La Grecia in fiamme e l’impotenza dello Stato membro UE

di  Stelio Fergola

Ora abbiamo anche i numeri, anche se li potevamo dedurre. La tragedia in Grecia ha un curioso precedente, ovvero un taglio di 34 milioni di euro al personale e ai mezzi impiegati nei corpi forestali, come riporta anche il Corriere. Lo stesso paese soggetto a più di dieci manovre di austerità, diversi piani di “aiuto” europeo.

La Grecia un fiamme, i suoi oltre 70 morti e quasi 200 feriti, sono il simbolo di ciò a cui porta la follia europeista. Tagli di qui, tagli di lì, perché tutto quello che conta è “essere in regola” con conti che non verranno pagati mai. Ci prova l’Italia, recordman del debito pubblico ma in avanzo primario da oltre 20 anni, ci provano Francia, Spagna e le altre. Nessuna ci riuscirà. Forse tra un secolo, tempo di rovinare la vita a 3 o 4 generazioni. Ci potrà essere qualche flessione miracolosa, ma nel complesso, il futuro è già scritto: pagare, pagare, pagare.

Per restare nel maledetto limite del 3% deficit/PIL. In questo momento, qualsiasi Paese della zona Euro è più liberista perfino degli USA, gettiamo la maschera una volta e per sempre. Questo perché, banalmente, a Washington hanno ancora un’indipendenza monetaria ed economica. Per quanto in una società pressoché totalmente privatizzata, gli americani possono, in qualsiasi momento, mettere le risorse statali nell’economia per risollevarla, cosa del resto avvenuta nel 2009, quando Obama non si fece troppi scrupoli ad avviare un’opera di pur momentanea nazionalizzazione delle banche.

Lo Stato membro dell’UE non ha potere per fare nulla. Non può avviare un piano industriale, non può detassare le imprese per incoraggiare le assunzioni, non può detassare il lavoro, non può detassare i proprietari immobiliari (l’83% circa dei cittadini italiani), non può avviare un programma di opere pubbliche per rilanciare l’occupazione. E ad estreme conseguenze, non avrà mezzi per affrontare neanche le emergenze. In buona sostanza, è paralizzato.
Per seguire il pagamento di un debito che non avverrà mai. Le coperture, quelle che piacciono tanto a Cottarelli. Lo stesso che poteva essere il nostro presidente del Consiglio e che dice che sì, bisogna abbassare le tasse, a prezzo di distruggere quel poco che resta dello Stato sociale.

Grecia in fiamme

Viene un po’ alla mente la questione delle strade qui da noi. Palese che 30 anni fa, in una città come Napoli, non certo un modello di cura urbana negli ultimi 50 anni, non ce ne fosse una non asfaltata, così come a Roma, perfino nelle periferie. Entrambe, oggi, faticano a mantenerne di liscie anche nelle loro vie più blasonate.

Sì, comuni spreconi, da sempre, ok, non si discute. Ma il fatto che diversi decenni fa disponessero di ben altre risorse è un dato difficile da contestare, indipendentemente dalla critica.

Non siamo la Grecia, contrariamente a chi lo diceva già dieci anni fa. Il nostro PIL permette di sostenere quel minimo in grado di mantenere ancora una dignità. Ma andando avanti l’andazzo è bello che definito. E ci sono ancora troppi che lo difendono senza porsi neanche una domanda.

Fonte: Oltre la Linea

8 Commenti

  • vorrei farvi notare che per quanto riguarda gli immigrati, il problema debito pubblico svanisce misteriosamente…

  • Brancaleone
    25 luglio 2018

    Ormai credo sia lampante che se vogliamo avere un futuro occorre ristabilire sovranità e in una certa misura autarchia. La via è soltanto una e per niente facile in quanto presuppone un popolo unito e determinato a percorrere fino in fondo una strada fatta di paure, intimidazioni e forse anche altro. Resta difficile immaginare italiani ed europei di questa tempra e i nostri becchini lo sanno

    • atlas
      26 luglio 2018

      noi Duo Siciliani la tempra l’abbiamo sempre avuta; è dal 1130 che siamo uniti ed eravamo la seconda flotta militare d’Europa dietro solo all’Inghilterra. Eravamo il Regno dei primati in tutta Europa (inutile elencarli tutti), torneremo meglio di prima, basta liberarci dall’unione italiana e dall’unione europea: con la Russia.

      • Geometrio
        26 luglio 2018

        Ti do tempra nn hai nemmeno quella della Fiat. Bagaglio

  • robyt
    26 luglio 2018

    Ma per l’EU questo è un problema dei greci. Solo quando qualche piccolo figlio di allah che si fa la bua attraversando il mare, allora le varie faccie di questi ipocriti si mettono a strillare.

    • Animaligebbia
      26 luglio 2018

      Chissa’ se alle prossime elezioni i greci voteranno Alba dorata (spero si chiami cosi’) o “quellidisinistra”.

  • josey wales
    26 luglio 2018

    Faccio notare che anche in italia ,con la scusa di risparmi di bilancio e maggior razionalizzazione ,l ex corpo forestale dello stato
    e’ stato inglobato nei carabinieri, e la cosa grottesca e’ che secondo il trattato di velsen ,approvato dal parlamento
    nel 2010 ,anche i carabinieri sono destinati a scomparire.
    Se ,anzi quando verranno aboliti i carabinieri,che fine faranno gli ex forestali ?
    Con la situazione economica attuale in grecia ,si puo’ essere certi che i locali proprietari di case e terreni distrutti ,non avranno
    certo soldi per ricostruire,e si puo parimenti esser certi che societa’ immobiliari nord europee rileveranno per
    tre soldi le zone distrutte.
    Spero che i greci rammentino chi sono stati e come hanno reagito in passato di fronte a chi straniero
    cerco’ di invadere e ocvupate il loro paese.

    • atlas
      27 luglio 2018

      i cc rimarranno come ristretto Nucleo di polizia militare, ma la vera difficoltà sarà per quella parte destinata a confluire nella P di S: hahahaha, meglio ridere, ce ne saranno di barzellette

      e di calci e schiaffi

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