La Flotta Russa entra nelle acque dell’Iran

Proveniendo da mar arabico, la flotta russa è entrata ieri nelle acque dell’Iran, come ha informato il servizio stampa del comando navale russo.
Varie unità navali russe continuano la loro missione nel porto di Chabahar, in Irán.
La flotta russa del mar Baltico aveva abbandonato le sue basi il 1°di Ottobre salpando in direzione dell’Oceano Indiano. La flotta include la fregata lanciamissili Yaroslav Mudri, il rimorchiatore Victor Konetski e la nave petroliera Yelnia.
Al principio di dicembre, il comandante della marina iraniana, Hossein Janzadi, aveva annunciato che il 27 di questo mese le unità navali iraniane parteciperanno ad esercitazioni congiunte nel nord dell’Oceano Indiano con la unità navali russe e con quelle della Cina. Le esercitazioni dureranno fino all’inizio del 2020.
Nello stesso periodo le unità navali della NATO, con gli USA in testa, moltiplicano le loro esercitazioni navali, da un lato nelle acque vicine alla Russia e dall’altro Washington intensifica le sue attività di provocazione di fronte alla Cina nel mare cinese meridionale.
Le esercitazioni congiunte fra Iran, Russia e Cina lanciano un messaggio molto chiaro agli USA ed a Israele, visto che questi paesi stanno minacciando l’Iran con sanzioni, strangolamento economico ed possibili azioni militari preventive.

Navi Russe d


Il messaggio risulta evidente: l’Iran, in caso di aggressione, non sarà lasciato solo. D’altra parte già da tempo gli analisti militari avevano notato una forte intensificazione della cooperazione militare fra Russia e Iran a cui si era aggiunta la Repubblica Popolare Cinese che sta progettando grandi investimenti all’interno dell’Iran per la realizzazione della Belton Road Initiative.

Fonte: Press Tv

Traduzione: Luciano Lago

1 commento

  • Eugenio Orso
    22 Dicembre 2019

    Preparativi di guerra … ma di difesa per quanto riguarda la Russia.
    Dal Baltico all’Ucraina, dalla Siria all’Iran, da Hong-Kong all’Iraq, le provocazioni dell’asse del male usebreinatosauditi e vari altri stati.canaglia, si sprecano.
    Purtroppo di mezzo ci siamo anche noi, perché l’italia, da nord a sud, è una grande base usnato.
    Quando scrivevo che la priorità è l’uscita dalla nato, o almeno il “congelamento” della partecipazione italiana, ancor più dell’uscita dall’eurolager, forse non mi sbagliavo …

    Cari saluti

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