La guerra che sta arrivando dall’Ucraina ( mentre l’Europa è distratta )

di  Gilbert Doctorow (*)

Negli stessi giorni in cui gli Stati Uniti e un buon numero di paesi in tutto il mondo, in questo fine settimana hanno riflettuto sul primo anniversario della ascesa di Donald Trump nello Studio Ovale, redigendo i bilanci delle sue promesse e dei risultati ottenuti, la Russia ha avuto una questione piuttosto diversa sul suo fronte caldo: la prossima guerra con l’Ucraina.

La situazione in Donbass (Ucraina sud-orientale) è stata una caratteristica intermittente dei talk show politici russi negli ultimi due anni, insieme alla campagna militare in Siria e, più recentemente, alle fasi preparatorie per le elezioni presidenziali del 18 marzo.

Certo, le menti si sono concentrate sul Donbass nelle ultime settimane del 2017, quando l’azione militare sulla prima linea che separava le forze delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk , quelle che ricevono il sostegno russo, dalle milizie e dalle forze armate ucraine ha raggiunto un’intensità non vista per più di un anno. Ciò, nonostante è stato l’annunciato uno scambio di prigionieri militari da entrambe le parti prima dei colloqui del nuovo anno sotto la supervisione del Patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill.

Succesivamente è avvenuto uno sviluppo totalmente nuovo. L’opinione pubblica negli USA ed in Europa non è stata totalemte informata di questo ma in Russia non è passato inosservato il nuovo progetto di legge approvato dal parlamento ucraino (la Rada suprema) che i russi hanno considerato una vera e propria dichiarazione di guerra.
Il rapporto su questa legge passa quindi al giornalista Vesti che si trova a Donetsk. I residenti locali confermano che la nuova legge significa per loro guerra. Vedono il momento attuale sulla prima linea come la “calma prima della tempesta”. I soldati di Donetsk nelle loro trincee dicono di essere pronti a ingaggiare il nemico.

Secondo Kiselyov, la nuova legge, che attende la firma di Poroshenko, pone fine alla partecipazione di Kiev agli accordi di Minsk e si prepara alla guerra. La missione nel Donbass non è più descritta come un’operazione “anti-terrorismo”. La missione ora è inviare forze armate contro “formazioni militari della Federazione Russa” nel Donbass. Viene creato un quartier generale militare per coordinare l’operazione militare da condurre nel Donbass.
Mentre fino ad ora le repubbliche auto-dichiarate di Donetsk e Lugansk negli accordi di Minsk erano considerate come parti negoziali, d’ora in poi su questi territori ci sono solo “amministrazioni di occupazione” della Federazione Russa. La Russia è identificata come un “aggressore”. Dice Kiselyov: “Questo rende molto più conveniente per l’Ucraina iniziare una guerra.” In questo modo, Poroshenko (il fantoccio degli USA a Kiev), ha preparato la strada per non pagare i debiti esteri del paese. pronto a rimanere al potere per sempre.

Il giornalista Kiselyov si tira indietro un po ‘, chiedendosi se non stia esagerando i pericoli. Forse il disegno di legge, che Poroshenko deve ancora firmare, non sarà implementato, come molti altri passato dalla Rada. Ma non è la legge in sé che è il problema. È l’umore quello che risulta a favore della guerra a Kiev. I fatti parlano da soli, ci dice: Poroshenko non ha fatto nulla per attuare gli accordi di Minsk. Non è stato osservato un cessate il fuoco lungo le linee di contatto. Ci sono attacchi e morti ogni giorno. Solo la controffensiva delle formazioni autonomiste ha respinto i recenti tentativi ucraini di conquistare territorio. Kiev ha cancellato la popolazione di etnia russa delle due repubbliche. Ha interrotto tutti i collegamenti di trasporto e telecomunicazioni. Non paga pensioni e assistenza ai bisognosi. Ha chiuso il sistema bancario e non ci sono legami commerciali. Kiev non riconosce la popolazione del Donbass. Per Kiev le due province sono semplicemente territorio da riprendere dagli occupanti.

