La Giornata della Memoria a Senso Unico

di Paolo Sensini

Ed eccoci giunti all’annuale “Giornata della Memoria”, che mantiene sempre il suo carattere di celebrazione selettiva e a senso unico. Perché è noto che ci sono i genocidi di serie A e di serie B, e poi quelli che non riescono neppure ad assurgere a tale status. Come per esempio l’Holodomor (che il lingua ucraina significa “infliggere la morte attraverso la fame”), cioè la carestia pianificata dal regime bolscevico che si è abbattuta sull’Ucraina tra l’inverno del 1932 e la primavera del 1933 causando oltre 7 milioni di morti.
Il motivo di una simile mostruosità? Stroncare la classe dei kulaki, ossia i piccoli agricoltori che costituivano la componente maggioritaria del tessuto sociale ed economico locale. E che venivano bollati come tali magari possedendo anche solo una vacca o un piccolo orticello, il che faceva automaticamente di loro dei “nemici del popolo” da eliminare.

Non riuscendo a piegarli alla collettivizzazione forzata delle campagne imposta dal regime sovietico, Stalin incaricò il suo braccio destro Lazar’ Moiseevič Kaganovič di procedere alla completa “dekulakizzazione” requisendo alla popolazione ucraina tutte le derrate alimentari disponibili e, al medesimo tempo, impedendo che potesse filtrare qualsiasi bene commestibile all’interno del territorio. Così il mix tra la completa mancanza di cibo e un inverno rigidissimo trasformarono il Paese in un gigantesco campo di sterminio dove hanno trovato la morte, appunto, oltre 7 milioni di persone.
Ma non essendo un genocidio “politicamente corretto” perché compiuto dai comunisti che non solo hanno vinto la Seconda Guerra mondiale insieme a Stati Uniti e Gran Bretagna, ma che attraverso i partiti “fratelli” hanno imposto la loro egemonia culturale in quasi tutta l’Europa occidentale, ecco che l’opinione pubblica ne è completamente all’oscuro.

Come per esempio accade in Italia, dove prima il PCI e ora il PD non hanno mai permesso che il genocidio del popolo ucraino venisse conosciuto e ricordato come sarebbe doveroso fare. Ecco perché, nel computo delle stragi che hanno costellato il corso del ‘900, non vedrete mai alcuna celebrazione ufficiale dell’Holodomor.

8 Commenti

  • Oriundo
    27 Gennaio 2019

    Il fatto è che neppure gli ucraini di oggi lo sanno: chiedete un po’ alle numerose badanti, talune anziane, se hanno dei ricordi di parenti che hanno detto loro questo ed altro…nulla. Sanno tutto però dei reali inglesi, delle dive occidentali ecc. ecc.

  • Nicola
    27 Gennaio 2019

    Sig. Sensini ma lei chi è? Io non sono nessuno sono un uomo della strada, della mia strada che mi costruisco da solo senza guardare i cartelli di ideologie o partiti. Ma le assicuro che su questa sua strada non ho intenzione di seguirla. Vengo al dunque: Qui si sta parlando della fame, che nel 1932 e 1933 ha colpito gran parte dell’Unione Sovietica, fame subita non solo dall’Ucraina, ma dal Caucaso del Nord, dal Volga, Kazakistan, Siberia Occidentale e Sud degli Urali. Intendiamoci lei è libero di credere alle sue tesi come me alle mie ma mi permetta, le sue sono stantie e da guerra fredda. Ed ancora, è comica la sua preoccupazione di non vedere nel computo delle stragi che hanno costellato il corso del ‘900 mai alcuna celebrazione ufficiale dell’Holodomor perchè finalmente il politicamente corretto si può dire che è stato finalmente raggiunto: Perbacco chi l’avrebbe mai detto che questo sarebbe stato un risultato positivo del colpo di stato neo-nazista “maidanita” fomentato dagli Usa e dai vassalli occidentali! Il quarto sabato di novembre in Ucraina è considerato il Giorno della memoria delle vittime della carestia del holodomor.
    E’ venuto il momento, da parte mia, di postare il classico link che controbatte le sue tesi
    https://russia-insider.com/en/history/hoax-or-genocide-did-stalin-really-starve-10-million-ukrainians-1933/ri9182
    P.S.
    Io credo che l’unica egemonia culturale imposta in in tutta la misera Europa,e non da oggi, sia quella anglo-sionista!
    Ripeto, Sig. Sensini lei chi è? Secondo me, per dirla alla popolare, uno che l’ha fatta fuori dal vaso questa volta.

