La Grecia attacca come grave ed inedita la decisione di Erdogan di convetire in Moschea l’Hagia Sophia (Santa Sofia), patrimonio culturale dell’Umanità

BEIRUT, LIBANO (19:10) – Atene ha preso in considerazione la decisione presa venerdì dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan di convertire il museo di Santa Sofia in una moschea e aprirlo ai visitatori per pregare affermando che questa è “una provocazione aperta al mondo civilizzato”.

“La decisione odierna (riguardo al museo di Hagia Sophia) che è venuta a seguito della volontà politica del presidente Erdogan è una provocazione aperta al mondo civile che riconosce il valore unico e la natura ecumenica del memoriale”, ha detto venerdì il ministro della Cultura greca Lina Mindoni.

L’agenzia turca Anadolu ha indicato che Erdogan ha emesso una decisione formale per convertire l’amministrazione Hagia Sophia alla presidenza degli affari religiosi e aprire una moschea per le preghiere.

La magistratura turca aveva annullato la decisione del gabinetto turco risalente al 1934, che decise di convertire l’Hagia Sophia da una moschea in un museo.

Venerdì, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) ha invitato la Turchia a non convertire la Cattedrale di Santa Sofia a Istanbul in una moschea, rilevando gli obblighi legali della Turchia.

Erdogan il nuovo “sultano” turco

“La Basilica di Santa Sofia, come parte delle aree archeologiche di Istanbul, è inclusa nella Lista del Patrimonio Mondiale come museo. Un certo numero di obblighi e obblighi legali sono allegati ad esso. Pertanto lo stato deve garantire che l’eccezionale valore totale degli edifici su questa terra non cambi ”, hanno affermato. (Fonte: Al Masdar News)


Nota: Il presidente Erdogan è membro distinto della setta dei F.lli Mussulmani e insegue l’idea di una leadership della Turchia nel Mondo Islamico e di una ricostruzione dell’Impero Ottomano. Tutte le sue decisioni devono essere inquadrate in questo disegno da cui Erdogan è ossessionato, inclusa questa di convertire in Moschea la cattedrale museo di Santa Sofia.
Turchia e Grecia sono ai ferri corti per una serie di questioni fra cui Cipro e i giacimenti di gas nel Mediterraneo di cui entrambi i paesi reclamano la sovranità. Inoltre è esplosa la questione Libia dove Erdogan ha fatto trasferire migliaia di terroristi jihadisti dalla Siria (gli stessi appoggiati da USA e NATO per rovesciare il governo di Assad) che svolgono il compito di impadronirsi delle risorse petrolifere del paese per conto della Turchia e far divenire la Libia una colonia dell’Impero Ottomano.

Terroristi filo turchi in Libia sostenuti da Erdogan e dalla NATO


La NATO e la UE appoggiano il governo fantoccio di Erdogan, quello di Serray a Tripoli e di conseguenza sono dalla parte dei terroristi e del “sultano” di Ankara che vuole ricostituire l’Impero. Non è un caso che Erdogan e il suo governo siano finanziati dalla UE, per volontà della Merkel, e che la Germania abbia forti interessi in Turchia. Non altrettanto si può dire per la Grecia e per l’Italia.
Entrambi questi paesi fanno parte della NATO. La NATO quindi si conferma come una organizzazione filo terrorismo jihadista e non per nulla ha favorito la costituzione di enclave di terrorismo radicale islamico nei Balcani (Kosovo) come in Medio Oriente (Idlib in Siria e in Iraq).

Traduzione e nota: Luciano Lago

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