La globalizzazione già dispone del suo credo


di José Javier Esparza

Non è politica, non è ideologia, tanto meno è una “cortina di fumo”, no: quella che vediamo oggi imporsi è una sorta di nuova religione secolarizzata, un credo universale di sostituzione, una sorta di fede cieca che aspira a conquistare I corpi e le anime. E lo sta ottenendo sia per persuasione che per paura. Violenza di genere, emergenza climatica. Questi sono, per ora, i concetti del nuovo credo. Pentiti, peccatori.
Era quanto mancava davvero al mondo globale per prendere forma: un’ideologia globale, una fede unica, una “vera religione” che poteva essere imposta alle coscienze nel nome, ovviamente, della nostra redenzione. Perché era proprio quello che era richiesto, giusto?
Un nuovo orizzonte adatto a tutti i popoli, tutte le nazioni, tutte le culture. Un nuovo riferimento universale. La distruzione del vecchio ordine cattolico aveva lasciato un vuoto immenso. Nel ventesimo secolo due nuove “ideologie universali”, come le chiama Hannah Arendt, cercarono di colmare il vuoto: la lotta razziale, che si concluse tra le rovine di Berlino nel 1945, e la lotta di classe, che si concluse anche a Berlino, ma sotto le macerie di un muro, nel 1989. Quale altra ideologia cercare? Il mercato? Ci hanno provato, ma è difficile costruire una promessa di redenzione sull’ideale dell’egoismo. Nacque così il mondo postmoderno: tutti i credi morivano, emerse un paesaggio assolutamente frammentario e caotico dove tutto valeva lo stesso, quindi nulla valeva davvero nulla. È stato divertente, sì, ma come governarlo?

Un anello per dominarli tutti
In effetti, come costruire un potere di ambizione planetaria su un’umanità frammentata in questo modo? Come forgiare un anello per dominarli tutti? E poi qualcuno ebbe l’idea di mettere insieme nuove lotte universali che trascendessero i vecchi e ingombranti confini degli stati-nazione e delle identità culturali, sempre così fastidiosi.
Non sono state le persone a inventarle, no: è stata l’elite di potere che ha definito queste nuove guerre ideologiche, tanto più universali quanto più trasversali, tanto più astratte. Guerre valide per tutti perché non si oppongono a soggetti specifici in campi definiti da un interesse materiale diretto (francesi contro tedeschi, ricchi contro poveri, bianchi contro neri, che so io), ma pongono invece l’antagonismo su concetti ideali e indeterminati (il “Uomo” e “donna”, il “tempo”, ecc.), il cui disegno materiale appare solo in seguito. Concetti così universali, al punto da non avere un significato materiale, ma proprio in questo sta la loro forza … emotiva.
Prima guerra universale e trasversale: quella degli uomini contro le donne. Non ci sono uomini dappertutto che uccidono alcune donne? Poche cose più facili da visualizzare. La sinistra liberal cercava disperatamente nuovi soggetti rivoluzionari dalla scomparsa del proletariato. Ha provato con le minoranze etniche e le popolazioni oppresse, ma questi soggetti la hanno svantaggiata, visto che la rivoluzione finisce e ciò che ne esce raramente è edificante.
Al contrario, la guerra dei sessi non finirà mai, poiché ci saranno sempre contendenti da affrontare, personaggi di una storia infinita e continua che semina il seme della discordia nel cuore dell’umanità. Il giudice Pilar Llop, oggi presidente del Senato in Spagna, lo ha espresso con un candore ineguagliabile: “Una democrazia in cui metà della società (uomini) riversa violenza sull’altra metà (donne) non è una democrazia”. Ha detto al quotidiano “El País” in un’intervista a dicembre 2018. Lì, in quella formula, c’è di tutto: due soggetti indeterminati di estensione universale sono nella guerra eterna.
Ovviamente, l’obiezione di principio è evidente: esci e mi dici dove vedi che la violenza sia attuata, indipendentemente da un numero specifico di casi specifici che, in proporzione, sono ancora una minoranza. Ma questo è il minimo: ciò che conta è la costruzione di una storia in grado di mobilitare le coscienze in un momento di coscienza del sonno. Ha detto al quotidiano “El País” in un’intervista a dicembre 2018. Lì, in quella formula, c’è di tutto: due soggetti indeterminati di estensione universale sono nella guerra eterna.
Seconda guerra universale e trasversale: quella dell’umanità contro il clima. Non è vero che stiamo vivendo un periodo di riscaldamento? Non è anche vero che stiamo inquinando il mondo oltre la ragione? Guardalo qui: combattiamo insieme – e insieme – per un gigantesco cambiamento delle condizioni di produzione, in modo da fermare la marcia del cosmo verso l’Apocalisse.
Il capitalismo globale stava cercando da molto tempo un argomento che gli permettesse di lavorare con quel prodigio: un gigantesco accumulo di capitale come non si vedeva dai tempi del dopoguerra per affrontare una nuova rivoluzione industriale. Qui l’hai trovato. E quasi nessuno oserà alzare la voce, perché l’ira del “dio Clima” sarà terribile.
Al di là di ogni dibattito razionale, la “scienza del clima” è diventata una specie di chiesa. Il suo profeta: l’ex vicepresidente americano Al Gore. Le tue Scritture: i rapporti del gruppo internazionale delle Nazioni Unite. I vostri medici: scienziati e tecnici di quel gruppo di esperti. I suoi predicatori: i media che trasmettono, spesso esagerando, le previsioni dell’apocalisse climatica. Il suo messia: la santa Greta, che cammina sull’acqua a bordo di un catamarano indicando la via della redenzione e minacciando i peccatori. I suoi penitenti e flagellanti: gli “attivisti” che manifestano per le strade aggredendo i negozi, intrisi di un forte sentimento di superiorità morale e chiedendo una conversione universale. Il paradiso promesso: la Terra, niente di meno. “Seguimi e erediterai la Terra, che altrimenti perirà.” Questo è esattamente ciò che ci stanno dicendo. È un fenomeno impressionante: una religione per i tempi della morte della religione.