    • Anonimo
      28 Gennaio 2019

      Buongiorno Nicola.
      Io penso invece che l’articolo di Paolo Sensini abbia colto il senso della verità, per due motivi:
      1. É vero che c’è stato l’Olocausto degli Ebrei, ed è un’infamia negarlo,
      2. É altrettanto vero che questo ha oscurato altri genocidi, come quello degli Armeni in Turchia del 1915 (che fra l’altro ispirò lo stesso HItler nella sua “decisione finale”), e quello degli Ucraini voluto da Stalin e dal suo codazzo criminale.
      Io sono e rimango filorusso, parlo la lingua russa, ed ho passato tanto tempo della mia vita insieme ai Russi, e combatto come posso la russofobia, ma questo non mi impedisce di credere che il criminale georgiano Stalin, grande condottiero sì, ma anche criminale, che ha fatto fuori tutti quelli che gli si paravano contro, a cominciare da Trotzky, abbia organizzato in modo scientifico lo sterminio di un’intera fascia di popolazione (i kulaki, in questo caso, ma prima era toccato ai “borghesi”) e alle etnie avverse ai suoi progetti, in nome del progetto dell” “uomo nuovo”.
      Ricordati che Stalin fu “commissario alle nazionalità” e non ebbe esitazione alcuna a deportare, disgregare ed eliminare chiunque pensasse potesse essere una minaccia per lui.
      In questo senso io penso che la definizione storicamente più giusta sia quella che lo vede responsabile dello sterminio di un’intera parte di popolazione, i kulaki appunto, che in Ucraina provocò un vero e proprio genocidio, anche se non diretto indistintamente contro il popolo ucraino in quanto ucraino.
      In questo caso ci sta il risentimento degli Ucraini, ed il fatto che i nazionalisti ucraini cavalchino questa orribile pagina della storia russo sovietica.
      Io credo che la riappacificazione fra Russia e Ucraina, così come fra Russia e Polonia (ad esempio), passi attraverso una prudente ed avvenuta rivisitazione degli avvenimenti storici, che diano soddisfazione alle vittime di tali persecuzioni e rendano la Russia ancora più grande, spegnendo allo stesso tempo la voglia di nazionalismo e maidanismo sponsorizzato, e rendendone ancora meno discutibile il ruolo di faro del mondo dell’Est.
      Un’operazione che riterrei giusta ed opportuna, anche per togliere argomenti ai nemici della stessa Russia.

      • Nicola
        29 Gennaio 2019

        Ma lei ha letto il link sig. anonimo?
        Lei, per me, è un furbone che si professa filorusso ma in realtà, secondo me lei ragiona o tifa per la quinta colonna russa integrazionista, atlantista, che tifa per i valori occidentali tra cui ci sono le commemorazioni dei genocidi, veri o presunti, commessi dalle ideologie nemiche dell’anglo-sionismo ma non commemora anzi non riconosce i genocidi che l’atlantismo ha commesso o sta commettendo in questi tempi.
        L’holodomor è un vecchio arnese della guerra fredda (tutto il suo intervento è un arnese da guerra fredda) che viene commemorato ufficialmente oggi dall’ Ucraina neonazista e dagli sponsor del Maidan in chiave anti russa e questo, nella Federazione russa, dove non comanda più Stalin, lo sanno! L’argomento colà (in Russia) e non solo, è materia di studio di ricercatori storici e non di imbonitori come il sig. Sensini o lei sig. Anonimo.
        Mi meraviglio di me stesso perchè da non comunista, sovietico o stalinista confesso di ringraziare Stalin per aver eliminato dall’apparato di potere del suo tempo tutta la quinta colonna ebraica e ovviamente l’ebreo Bronstein in arte Trotzky che come lei (chissà?) saprà è l’antenato di quegli “amici” del genere umano che sono i neocon statunitensi, non che di aver vinto la Grande Guerra Patriottica.
        P.S.
        Confesso che mi fa schifo sapere che il ricordo di morti per carestia, che ci fu anche in altre parti dell’Unione Sovietica, venga celebrato dall’Ucraina “banderita” che non riconosce le stragi perpetrate sotto il comando del loro attuale “eroe” al servizio del padrone Hitleriano.

  • Fulvio
    28 Gennaio 2019

    Nicola.. interessante esposizione .. ho letto il link ed a parte le espressioni “infami” riferite ai nazisti che anche esse riportano ad una contrapposizione ideologica e la prolissità tipica russa mi ha fatto riconsiderare davvero l’accaduto.. Non è facile capire dove sta il nord vero?

  • atlas
    29 Gennaio 2019

    scrivete pure quello che volete, ma il guardare al Nazional Socialismo Tedesco è uno sguardo verso il futuro non al passato

  • atlas
    29 Gennaio 2019

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