Reparti ucraini

Altre prove circostanziali che la guerra in questo momento è nell’interesse di Kiev proviene dal fronte economico. L’UE ha rifiutato di estendere 600 milioni di euro di crediti all’Ucraina a causa della corruzione. Il FMI ha recentemente rifiutato una tranche di 800 milioni di dollari per il fallimento nell’introdurre riforme. Nel frattempo, nel 2019 l’Ucraina deve iniziare a rimborsare i prestiti precedenti. Questo arriverà a 14 miliardi di dollari all’anno, pari a metà del bilancio statale dell’Ucraina. A causa delle terribili condizioni economiche, Poroshenko, Grossman e tutti gli altri funzionari governativi a Kiev sono diventati assolutamente impopolari, non hanno alcuna possibilità di vincere nessuna elezione.

Oltre a Kiev, chi altro vuole una grande guerra in Ucraina? Da parte sua , l’Europa è stufa dell’ Ucraina. Macron e Merkel non vogliono più continuare il formato di negoziati in Normandia.

Tuttavia, gli Stati Uniti si distinguono come sostenitori ad oltranza della guerra. Washington ha iniziato a fornire armi letali, incluso il sistema missilistico anti-carro Javelin, a Kiev. Gli istruttori USA sono ora sul posto. Gli Stati Uniti hanno stanziato 350 milioni di dollari per la guerra in Ucraina.

E cosa dice la Russia a tutto questo. Per Kiselyov, per la Russia, la migliore soluzione sarebbe quella di restare con gli accordi di Minsk. Ma sembra che non ci sia modo di tornare indietro.

Forze ucraine

Analisi e previsioni

Le dimostrazioni di Maidan culminate nel colpo di stato del 22 febbraio 2014 a Kiev che rovesciarono il governo del premier nominalmente filo-russo Yanukovich sono state viste da alcuni analisti come un’operazione del Dipartimento di Stato USA, dominato dai neocon sotto Barack Obama, per vendicarsi di la loro umiliazione un anno prima, quando Obama rinnegò la sua dichiarazione di “linee rosse” in Siria per gli attacchi di armi chimiche. Con sorpresa e sgomento dello Stato Profondo (il Deep State), Obama accettò una proposta russa di sorvegliare la distruzione dell’arsenale chimico di Assad invece di ordinare un attacco aereo a Damasco con l’obiettivo di rovesciare il dittatore siriano.

Ora che gli Stati Uniti sono stati nuovamente e ancor più decisamente umiliati in Siria dalla quasi completa vittoria militare delle forze di Assad con una cospicua assistenza aerea russa, il “Deep State” ancora una volta guarda all’Ucraina per vendicarsi della Russia.

È chiaro che il Cremlino ha ben poco da guadagnare e molto da perdere economicamente, diplomaticamente da una campagna ora contro Kiev. In caso di successo, come probabile sarebbe il caso, data la grande disparità nel potenziale militare delle due parti, potrebbe facilmente diventare una vittoria di Pirro.

Ma nonostante le parole tranquillizzanti di Kiselyov, potrebbe essere che Mosca non abbia scelta. Kiev deve essere neutralizzato adesso e molto rapidamente, un nuovo governo provvisorio deve essere installato ora e molto rapidamente in caso contrario gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO avrebbero il tempo di intervenire militarmente, creando le condizioni per lo scoppio della terza guerra mondiale.

*Gilbert Doctorow è un analista politico indipendente con sede a Bruxelles. Il suo ultimo libro, Gli Stati Uniti hanno un futuro? è stato pubblicato il 12 ottobre 2017. Recensito da The Duran.

Fonte: Fort Russ
Traduzione: Luciano Lago

6 Commenti

  • claudio
    24 gennaio 2018

    La Storia si ripete, putin è il nuovo Hitler e vuole invadere tutta l’europa come voleva fare il Fuhrer 80 anni fa e bla blabla..e la narrazione ufficiale che riportano le agenzie di stampa, l’ansa, la cnn saranno, in caso di vittoria degli alleati, la Storia che i nostri nipoti studieranno sui libri di scuola, sempre se ci ci saranno superstiti bianchi e cristiani.. io lo chiamo manierismo, giudeo in questo caso, come quei cantautori che compongono 100 canzoni tutte uguali.. manieristi appunto.. e intanto a morire ci vanno sempre i poveri cristi

    • Silvia
      25 gennaio 2018

      Qualsiasi accostamento di Putin con Hitler e’ comunque sbagliato.

