La fine del vecchio Medio Oriente americano è prossima

La fine del vecchio Medio Oriente americano è prossima

di Luciano Lago

Dopo la sconfitta subita dagli USA in Iran, si può constatare che la fine del vecchio ordine mondiale è in atto e che il Medio Oriente non apparterrà mai più agli Stati Uniti.

Secondo l’opinione di vari analisti, l’era del dominio americano in Medio Oriente è giunta al termine e  quello che è crollato è l’ordine regionale esistente dal 1991 che è franato per effetto della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.

Anche la rivista Foreign Affairs sottolinea come l‘incapacità di Stati Uniti e Israele di rovesciare il regime in Iran abbia dimostrato l’inutilità di decenni di sanzioni e violenze. Si poteva prevedere prima e decine di migliaia di vittime incolpevoli avrebbero potuto essere risparmiate.  Tuttavia le guerre scatenate dagli USA e dai loro alleati in Medio Oriente  hanno prodotto grandi profitti per le corporations delle armi e lucrose tangenti per le classi dirigenti dei paesi coinvolti nei conflitti. Questo è il rovescio della medaglia di cui poco si parla.

Sono in molti oggi ad osservare che l’incapacità degli Stati Uniti di proteggere i propri alleati nel Golfo Persico dagli attacchi iraniani o di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz ha seriamente compromesso il principio di sicurezza fondamentale che giustificava la presenza della rete di basi militari statunitensi nella regione. Un fallimento clamoroso che ha rivelato ai paesi del Golfo quale fosse la reale e unica funzione delle basi USA nei loro paesi: proteggere Israele.

L’atteggiamento sempre più aggressivo e minaccioso di Israele e il suo rifiuto di raggiungere qualsiasi compromesso con i palestinesi come con i libanesi e i siriani, hanno posto fine a una missione statunitense durata decenni, volta a unire i suoi alleati arabi e Israele in una solida partnership di sicurezza.

L’analisi che pubblicano oggi alcuni esperti  ribadisce che l’obiettivo principale degli Stati Uniti negli ultimi trentacinque  anni è stato quello di coinvolgere diversi alleati in un sistema incentrato sulla protezione di Israele, contenendo al contempo sia l’Iran che l’Iraq e, quella più recente  lanciata dal presidente Donald Trump non è stata una deviazione da questa strategia, bensì la sua logica conseguenza, con l’obiettivo di eliminare con la forza e in un colpo solo la minaccia proveniente dall’Iran. Questo era l’obiettivo di una strategia di lunga data elaborata a Washington e Tel Aviv, con una operazione accelerata per la fretta di Netanyahu di ottenere un risultato clamoroso prima delle elezioni in Israele.

Non è andata bene come credevano i due soci in crimini di guerra.  Analogamente a quanto accaduto prima dell’invasione dell’Iraq e di Israele nel 2003, durante le guerre contro Hezbollah e Hamas, Donald Trump ha sovrastimato le capacità militari americane e sottovalutato la capacità di adattamento dell’Iran.

La scommessa americana non è stata solo un passo falso, ma una manifestazione estrema della natura fallace della  strategia degli USA e Israele in Medio Oriente.

Da una analisi superficiale, potrebbe sembrare che la guerra non abbia avuto un impatto significativo sulle alleanze che hanno plasmato l’ordine mondiale formato dagli Stati Uniti. Le cose invece sono nettamente cambiate.

Di fronte a una guerra che non sta producendo i risultati sperati e all’ascesa dell’Iran, gli stati del Golfo Persico potrebbero aumentare gli acquisti di armi e richiedere nuove garanzie di sicurezza, creando l’illusione di continuità.

Ma in realtà, il vecchio ordine mondiale sta gradualmente cedendo il passo a qualcosa di nuovo.

A suo tempo la crisi di Suez del 1956 viene ricordata oggi come l’ultimo sussulto del potere imperiale britannico e francese in Medio Oriente, e quell’inevitabile esito si è verificato molti anni dopo.

Probabilmente  la posizione dominante dell’America non scomparirà da un giorno all’altro, ma i dubbi di lunga data sulla forza e la determinazione degli Stati Uniti hanno raggiunto un punto di rottura.

Le analisi degli esperti rilevano come le rivelazioni riguardanti la guerra in Iran e la precedente guerra di Israele a Gaza abbiano modificato i calcoli sia degli alleati che degli avversari degli Stati Uniti, e che un nuovo conflitto o l’elezione di un diverso presidente americano non sarebbero in grado di modificare la frattura.

Non è sbagliato prevedere che nei prossimi anni si attendono nuove divisioni in Medio Oriente e in Asia Occidentale.   Israele  ha l’ interesse a mantenere l’illegalità e la violenza in Medio Oriente, possibilmente balcanizzando la zona, l’Iran si vuole imporre come potenza emergente e gli Stati Uniti hanno scarsa capacità e poca volontà di frenare entrambe le parti.

Israele spera di espandere i propri confini di fatto, annettendo quanto più territorio palestinese storico possibile e usando la forza per estendere la propria influenza su ampie zone della regione (Libano e Siria).

Tuttavia, se il regime iraniano riuscirà a resistere alle aggressioni di USA e Israele,  un Iran consolidato spererebbe di proteggere ed espandere la propria influenza nella regione trascinando gli Stati Uniti in infiniti conflitti in “zone grigie” senza confini, dove le forze iraniane e quelle dell’asse della resistenza detengono sempre l’iniziativa.

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La Redazione

4 commenti su “La fine del vecchio Medio Oriente americano è prossima”

  1. VERSIONE CORRETTA
    Condivido interamente le ottime e lucide tesi di Luciano Lago. La Tendenza Storica, ovvero la Rovina dell’occidente, è confermata. Gli Stati Uniti, essendo governati dal DEMOS, satanico, dalla feccia di inferiori, hanno battuto ogni record di breve durata di una potenza ……………………………. seguendo le orme dell’imperialismo inglese ……………………………….. e superandole !!!!! L’inferiorità degli Stati Uniti e dell’Israele e compagni di merende è EVIDENTE, nessuna propaganda può mistificare la Realtà. La Rovina è veloce e direi in grande accelarazione ……………………….. L’Iran e lo Yemen emergono come SUPERPOTENZE. La Siria si sta riarmando. L’Iraq non è addormentato, Hezbollah ed il Movimento AMAL sono duri e puri, ecc. ecc. . Quindi la Decadenza morale voluta e fomentata dai “geniali” padroni delle forze del male, è risultata controproduente, poiché ha rammollito i propri militari e le armi sono scarse e difettose, dato che le risorse sono poche. Quindi i fossili mercanti del DEMOS al potere, credendo di essere ancora nell’800, non si sono adeguati, e del resto ciò è IMPOSSIBILE, per i SUBUMANI !!!!! ed infatti gli VA TUTTO MALE ALLO STESSO TEMPO. Mettersi contro Natura è FUNESTO.

  2. L’avidità e la cupidigia hanno già segnato la fine dei mediocri, falsi, ignoranti finti ebrei dell’occidente e del finto stato di israele. E’ solo questione di tempo.

  3. Uno dei punti chiave dell’ottimo articolo di Luciano Lago: Sopravalutare se stessi e sottovalutare l’avversario ! Il tipico madornale errore del bullo americano, e non solo, abituato a spadroneggiare ed a fare quello che vuole, nonostante in passato tanti nemici dell’imperialismo anglo-americo-ebraico gliele abbiano “suonate di santa ragione”, vedi guerra di Corea, Vietnam, Cambogia, Afghanistan, Hezbollah, Iran e Yemen, per citare quelli più eclatanti !

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