Swedish teenager Greta Thunberg,


La distruzione del mondo razionale
Quello che rende questi nuovi dogmi una religione, piuttosto che un’ideologia, è la sua struttura. Per cominciare, si presentano come assiomi al di là di ogni dubbio: poiché si tratta di affermazioni cariche di contenuto morale (“difendere le donne”, “salvare l’umanità”), non è possibile sollevare il minimo dibattito senza diventare immediatamente sospetti. “Solo una manciata di fan continua a negare l’evidenza”, ha recentemente affermato Pedro Sánchez sull’emergenza meteorologica. Ma con quali prove? La procedura razionale convenzionale si basa sul mettere alla prova un’ipotesi per verificarla o smentirla, ma questo non si adatta in questo caso: la semplice richiesta di un dibattito contraddittorio è già una causa di espulsione all’inferno, come è accaduto al capo meteorologo della France Télévisions, Philippe Verdier, il cui libro sul “Climat Investigation” gli è valsa la pena (ottobre 2015) di essere cacciato dal lavoro. Perché questa non è scienza. È qualcos’altro. In che campo si trova davvero il fanatismo?

Secondo elemento strutturale che rende tutto ciò una religione: l’obbligo di rispettare il credo completo, in tutte le sue parti, senza possibilità di analisi parziale. Ad esempio, se dovessimo affrontare una discussione puramente razionale, si potrebbe condannare perfettamente la violenza contro le donne ma, allo stesso tempo, discutere se si tratti di “violenza di genere”, cioè di violenza esercitata sulle donne dal solo fatto di essere donne. Ad esempio, anche a livello puramente analitico, si potrebbe concordare sul fatto che le emissioni di CO2 siano essenzialmente dannose ma, allo stesso tempo, discutere della validità universale dei modelli di simulazione al computer utilizzati per prevedere l’apocalisse climatica. Ma qui non c’è niente del genere: devi prendere per buono il credo completo, allo stesso modo in cui nessuno poteva continuare a definirsi cristiano se avesse rifiutato di obbedire, per esempio, a tre dei dieci comandamenti. Integrità climatica, fondamentalismo di genere.
Il terzo elemento è, ovviamente, il peccato e il peccatore. Dato che ci troviamo di fronte ad assiomi che devono essere accettati oltre ogni dubbio, dato che si tratta di affermazioni cariche di contenuto morale e dato che la Verità deve essere accettata nel suo insieme, ogni dissenso viene necessariamente trasformato in macchia morale, trasgressione, colpa. In disaccordo non è un errore, è un peccato.
Il non credente non è qualcuno che ha torto, è un infedele, un apostata che deve essere escluso dalla comunità. In effetti, il potere emotivo della Verità rivelata è così intenso che solo una persona cattiva – machista, razzista, ecc. – può rubare la sua bontà. Ci sono migliaia di scienziati che non sono d’accordo con l’analisi del gruppo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ma queste condizioni vengono immediatamente rimosse, perché come può qualcuno che non riconosce la verità rivelata dalla “scienza” continuare a essere chiamato scienziato? Ci sono migliaia di giuristi che ritengono che la legge spagnola sulla violenza di genere sia sostanzialmente ingiusta, ma immediatamente il loro status di giurista è seppellito da quella macchia morale, perché come può qualcuno che discute di “giustizia” per antonomasia continuare a essere chiamato giurista?
I nuovi dottori della legge, gli alfabeti della nuova religione, hanno inventato un termine per questi peccatori: “negazionista”, un concetto tratto dalla controversia sul genocidio ebraico e che ora si applica a coloro che dissentono dal credo ortodosso. È, ancora una volta, un concetto carico di retroterra morale: Mefistofele, il demone di Faust , è “lo spirito che nega tutto”. Negare la suprema verità del clima o del genere è un atteggiamento adeguatamente diabolico, che merita le più severe condanne: silenzio, esclusione, linciaggio pubblico. È nata una nuova inquisizione.

