La “gente sudata”, se non ha pane mangi la Brioche

di Eugenio Orso

Il titolo del presente articoletto sembra ironico, forse un po’ “demenziale”, tanto da ricordare le battute di comici d’altra epoca (Drive In degli anni Ottanta?), ma vi assicuro che così non è, perché mette insieme due affermazioni sprezzanti d’epoche molto diverse, attribuite a personaggi diversissimi fra loro, per importanza storica e profilo sociale.

La seconda frase – “Qu’ils mangent de la brioche” – non è imputabile come molti credono a Maria Antonietta d’Asburgo Lorena, consorte dell’ultimo re di Francia Luigi XVI travolto dalla rivoluzione, ma è la dichiarazione di un’aristocratica davanti allo stato di bisogno dei contadini, riportata dal filosofo Jean Jacques Rousseau, talché l’ultima regina di Francia è incolpevole di tanto ironico e sprezzante cinismo.

La prima parte del titolo, invece, è interamente imputabile a un “VIP” italiano di oggi, incensato e con “il culo al sicuro”, che risponde al nome di Gianrico Carofiglio, ex magistrato, ex parlamentare piddì, scrittore di romanzi molto sponsorizzato e vincitore seriale di premi letterari.

Un personaggio che personalmente ho sempre trovato odioso e insopportabile, per le sue comparsate televisive negli infami Talk show di ammaestramento del popolo bue, intrisi di falsità propagandistiche e disinformazione.

“Manipolo di gente sudata” è un’espressione sprezzante usata dal Carofiglio nei confronti del cosiddetto popolo del centro-destra (fra i quali i commercianti e le partite Iva, naturalmente) lo scorso anno, mi pare nel mese di giugno, per una manifestazione in cui tutti costoro erano ammassati e molti fra loro privi di mascherina.

“Manipolo di gente sudata” si attaglia perfettamente, secondo l’ottica filo-elitista, sinistroide e radical-chic ben espressa da Carofiglio, al popolo italiano di oggi.

Un popolo che presenta sempre di più qualche preoccupante similitudine, quanto a impoverimento e stato di bisogno, con la “canaille” francese della seconda metà del Settecento, che sarebbe stata la truppa della grande rivoluzione guidata dal Terzo Stato e avrebbe gioito alle successive decapitazioni di membri della ex classe dominate aristocratica, volute dai Giacobini di Robespierre, buonanima.

Giunti a questo punto, con più di dieci milioni di poveri assoluti, o vicini a diventarlo, una percentuale molto bassa di occupati sul totale della popolazione attiva, un esercito di disoccupati censiti e di “scoraggiati” che non cercano lavoro, con la previsione di altre centinaia di migliaia di chiusure di piccole e medie attività, il detonatore dovrebbe essere pronto a innescare un’esplosione simile a quella del 14 luglio 1789, in una Francia squassata dalla crisi finanziaria, sociale e politica…

Lasciando perdere la “canaglia/canaille” francese di fine Settecento, notiamo che l’espressione usata da Carofiglio, così ampia da comprendere in sé anche gli ambulanti e i commercianti che di recente hanno manifestato a Roma e in diverse città italiane, si allinea perfettamente con quella usata dalla “cameriera” politica del Deep State Usa, la fanatica demokrat anti-Trump Hillary Clinton, che nella campagna elettorale per le precedenti presidenziali americane, chiamò i sostenitori di Trump “deplorables”, cioè deplorevoli, facendoli arrabbiare e spingendoli ancor di più a sostenere con il voto Donald Trump.

Chiaro che una Hillary Clinton negli Usa, principale base monetaria, militare e nucleare dell’élite globalista in occidente conta molto di più, drammaticamente di più, di una minuzia come il Carofiglio, pubblicista degli interessi finanz-globalisti-giudaici in un paese periferico e completamente occupato come l’Italia.