      • Salvatore Penzone
        25 gennaio 2018

        Hitler appoggerebbe il regime neonazista di Kiev come fa ora la Nato, la UE, il nostro Partito Democratico. Così come gli stessi hanno balcanizzato la Jugoslavia; allargato la loro influenza, finanziando le varie rivoluzioni colorate, sui paesi dell’ex Patto di Varsavia e tradendo così l’accordo stipulato all’indomani della caduta del Muro di Berlino; facendo di quei paesi delle basi NATO e accerchiando la Russia con postazioni antimissili per sottrarle la difesa proveniente dalla funzione deterrente delle armi nucleari. Putin sta dall’altra parte, quella dei popoli liberi e sovrani.

      • Christian
        26 gennaio 2018

        Ovvio. Putin, allo stato attuale, è probabilmente il più grande e capace Statista degli ultimi decenni. Ha fatto rinascere in pochi anni la Russia, economicamente, a livello industria, culturalmente, e anche spiritualmente. Ha riportato la Russia sullo scenario mondiale e le ha restituito il rispetto e il prestigio internazionale. Ha neutralizzato più e più volte i piani ostili degli americani dei suoi vassalli, dimostrando oltre ogni dubbio di essere un alleato e partner sempre affidabile. Putin, per come è cresciuto, gli viene l’orticaria ogni volta che sente il nome Hitler. Eppure l’Occidente non impara dai propri errori e dalla storia; Napoleone è stato fermato, la Wermacth è stata fermata e distrutta fino a Berlino. Comunque sono più propenso a credere che la Russia fornirà alle milizie delle Repubbliche novorusse, armamenti, supporto logistico, economico, consiglieri e tecnici, e intelligence. Non c’è bisogno delle forze armate russe; gli eserciti addestrati, equipaggiati ed aiutati dai russi, delle Repubbliche novorusse, saranno sufficienti a sconfiggere la soldataglia neonazista di Kiev. A Kiev hanno ancora ben fresco nella memoria l’accerchiamento e la sonora sconfitta della sacca di Debaltsevo nel 2014. A Kiev sono pazzi, e ancor più illusi con i loro sogni bagnati di guerra. E non saranno certo i javelin e qualche istruttore yankee a fare la differenza. Kiev non riuscirà MAI a sconfiggere la Novorussia, in nessun caso. Su questo non ho alcun dubbio.

  • atlas
    25 gennaio 2018

    Putin sta al Nazional Socialismo come Hitler sta al Socialismo Nazionale

  • Mardunolbo
    26 gennaio 2018

    Da quanto si legge e dalle notizie di tempo fa, la situazione e’ gravissima e puo’ sfuggire di mano fino a portare ad una guerra mondiale !
    Ricordo che tempo fa il presidente russo Putin, affermo’ con decisione che non lascera’ sola la popolazione del Donbass in caso di conflitto con regime di Kiev.
    Lo stesso Putin aveva anche aggiunto che non permettera’ che avvenga un bagno di sangue e lo sterminio della popolazione (russa).
    Al che si deduce che non potra’ esserci un futuro di riconquista militare da parte del regime di Kiev,Poroshenko.
    Se questo firmera’ la nuova legge che gli da’ piu’ poteri per una guerra intestina (contro le province di fatto secessioniste) allora sara’ finita ogni tregua e le prossime mosse saranno una guerra .
    Ben afferma il giornalista che Putin sara’ costretto ad agire eliminando il regime di Kiev. Ma come ?
    La situazione piu’ ottimale sarebbe riuscire con audace colpo di mano, eliminare d’un botto Poroshenko e altri papaveri ,si’ da decapitare completamente la dirigenza favorendo cosi’ l’instaurarsi di un nuovo governo.
    Ma cio’ dovrebbe essere fatto con astuta azione di forze militari e servizi segreti. Il resto, cioe’ una insurrezione alla “Maidan” non potra’ essere esercitata dalla Russia, non avendo i fondi economici che gli Usa destinano proprio per questi scopi…
    Stiamo attenti perche’ la “bomba” ucraina e’ molto piu’ vicina di quella siriana e piu’ pronta alla detonazione con tutte le piu’ drammatiche conseguenze !

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