Il nuovo credo dei globalisti


E così la vecchia sinistra è morta
Ci sono commentatori che affermano che stiamo davvero affrontando un nuovo travestimento della vecchia sinistra per realizzare i loro sogni rivoluzionari. Dato che la sinistra globalista è stata la prima a salire sulla macchina della violenza di genere e dell’emergenza climatica, il collegamento sembra trasparente. La santa Greta non ha rivolto il suo discorso alla fusione di tutte queste cose? “I sistemi di oppressione coloniale, razzista e patriarcale hanno creato e alimentato la crisi climatica. Dobbiamo smantellarli tutti ”, ha scritto Greta con le attiviste Luisa Neubauer e Ángela Valenzuela (Project Syndicate, 29.11.2019). L’approccio è falso (in effetti, il primo inquinatore globale è ancora, e di gran lunga, la Cina), ma non importa: ecco una bandiera di attaccamento emotivo per tutte le rivendicazioni di genere,
Sinistra quindi. Ma davvero, di che cosa stiamo parlando?
Lenin disse che “il borghese ci venderà la corda con cui li appenderemo”. Oggi il capitalismo transnazionale potrebbe dire lo stesso della sinistra, perché tutte queste nuove religioni politiche avvantaggiano davvero solo l’attuale ordine economico. I mezzi di produzione e il profilo di produzione cambieranno senza dubbio, ma la proprietà non cambierà le mani, viceversa. A rigor di termini, tutte queste affermazioni femministe, climatiche, ecc. Avvantaggiano solo l’ordine economico mondiale.
Un esempio: per il sistema di produzione e consumo, sei “single” sono molto più redditizi di una famiglia tradizionale di sei, almeno a breve termine, perché producono di più e consumano di più. Dal punto di vista della sinistra tradizionale, il cui orizzonte teorico era sempre stato la protezione delle classi svantaggiate dal potere, dalle dichiarazioni sul clima o dal “genere” hanno un significato molto limitato. Ma quella sinistra, a quanto pare, è sicuramente morta. Quello che abbiamo ora su quella sponda è un milionario che guarda con disprezzo la gente e li chiama “fascisti” dalla cima dei suoi privilegi.

Qualcuno crede davvero che stiamo affrontando un movimento di resistenza contro il potere, prima di una nuova versione dei “paria della terra” (oggi, paria del clima) insorti contro lo sfruttamento? Basta vedere chi finanzia la Fondazione europea per il clima, un’organizzazione (ovviamente “non governativa”) che è fondamentale in questa guerra e fabbrica del fenomeno Greta Thunberg. Sono Bloomberg Philantropies, del magnate nordamericano Michael Bloomberg, il Rockefeller Brothers Found, il fondo britannico TCI (The Children’s Investiment Fund Management), le fondazioni Hewlett e Packard (del colosso elettronico Hewlett-Packard), l’Arcadia Capital Partners Fund, eccetera Cioè, i paria della terra.
D’altra parte, entrambe le guerre universali, quella del genere e del clima, coincidono in una cosa: solo il potere è in grado di risolvere il problema. Inoltre, deve essere un potere globale e transnazionale, ben oltre la portata delle vecchie democrazie nazionali. Sono guerre di così vasta portata, così enormi, così irraggiungibili nella loro dimensione planetaria, che per loro natura richiedono l’intervento di un potere onnipotente e più sono transnazionali e coercitive, meglio è.
L’unica opzione della persona singola è abbassare la testa e sottomettersi a ciò che dice il comando invisibile del mondo globalizzato. Non serve a nulla l’opposizione individuale, la resistenza personale, l’obiezione di coscienza: l’entità della sfida è così potente che la conformità è possibile solo e la posta in gioco è così alta: l’umanità, niente di meno – che qualsiasi dissidente viene immediatamente condannato come blasfemo, come apostata, sotto il famigerato epiteto di “negazionista”. È, a dire il vero, un nuovo totalitarismo.
Alla fine, in questo come in altre cose del mondo globale, l’unica istanza efficace di resistenza, l’ultimo baluardo contro questo tipo di Moloch astratto, è l’appello a realtà concrete, a spazi dove è possibile decidere al di fuori del potere in tutto il mondo: il richiamo alle persone, alle famiglie, alle identità culturali, alle nazioni, agli spazi politici visibili e governabili, dove la volontà dei cittadini può ancora avverarsi in un’idea razionale del bene comune. “Razionale” è, in questo contesto, la parola chiave: di fronte al magma emotivo dellepseudo religioni globaliste, si deve risollevare quella vecchia ragione europea che analizza e scompone . Altrimenti, ci siamo persi.