Tuttavia, dagli Usa all’Europa mediterranea i servi degli elitisti, a livello più alto come le fanatiche Clinton e Pelosi e a livello più infimo come il supponente Carofiglio, manifestano tutti lo stesso disprezzo per i popoli, le loro esigenze di vita, la loro stessa identità e questo, ovviamente, non è frutto di mera casualità, ma il riflesso inevitabile di una politica di dominio complessiva, dall’economia al costume, dall’informazione alla gestione delle emergenze, imposta dalla costa statunitense del Pacifico alle coste dell’Europa mediterranea.

A questo disprezzo da parte dei servi degli elitisti, manifestato con arroganza e sicumèra, complici le prostitute mediatiche occidentali che li ospitano nei loro studi e li vezzeggiano, non corrisponde un’adeguata risposta da parte della “gente sudata” deplorabile, mancando ancora per i Pauper di oggi la consapevolezza coscienziale di un nuovo Odio di Classe, che prima o poi dovrà essere organizzato indirizzandolo verso obbiettivi politici rilevanti.

La sola rabbia alimentata dal bisogno non basta, perché si tratta di una dimensione insufficiente per combattere, con qualche possibilità di successo, non solo contro le pericolosissime Hillary Clinton e Nancy Pelosi, o (se proprio vogliamo) i piccoli giullari come il sinistrorso da salotto Carofiglio, ma contro l’impianto di potere complessivo della Classe Globale, finanziaria e giudaica.

Non potendo colpire direttamente i membri della Global Class, grandi decisori del cosiddetto Great Reset mondializzatore, si dovrebbe facilmente comprendere che i vari Carofiglio, se non proprio le più rilevanti Clinton e Pelosi, sparsi in tutto l’”occidente” demokrat, parte integrante e importante anch’essi del sistema di potere elitista, sono più facilmente raggiungibili e colpibili dei loro padroni … se la deplorevolissima “gente sudata” fosse organizzata, politicamente e addirittura militarmente, con chiari obbiettivi.

Accanto ai pubblicisti della “distruzione creativa” delle economie e delle società di interi paesi, accanto alle prostitute mediatiche occidentaloidi, ci sono i collaborazionisti sub-politici che devono applicare le politiche elitiste, senza guardare in faccia la “gente sudata”, perché altrimenti sarebbero silurati in un attimo, messi da parte o destinati a una fine peggiore.

Anche costoro, i “politici democratici” figli dell’ingannevole rito elettorale, sono più facilmente raggiungibili dei membri strategici della Global Class, dalla quale alla fine della fiera dipendono, e quindi possono essere colpiti personalmente.

Quanto precedere è facile da comprendere, perché se una Hillary Clinton o una Nancy Pelosi si presentasse senza scorta davanti al deplorevole “proletariato bianco” Usa, che manifesta arrabbiato e magari con qualche arma addosso, cosa potrebbe accaderle?

Hillary Clinton e N. Pelosi

Oppure se un Carofiglio qualunque si facesse vedere dai “manipoli di gente sudata”, che protestano contro chiusure, restrizioni e Lockdown, e li insultasse apertamente come ha fatto a livello mediatico e virtuale, che fine farebbe?

Fin troppo facile immaginarlo, ed è per questo che i Carofiglio appartengono alla dimensione virtuale e mediatica, controllata dagli elitisti proprietari di tutto, e non a quella reale, sociale, quotidiana, che anzi dovrebbero evitare con cura, per starsene sempre con “il culo al sicuro” ben lontani dal contatto con il popolo, che tanto disprezzano e verbalmente massacrano.

Mi rendo conto di aver scritto cose che cozzano contro il culto della democrazia e del pacifismo, inoculati in molte popolazioni occidentali (senza far nomi, una per tutte, quella italiana) come un vaccino-veleno precedente a AstraZeneca, per renderle pecorescamente gestibili e inoffensive mentre procede spedita la distruzione dei loro redditi, dell’economia mista (Stato e mercato) e delle garanzie sociali.

