata una benedizione sotto mentite spoglie, poiché al fine di proteggere la loro patria, hanno dato al loro governo la scusa per dichiarare un cessate il fuoco unilaterale.

COVID 19 ha creato le condizioni in cui tutte le parti in conflitto, compresi gli Houthi, che avevano sviluppato il proprio piano di pace, potevano concordare un cessate il fuoco, senza perdere la faccia.
La paura dei sauditi per il virus
I sauditi furono profondamente allarmati dalla potenziale diffusione del virus nello Yemen, con cui condivide un confine lungo 1.100 miglia.
Milioni di yemeniti vivono in aree sovraffollate e poco igieniche, che possono infettare centinaia di migliaia di persone in Arabia Saudita, già inghiottite dal virus. La ricerca di un accordo di pace con gli Houthi divenne l’unica opzione praticabile per risparmiare vite e risorse saudite.
Qual sarà la prossima mossa?
Quando i sauditi hanno deciso un cessate il fuoco, il regno non doveva fermarsi a nulla per porre fine definitivamente alla guerra. Questo non è successo.

A tal fine, si doveva prima estendere il cessate il fuoco oltre le due settimane inizialmente offerte, quindi negoziare seriamente con gli Houthi per raggiungere un accordo di pace.

Bambini feriti dopo bombardamento di un Bus scolare

Sembrerebbe che nelle attuali circostanze le prospettive siano abbastanza solide per tutte le parti in conflitto, incluso l’Iran (che è anche desideroso di tagliare le sue perdite), per raggiungere un accordo.

Conclusione
È giunto il momento che l’Arabia Saudita, custode dell’Islam sunnita, smetta di farsi beffe della religione dello stato – al centro della quale ci sono l’umanità, la compassione e la cura – e difendere i valori morali che sono i principi fondamentali di Islam.

Nota:
Osservatori indipendenti del mondo arabo hanno da tempo indicato la confessione Wahabita, quella praticata in Arabia Saudita, come una aberrazione scismatica dell’Islam che è stata del tutto sconfessata come tale dai massimi teologi dell’Islam.
In realtà quello dei sauditi è un progetto di dominio globale sull’Islam che non viene accettato dai più importanti paesi di religione islamica. Contro questo progetto combattono paesi come la Siria, il Libano, l’Iraq e comunità sciite e sunnite dall’Egitto all’Afghanistan. Purtroppo l’Arabia Saudita ha importanti alleati negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in altri paesi occidentali che, per un rapporto di affari con la Monarchia dei Saud, sostengono i piani di espansione saudita.

*Il Dr. Alon Ben Meir è professore presso il Center for Global Affairs della New York University e Senior Fellow presso il World Policy Institute. Ben-Meir è un esperto in affari del Medio Oriente e dei Balcani occidentali, negoziati internazionali e risoluzione dei conflitti. Negli ultimi due decenni, Ben-Meir è stato direttamente coinvolto in vari negoziati di backchannel che coinvolgono Israele, i suoi paesi vicini e la Turchia.
Il Dr. Ben-Meir è autore di sette libri relativi al Medio Oriente e sta attualmente lavorando a due nuovi libri sulla Siria e la Turchia. Ben-Meir ha conseguito un master in filosofia e un dottorato in relazioni internazionali presso l’Università di Oxford.

Traduzione: Luciano Lago

3 Commenti

  • Teoclimeno
    3 Luglio 2020

    Yemen da Arabia Felix a paese disastrato ed alla fame, perché per la Monarchia dei Saud il Corano è sempre stato carta igienica, in quanto loro sono dei giudei messi li dagli inglesi, con cui assieme ai sionisti israeliani ne condividono gli interessi. Gira e rigira in Medio Oriente, ma non solo, il problema rimane lo staterello abusivo sionista in Palestina sostenuto dagli anglo-sionisti.

    • atlas
      4 Luglio 2020

      mi auguro tu creda veramente a quello che a volte scrivi. Mi hai sempre dato l’impressione di un’imbrogliapopolo

      troppo educato

  • antonio
    3 Luglio 2020

    ed il papa CIA argentino, non dice nulla

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