La “guerra commerciale” di Trump si sta trasformando in una vera guerra economica alla Cina, una guerra che gli Stati Uniti non possono vincere


L’attacco a Huawei dimostra che non si tratta di squilibri commerciali, ma di una Cina che anticipa gli Stati Uniti, ma è già troppo tardi

di Marko Marjanović

L’amministrazione Trump ha reso noto che si sta muovendo per controllare, limitare e potenzialmente vietare alla Huawei l’acquisto di componenti negli Stati Uniti.

Qualcuno mi spiega come questo serva agli obiettivi della guerra commerciale di Trump? Presumibilmente il peccato cinese è stato quello di portare troppe delle loro merci negli Stati Uniti, e non comprare abbastanza prodotti americani in contraccambio.

Eppure qui c’è una società cinese che raccoglie fino a $ 20 miliardi di componenti fabbricati negli Stati Uniti all’anno e la risposta del governo degli Stati Uniti non è di inviare loro una nota di ringraziamento, ma di muoversi per impedire che possa continuare a fare così.

Mi dispiace, ma quando Washington dirà alla Intel che non può più vendere i suoi processori a una società in Cina, questa non è più una “guerra commerciale”, diventa piuttosto una guerra economica.

Lo stesso tipo di pratica di guerra economica, ad esempio contro la Russia, che non può importare liberamente attrezzature di perforazione petrolifera prodotte negli Stati Uniti o macchine utensili di fabbricazione tedesca. Ovviamente, ciò non viene fatto per beneficiare di saldi commerciali favorevoli, ma per rendere più difficile la crescita della Russia.

La guerra su Huawei pone quindi il vero problema di Trump con la Cina – non è il deficit commerciale, questo è solo un sintomo di altre cose – ma essenzialmente il fatto che la Cina stia superando gli Stati Uniti. Oggi come potenza economica, e domani forse in termini militari e politici, prima in Asia e poi altrove.

Tuttavia, se c’è una guerra economica in corso , non possiamo vedere gli Stati Uniti uscirne vittoriosi. La Cina è il primo esportatore mondiale, ma le esportazioni più importanti in America sono i suoi buoni del tesoro (USA T Bond). Scoprite chi nel mondo ha bisogno di più di vendere per finanziarsi il debito.

Sede della China Develpment Bank (il FMI cinese)

Trump può solo riuscire a far arrabbiare il cinese, ma non può impedirgli di tornare, dopo alcuni secoli cattivi per la Cina, al posto nel mondo che Pechino ha occupato per una buona parte della storia documentata – come epicentro dell’attività economica umana.

L’unico modo in cui gli Stati Uniti avrebbero la possibilità di contrastare lo sviluppo cinese, sarebbe quello di poter presentare un fronte unificato con Europa e Giappone e convincere questi a tagliare tutti i legami con i cinesi. Comunque Trump è quasi il candidato meno qualificato al mondo per essere in grado di forgiare una coalizione del genere.

Piuttosto che cercare di ostacolare la Cina, i leader statunitensi dovrebbero riformare il proprio paese ma non sanno come farlo.


Nota: Il paradosso della Storia è quello che la Cina è stata ammessa nel WTO l’11 Dicembre 2001 –quando la Cina entrò nel WTO in quella data per volontà della elite finanziaria anglo americana. E da quel giorno il mondo ha subito il più grande cambiamento economico della sua storia recente.
In Occidente non si ha l’abitudine di prestare attenzione agli eventi che hanno determinato il cambiamento degli assetti mondiali, quando non si tratta di guerre, attentati spettacolari, catastrofi bibliche e quant’altro di minore importanza.
Eppure, se vogliamo capire qualcosa del rapido declino dell’economia reale dell’occidente nel suo complesso, in particolare della situazione dell’Europa, ormai in stato di collasso globale, dovremmo proprio andare a comprendere il fenomeno Cina a partire da quella data. Da quella data è iniziato il definitivo decollo dell’incredibile fenomeno dell’industrializzazione della Cina a tappe forzate, della straordinaria modernizzazione di questo paese guidato da menti illuminate che hanno perfettamente compreso come avviare la modernizzazione del loro grande paese senza ripetere gli errori delle economie capitaliste dell’Occidente.
Che piaccia o no oggi la Cina è una superpotenza che compete con gli Stati Uniti come maggiore economia mondiale e che si appresta a superare gli USA in molti settori, dalle tecnologie avanzate alla produzione di sofisticate apparecchiature industriali.
La Cina si sta affermando anche come potenza militare e espande la sua influenza non soltanto in Asia ma anche negli altri continenti e, per molti paesi, rappresenta una alternativa all’Ordine Mondiale Americanocentrico.
Questo è il vero motivo della guerra economica che l’Amministrazione con cui Trump sta cercando di imbrigliare l’espansione cinese. Un tentativo destinato a fallire ed a ritorcersi contro gli Stati Uniti, secondo tutti gli analisti economici.

Fonte: Check Point Asia

Traduzione e nota: Luciano Lago

4 Commenti

  • Mardunolbo
    18 Maggio 2019

    quel che gli idioti giornali europei non dicono sono le parole rivelatrici di Xiy-Jin-Bin , presidente cinese: ” Non compreremo più neanche una goccia di petrolio americano !” Questo è l’effetto della sbruffonaggine americana. Il significato è questo; da ora in poi ci sarà petrolio venezuelano, petrolio iraniano, petrolio russo, ma non acquisteremo più petrolio americano. Quindi gli americani si fottano ! E questa è una delle bastonate che si stanno preparando per “America first” .Sì nel cesso…

  • Christian
    18 Maggio 2019

    Xiy-Jin-Bin!?!

    Si chiama Xi Jimping !

    Dove lo hai letto “Xiy-Jin-Bin” ? Su Topolino?

    Boh….

  • eusebio
    18 Maggio 2019

    Già adesso escluse le portaerei (obsolete piattaforme obbiettivi dei missili ipersonici paragonabili alle corazzate della II guerra mondiale) la marina cinese supera quella USA, che deve chiedere i soldi in prestito ai cinesi per farla uscire dai porti e mandarla a privare i cinesi del petrolio iraniano e venezuelano.
    Già questo da l’idea dello scontro tra una potenza superata e una che l’ha sostituita e la sta privando del suo sostegno finanziario.
    Nel mese di aprile la Cina ha liquidato 10 miliardi di dollari di titoli di stato USA scendondo a 1,06 trilioni lasciando il primato al Giappone, pure lui in discesa.
    Ormai i titoli di stato USA sono junk bonds che non vuole più nessuno, chi li detiene ne esce gradualmente solo per evitare di perdere troppo.

  • andrea z.
    18 Maggio 2019

    La guerra commerciale contro la Cina è destinata a fallire per un semplice motivo. Il sitema neoliberista voluto dall’alta finanza angloamericana basato sulla deflazione e i bassi salari richiede merci a basso prezzo.
    Come farebbero gli operai occidentali a campare con mille euro al mese se non ci fossero le merci cinesi che costano poco?
    L’economia cinese è parte fondamentale dell’impianto suicida voluto dai poteri forti globalisti per aumentare le proprie immense ricchezze; colpirlo significherebbe far implodere il sistema neoliberista.

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