Ebbene, l’ho fatto di proposito, considerando la democrazia, liberale, occidentale, “matura”, come parte ancor oggi irrinunciabile dell’impianto di potere e dominazione finanz-globalista-giudaico, perché le manifestazioni pacifiche, democratiche, ordinate, rispettose delle leggi draconiane che impongono il Lockdown, sono ovviamente fallimenti aprioristici molto graditi all’élite e ai suoi servi, persino ai più infimi come il Carofiglio.

Lasciando perdere anche l’insignificante e spocchioso “scrittore” radical-chic, subito dopo la “canaille” della rivoluzione francese che mangiò la foglia ma non le brioches, vorrei evidenziare alcuni punti di fondamentale importanza per comprendere i moti attuali in occidente e, soprattutto, le ragioni del loro futuro successo o fallimento.

Ritengo possibile che le gesta della “gente sudata”, dei deplorevoli, degli sdentati (la classe povera francese, secondo Macron), pur manifestando con un po’ di sana ma sporadica violenza non portino a nulla e i suddetti potrebbero fare la fine della breve Jacquerie francese del 1358, o del più longevo Luddismo britannico del XIX secolo.

Nei decenni precedenti, vigendo il neoliberismo in occidente dopo la rapida decadenza e la fine dell’Urss, abbiamo avuto dei movimenti non legati alla realtà sociale e politica dei popoli, movimenti di massa fuorvianti come i più datati pacifisti contro la Guerra (dalle kermesse di piazza in occidente alla “Marcia di Assisi”, con cadenza annuale), i patetici no-global che anelavano a un’impossibile globalizzazione dei diritti in alternativa a quella di matrice squisitamente economico-finanziaria, gli Indignados/ Occupy Wall Street che si scagliavano genericamente contro le banche, semplici luoghi fisici simboleggianti un non meglio definito potere finanziario.

In seguito, i movimenti extra-parlamentari di massa, nei paesi occidentali, sono stati completamente strumentalizzati e addirittura creati dagli elitisti stessi e dai loro servitori, per prevenire o orientare nel senso voluto la protesta, cioè su un binario morto o addirittura a sostegno del potere globalista.

TYrafferugli a Roma

Questo è il caso, in Italia, dei Verità per Giulio e delle Sardine, con la notevole e diabolica eccezione dei più vecchi Grillini e MoV, passati dal virtuale al parlamentare, oppure più in generale in tutto l’occidente dei Gretini di Greta, incensati dai media e persino dai governi.

Nel contempo, il complesso sub-politico e mediatico elitista stigmatizzava i cosiddetti “populisti”, identificandoli con quei partiti o quei candidati (come Donald Trump), che pur partecipavano alle elezioni democratiche e accettavano le regole del sistema, accusati di rappresentare alcune istanze vitali della popolazione e di difendere brandelli residui di sovranità dello stato, per questo meritandosi anche l’epiteto mediatico di “sovranisti.”

I populisti europei (definiti più “delicatamente” euroscettici o euro-critici) sono stati sconfitti quando hanno osato confrontarsi con i gruppi servi dei globalisti sul terreno delle elezioni democratiche, minato ed ostile, decisamente favorevole al nemico, come nel caso eclatante del Front National di Marine Le Pen alle presidenziali francesi del 2017, o completamente fagocitati nel sistema di potere globalista, come la vergognosa di Lega di Salvini, che ha appoggiato con una giravolta priva di dignità politica il governo Draghi, imposto all’Italia dall’élite occidentale, partecipandovi con alcuni ministri.

Da un lato, le opposizioni nel recinto parlamentare e elettorale sono state tutte sconfitte o neutralizzate, come ci si poteva aspettare, dall’altro lato stanno emergendo spontaneamente istanze popolari concrete e urgenti, dovute all’azione congiunta delle restrizioni per il Covid e la conseguente crisi economica, che iniziano a manifestarsi soprattutto in paesi come l’Italia, ridotti volutamente allo stremo.