Fonte: El Manifiesto

Traduzione: Luciano Lago

5 Commenti

  • Ava Adore
    14 Dicembre 2019

    Ma io non li leggo neanche piu’ I post tanto sono cosi’ schifato nel vedervi sguazzare nella cacca fino al collo siete LA mia pietra al collo l’italia voi e gli ebrei quella Tribu’ di circoncisi proprietari di tutto LA razza piu odiata di tutti I secoli cacciata via da tutti perche’ distruttiva un flagello sociale e economico ma tanto ai Vari Sala E I vari sindaci interessa solo dare prove quotidiane di sudditanza lumacheria sbavante che il padrone ebreo adora ,LA Segre e LA sua setta adesso spadroneggiano fanno I gradassi poi pero’la ruota della Storia gira anche per lei e per I suoi consanguinei capaci solo di imbrogli e ruberie esempio digitate” the wizard of lies altadefinizione ” tradotto il mago delle bugie L’ebreo Bernie Madoff il piu grande Truffatore di tutti I tempi lo hanno condannato a diverse Centinaia di anni di anni di galera di ergastoloed e’ di Pura razza Ebraica ditelo a quel coglione di Benigni lecchino del ghetto , bernie madofff impersonato nel film da de niro

  • Santini
    14 Dicembre 2019

    Digitate ” il Nemico occulto video” da farlo vedere anche ai nonni in carrozzina e’ Pur sempre una conquista anche per loro prima di morire sapere chi sono I nostri padroni che ci fanno amnattire e morire di fame , Fatelo vedere anche all’ ebrea Segre prima del cambio Della padella cosi magari si ricrede e rinsavisce

  • Ava Adore
    14 Dicembre 2019

    Altra chicca per gli svogliati che non vogliono mai affaticare troppo le meninigi mentre con le parti basse a voglia atlas tutti I giorni si intestardisce su quell’ escrescenza mah si esercita come un ossessso tanto ai tunisini interessa solo essere pagati non lo capisce a 50 anni e piu digitate” editto di Granada” vedete come I nostri avi spagnoli avevano le idee chiare avevano Capito tutto 500 anni fa senza bisogno di chiamare I fassssisti o I Nazi vegani , bastavan 2 righe e tutto era sistemato ,non voglio eccedere xche’ sono in vena poi mi fulminano l’unico cellular superstite

  • Eugenio Orso
    14 Dicembre 2019

    I contenuti dell’articolo non mi dispiacciono e anche le schematizzazioni che contiene.
    E’ vero, infatti, che “Un nuovo riferimento universale. La distruzione del vecchio ordine cattolico aveva lasciato un vuoto immenso. Nel ventesimo secolo due nuove “ideologie universali”, come le chiama Hannah Arendt, cercarono di colmare il vuoto: la lotta razziale, che si concluse tra le rovine di Berlino nel 1945, e la lotta di classe, che si concluse anche a Berlino, ma sotto le macerie di un muro, nel 1989. Quale altra ideologia cercare? ” La risposta è ovviamente un nuova “religione”, con i suoi santi e “martiri”, questa volta però creati mediaticamente, pompati dalle puttane mediatiche occidentali, per controllare le neoplebi e favorire il business “green” che fa già sbavare l’élite finanz-globalista-giudaica.
    E’ come un format da reality, creato in laboratorio, venduto e poi “personalizzato”, con l’antipatica e supponente bambina disturbata Greta, elevata al rango di una nuova, ma improbaile, Jeanne d’Arc, eroina e santa venerata nel quindicesimo secolo …
    Tuttavia la lotta razziale e la lotta sociale, menzionate nell’articolo, potrebbero non appartenere soltanto al passato, ma potrebbero tornare in nuove forme, squarciando la tela irreale della finta lotta per il “dio clima” (bella espressione usata nell’articolo).
    A quel punto, risulterà chiaro che dietro Greta e simili corbellerie propagandistiche e narcotizzanti ci sono proprio quelli che vorrebbero meticciare le popolazioni, smemorandole di storia e tradioni, e che sono i principali responsabili dei prossimi disastri ecologici ….

    Cari saluti

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