La firma del Mossad e della CIA sugli attacchi alle petroliere nel Golfo

di Luciano Lago

Se qualcuno aveva dei dubbi su chi avesse interesse ad acutizzare le tensioni nel Golfo Persico per provocare un conflitto con l’Iran e giustificare un attacco militare USA contro Teheran, la dichiarazione fatta dal segretario di Stato USA, Mike Pompeo, poche ore fa, chiarisce chi sono i patrocinatori degli atti di terrorismo contro le petroliere nel mar di Oman, vicino alle coste dell’Iran.

Pompeo dichiarato poco fa che “questo è solo l’ultimo di una serie di attacchi istigati dalla Repubblica Islamica dell’Iran e dai sui sostituti contro gli interessi staunitensi ed alleati” (“This is only the latest in a series of attacks instigated by the Islamic Republic of Iran and its surrogates against American and Allied interests),” Pompeo said.

Quindi in sostanza Pompeo, nella sua logica, sostiene che l’Iran ha interesse a creare delle azioni destabilizzanti che provochino un massiccio attacco americano ed alleato contro il proprio paese. Azioni che avvengono proprio nel momento della visita del premier giapponese a Teheran, per stimolare accordi distensivi e fare da mediatore, vedere la coincidenza.

In questa situazione anche il più idiota degli osservatori capisce che, come sempre hanno fatto nella storia dei loro interventi militari degli ultimi 50 anni (ed anche prima), gli Stati Uniti stanno cercando un pretesto per attaccare l’Iran e probabilmente il lavoro sporco dellla provocazione, in questo caso affondamento di qualche petroliera, possiamo indovinare che sia stato affidato al Mossad ed alle forze di Israele che è il soggetto più interessato a provocare adesso un attacco contro l’Iran. Naturalmente la CIA ne è al corrente ma evita di esporsi per non provocare problemi successivi all’Amministrazione Trump.

La situazione è molto simile a quanto accade nel golfo del Tonchino nel 1964, quando i servizi USA predisposero il falso affondamento di una unità della US. Navy (l’USS Maddox) per avere il pretesto di intervenire contro il Vietnam del Nord. In questo caso Washington non si prende neanche il disturbo di variare il copione della “False Flag” marittima per giustificare una guerra.

D’altra parte, come abbiamo scritto in precedenza, è in corso uno scontro nell’amministrazione Trump fra i falchi che vogliono l’attacco ed il bombardamento dell’Iran (Pompeo, John Bolton, Jared Kushner) e lo stesso Trump che esita a dare ascolto a questi personaggi per paura di creare uno scenario di conseguenze disastrose che ne comprometterebbero la rielezione nel 2020.

Dall’esterno premono i soci influenti di Washington, Bibi Netanyahu e il saudita Bin Salman che non vogliono perdere l’occasione per regolare i conti con l’eterno nemico, la Repubblica Islamica dell’Iran.

Lo scenario per il prossimo cataclisma di una nuova disastrosa guerra americano-israeliana-saudita è pronto. Possiamo solo aspettare i prossimi eventi. Sappiamo già chi siano i criminali che l’avranno provocata.

8 Commenti

  • Orazio
    13 Giugno 2019

    C’è da sperare che come ha riferito Putin, gli amici vengono protetti…
    Poi vi è da segnalare che L’Iran, non è certamente la Libia, ne la Yugoslavia, o altre nazioni minori.
    Sono sicuro che si stanno preparando… Non come noi, che abbiamo molti traditori in patria.

  • Gaetano
    13 Giugno 2019

    Lo capisce anche un bambino che dietro questi attacchi alle petroliere ci sono USA e Israele.
    Gli sviluppi successivi porteranno alla guerra all’Iran.
    Chissà come si muoverà la Russia? Mah!?

  • Idea3online
    13 Giugno 2019

    Probabilmente sull’Iran l’Europa non sarà unità, la frattura in atto determinerà la determinazione di alcuni Stati Europei a sostenere la strategia geopolitica russa&cinese. E gli USA ne usciranno ancora una volta depotenziati perchè potrebbero perdere la coesione dell’Unione Europea.

  • eusebio
    14 Giugno 2019

    Gli iraniani sono pronti, la contraerea è schierata, i milioni di uomini delle forze armate preparati ed addestrati, se le truppe americane proveranno ad attaccare attraverso l’Irak troveranno una rapida morte, per la gloria di Sion.

  • andrea z.
    14 Giugno 2019

    Quella degli incidenti alle navi per provocare una guerra è un’ossessione dei vertici politici e militari americani. Basti pensare all’incidente del Golfo del Tonchino e all’esplosione della corazzata Maine nel porto dell’Avana nel 1898.

    • Gaetano
      14 Giugno 2019

      I vigliacchi americani è un pezzo che hanno abbandonato la guerra sul terreno.
      Distruggono le città facendo strage di civili
      con bombe all’uranio impoverito e al fosforo bianco da altissime quote o lanciano missili a lungo raggio potentissimi.
      Ovviamente i risultati saranno devastanti per lo stato aggredito.
      la soluzione sarebbe una risposta simmetrica, sul loro territorio, ma l’Iran non ha queste capacità.

  • namelda
    14 Giugno 2019

    gli americani hanno presentato la prova provata che il Mossad,come la mafia,non esiste!
    e se esiste è innocente…
    un filmato in mani ussioniste su militari di una lancia iraniana a soccorso della petroliera KOKUKA coraggiosa
    che hanno disinnescato una mina inesplosa dala fiancata della petroliera.
    ovviamente la mina sarà di fabbricazione iraniana,come l’ala del drone di nettamyahu!
    gli iraniani sono così inetti che lasciano sempre una firma dei loro misfatti a disposizione del “nemico”

  • Monk
    14 Giugno 2019

    Se dovessero attaccare i persiani mi incazzo, gente civile, onesta e fiera.

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