A questo punto del discorso io opererei una distinzione fondamentale fra l’Europa occidentale e gli Usa, in particolare fra l’Italia e gli Stati Uniti, cosa che ho cercato di descrivere sommariamente nel mio recente articolo “Resistenza dei popoli all’élite in occidente?”, al quale inserisco il link: https://comedonchisciotte.org/resistenza-dei-popoli-allelite-in-occidente/

La “gente sudata” italiana, in poche parole, segue una strada diversa rispetto ai deplorevoli americani, che si oppongono al demokrat Biden e ai suoi “sponsor” elitisti, con meno possibilità di successo dei secondi, per i seguenti motivi:

1) I deplorevoli hanno comunque un riferimento politico, che è ancora Donald Trump, il quale, dopo aver perso la presidenza per i brogli elettorali, le vicende dell’impeachment, il Russiagate, la diffamazione mediatica e chi più ne ha più ne metta, ha deciso di restare in lizza e addirittura di combattere (con mia sorpresa), infatti sta riprendendosi il Partito Repubblicano, ha creato un suo social dopo essere stato bannato in quelli elitisti e, se non mollerà, continuerà ad essere un riferimento politico (e un capo-popolo!) per moltissimi. In Italia per i sudati non c’è alcun vero riferimento politico minimamente affidabile, non c’è nessuna guida, per quanto discutibile e non certo rivoluzionaria “in pectore”, paragonabile a Donald Trump.

2) Governatori di diversi stati federati e alcuni parlamentari Usa sono di fatto schierati con i deplorevoli e, probabilmente, pronti a guidarli in uno scontro duro con il cosiddetto Deep State e Biden, suo rappresentante. Questi politici fanno riferimento, credo, in gran parte a Donald Trump e rappresentano un’opposizione dentro il sistema, o almeno con un piede dentro, non essendo degli esterni. I sudati non possono contare su simili appoggi, a meno che non si prendano in considerazione i Vittorio Sgarbi e i Gianluigi Paragone (Italexit dopo “Basta Euro”!), oppure non si creda, come i bimbi alle fiabe, che Salvini si metterà alla loro guida, costi quel che costi. per non essere “scavalcato” dall’innocua per il sistema, ma politicamente astuta Meloni!

3) I deplorevoli sono armati, perché detenere e portare individualmente armi è un’ineliminabile tradizione americana, anzi, un aspetto che oserei definire fondativo degli Usa, cosa che non trova riscontro in Europa occidentale e in Italia. Qui, da noi, le armi sono in possesso dei “corpi di uomini in armi” controllati dal governo locale che risponde agli elitisti (e alla Nato!), oppure della criminalità organizzata, che non è certo rivoluzionaria e propensa all’Italexit! Questo renderà la vita molto dura alla “gente sudata”, disarmata e perciò vulnerabile. Infatti i Gilets Jaunes francesi, eredi nazionali dei Bonnets Rouges di Bretagna, per quanto determinati a combattere il rappresentante elitista alla presidenza, Macron, e il suo governo che li depauperava, non hanno ottenuto successi tangibili proprio perché non erano armati e non potevano validamente difendersi. Tanti arresti, ma anche tanti feriti e mutilati, per l’uso delle “armi non letali” contro di loro da parte della polizia di Macron. Così non sarà, almeno credo, negli Usa, viste le armi individualmente portate, quando e se si “riapriranno le danze” dopo l’assalto a Capitol Hill. Almeno là ci sarà più di qualcuno, se attaccato brutalmente dalla polizia, che adeguatamente armato potrà rispondere per le rime e … vendere cara la pelle!

4) L’Unione Europea e l’Euro sopravvivono grazie alla Nato nelle mani del Deep State, che Biden intende rafforzare e addirittura estendere, per ulteriori aggressioni ai paesi ancora liberi, e attualmente non mi risulta che ci siano grandi forze politiche organizzate, nell’area dell’Unione, che mettano radicalmente in discussione i fondamenti monetari e neoliberisti dell’Unione stessa, o addirittura l’appartenenza (forzata) alla Nato. L’Italia è un paese prostrato, “normalizzato” nei contesti Nato e Unionisti finanziari, privo di politici coraggiosi e di un certo spessore. Riallacciandomi al punto 1), qui non abbiamo neanche l’ombra di uomini politici che potrebbero (e vorrebbero!) guidare la “gente sudata”, rischiando in proprio. A meno che non si pensi a Salvini … ma mi rendo conto che sto sparando sulla Croce Rossa e rischio di diventare troppo ironico, trattando argomenti molto seri, dai potenziali risvolti drammatici.

Aggiungo che gli assaltatori del congresso Usa d’inizio gennaio, trattati come selvaggi sciamanici (Jake Angeli lo sciamano), complottisti della rete QAnon, deplorevoli, eccetera eccetera, non rappresentavano singole categorie in difficoltà, o interessi di alcuni settori commerciali, ma erano la spia di un malessere molto più ampio e profondo, che ha investito gli Usa, e di una frattura interna che rischia di estendersi fino alla guerra civile.

La “gente sudata” italiana, invece, rappresenta per ora singole e ben determinate categorie commerciali, colpite dal Lockdown prolungato, non un’intera popolazione, se si pensa che gli ambulanti venditori di generi alimentari, la cui vendita continua anche con le restrizioni, praticamente non c’erano, mentre gli altri ambulanti, non così “fortunati” come i primi, erano sul campo a manifestare.

Questo perché la protesta, in Italia, riguarda determinate categorie e non altre, non ha alcun contenuto definibile rivoluzionario (pur con qualche approssimazione) ed è in qualche modo un riflesso in taluni casi, oltre che della disperazione dei singoli sempre più evidente, della contrapposizione abilmente suscitata fra lavoro autonomo e lavoro dipendente pubblico (per ora) garantito, sotto il segno di un abile “divide et impera” neoliberista.

In poche parole, qui i lavoratori pubblici non manifestano a sostegno dei commercianti, e naturalmente viceversa, perché non c’è alcuna traccia di opposizione complessiva di popolo “al sistema”.

Che poi alcuni politicuncoli opportunisti, adusi a cambiare partito e ben ancorati al loro seggio in parlamento, abbiano cercato di strumentalizzare la recente protesta di Roma, non ha alcuna importanza, perché ancora una volta mancano, qui da noi, le basi per un vero movimento di opposizione che investa come un’onda d’urto l’intera società, svegliando anche i dormienti …

Non a caso, coloro che hanno tentato di arrivare a Montecitorio hanno provato a copiare i ben più efficaci deplorevoli americani, che il 6 gennaio invasero il parlamento Usa a Washington, con uno dei dimostranti in prima fila, a Roma nei presi della camera dei deputati, tale Ermes Ferrari ristoratore, conciato come il noto Jake lo sciamano …

Infine, preciso che mi spiace per coloro che hanno manifestato, in stato di bisogno sempre maggiore, angosciati dalla prospettiva della chiusura definita dell’attività e da quella della povertà futura, da scontare come una pena inflitta senza reato.

Pur non avendo particolari simpatie per commercianti e partite Iva, a differenza del “VIP” Carofiglio riconosco loro il diritto ad esistere, a lavorare senza restrizioni e avere concreti aiuti pubblici in caso di difficoltà, così come riconosco con forza gli stessi diritti ai lavoratori dipendenti “stabilizzati”, a quelli precari, ai pensionati e ai molti disoccupati, ma sono arrivato a determinate conclusioni, analizzando la situazione, e mi sento di confermarle con altrettanta forza in chiusura.

Se in tempi meno drammatici degli attuali si diceva che “L’Italia è un paese per vecchi”, con i giovani laureati sempre più numerosi a cercare fortuna all’estero, oggi possiamo affermare che l’Italia è un vecchio paese finito, e questa volta vale anche per gli anziani.

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