La fine del mito dell’intoccabilità della minoranza planetaria

La fine del mito dell’intoccabilità della minoranza planetaria

di Mikhail Gamandiy-Egorov (*)

Gli eventi mondiali contemporanei hanno chiaramente dimostrato che la minoranza planetaria occidentale (a guida USA) non deve solo comprendere che l’ordine mondiale multipolare è una realtà che dovrà essere accettata in ogni caso, ma anche che il mito che circonda questa minoranza come impunitissima e in gran parte “intoccabile” è sicuramente un fatto del passato.
Gli attuali processi in varie parti del mondo sono un segnale significativo all’intero blocco della minoranza planetaria sulla necessità di rispondere dei propri crimini.

La paura, a lungo divulgata dalla propaganda occidentale e affiliata, è finita. Questa è la realtà con cui i regimi nostalgici dell’era unipolare dovranno fare i conti. In definitiva, nessuno ha costretto gli occidentali e gli altri sostenitori del diktat occidentale sull’umanità a rifiutarsi di riconoscere l’era contemporanea degli affari internazionali. A un certo punto, si deve rispondere delle proprie azioni.
Oggi, i sostenitori del mondo multipolare si trovano in una posizione di forza come mai prima d’ora.

La paura ha cambiato schieramento

Gli eventi in Africa , America Latina, ma anche in Medio Oriente, hanno definitivamente confermato che non ci sarà assolutamente alcun ritorno al passato. Oggi, i sostenitori del mondo multipolare sono in una posizione di forza come mai prima, anche se molto resta da fare per rafforzare ulteriormente l’ordine mondiale multipolare contemporaneo.
Inoltre, i recenti attacchi di rappresaglia effettuati dall’Iran sul territorio controllato dal regime israeliano hanno anche confermato questa realtà.

Da un lato, questi attacchi di rappresaglia iraniani per tutti i recenti crimini di Israele – in Palestina, Libano, Yemen e persino Iran – sono stati piuttosto umanistici poiché non c’era chiaramente alcun obiettivo nel colpire la popolazione civile, prendendo invece di mira obiettivi militari nemici, e questa volta si sono dimostrati estremamente efficaci nel quadro del loro messaggio strategico. Un messaggio sia per il regime israeliano che per il suo principale alleato, il regime di Washington. In primo luogo, il fatto che l’Iran abbia armi d’attacco di alta qualità e, in secondo luogo, che il sistema di difesa antimissile israeliano ben pubblicizzato non sono altro che una finzione creata dalla propaganda israeliana e occidentale.

In questo conflitto, e al di là delle alleanze esistenti tra le forze coinvolte, è importante ricordare che l’Iran e i suoi alleati regionali nell’Asse della Resistenza sono sostenitori dell’ordine mondiale multipolare. La Repubblica islamica è membro della Shanghai Cooperation Organisation (SCO), dei BRICS e mantiene relazioni altamente strategiche con Russia e Cina. Quanto al regime israeliano, oltre a essere il principale alleato di Washington non solo nella travagliata regione del Medio Oriente, ma più in generale de facto su scala globale, e persino in molti modi come priorità nella politica interna degli Stati Uniti, è anche un rappresentante radicale di coloro che sono nostalgici dell’era unipolare.

Ecco perché la paura percepita nelle strade di Israele nel contesto di un attacco iraniano efficace, ma comunque umano nei confronti dei civili, è del tutto coerente con ciò che proverebbero gli abitanti del piccolo mondo occidentale se le loro élite continuassero sulla strada della massima escalation.

Una lezione per i regimi occidentali

In un momento in cui il piccolo mondo NATO-occidentale continua a sentire le chiamate di alcuni malati rappresentanti dell’establishment, anche riguardo alla necessità di colpire in profondità il nostro paese (la Russia) con armi occidentali, queste persone devono ricordare che la paura e il panico nel prossimo futuro potrebbero diventare comuni nelle principali città della minoranza planetaria occidentale, senza nemmeno ricorrere necessariamente alla deterrenza nucleare.

È possibile immaginare il panico nelle grandi città dell’UE o degli USA in caso di un massiccio attacco di rappresaglia con armi ipersoniche o droni contro obiettivi militari e/o politici del nemico.

Quindi, se i regimi degli Stati Uniti, dell’Europa o persino di Israele o dell’Australia erano fino a poco tempo fa sicuri della loro impunità e intoccabilità, allora oggi è giunto il momento di capire che la maggioranza globale non riconosce il loro mito di presunta esclusività. Inoltre, di fronte all’arroganza, all’ipocrisia e al carattere altamente criminale dei rappresentanti della minoranza planetaria, oggi più che mai i sostenitori del mondo multipolare hanno tutte le ragioni per ricordare alla minoranza planetaria che deve imparare a conoscere il suo posto.

Sì, ci sarà una nuova linea di demarcazione . Tra la Russia e il piccolo mondo occidentale, e su scala ancora più globale tra il mondo multipolare contemporaneo e la minoranza planetaria che vive ancora con la mentalità dei colonialisti e degli schiavisti. A questo proposito, è, in linea di principio, possibile coesistere relativamente. Dopo tutto, se il giardino pseudo-fiorente è in realtà costretto a letto e malato, non spetta a noi curarlo. Lasciamo che si prendano cura del loro spazio in putrefazione da soli in un modo o nell’altro. Tuttavia, se la minoranza planetaria occidentale opta comunque per la massima escalation nella speranza di provare a riconquistare il suo dominio sul pianeta attraverso il caos totale, le conseguenze saranno disastrose, prima di tutto per questa minoranza: è proprio per questo che è una minoranza.

*Mikhail Gamandiy-Egorov, imprenditore, commentatore politico, esperto di questioni africane e mediorientali, in esclusiva per la rivista internet “ New Eastern Outlook

Traduzione: Luciano Lago

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6 commenti su “La fine del mito dell’intoccabilità della minoranza planetaria

    1. Grazie alle moderne tecnologie informatiche virtuali puoi “illudere” tutti popoli USA & NATO che sono dei drogati internet-dipendenti creduloni se giovani oppure videodipendenti se sono anziani ( perciò rincoglioniti dalla vecchia ) che la Vittoria militare della “democrazia” USA che vuole conquistare tutto il mondo libero è molto vicina !

  1. La singolarità del dominio assoluto sta’ nella sua impossibilità ad essere raggiunto. Nella storia umana mai nessuno ci e’ riuscito. Neanche l’ impero più esteso della storia e cioè quello britannico, peraltro il più celere a crollare. La superiorità nel modello orientale rispetto a quello occidentale sembra proprio questa, che agiscono per crescere insieme senza dover prevaricare o dominare. Ma nel rispetto della sovranità dei singoli, della diversità politica e sociale. Rapporti proficui ma senza installare basi od interferire con le politiche interne, né tantomeno sterminate popoli. Collaborazione non sfruttamento. Mentre l’ occidente a trazione americo sionista sembra ancora una brutta copia in chiave moderna dell’ antica Roma che plagiava e comformava a propria immagine e somiglianza le nazioni che ne facevano parte, i Brics sembrano aver imboccato per la prima volta nella storia una strada diversa. Fatta d’ unione di diversità. Più delle armi in sé per sé la sfera anglo americana e’ spaventata da questo, a morte. Può esistere un mondo giusto e multipolare agl’ antipodi del loro.

  2. Le Forze Armate Yemenite, oltre al missile ipersonico e ai droni Jaffa già utilizzati colpendo Tel Aviv ha utilizzato nei giorni scorsi una squadriglia dei nuovissimi droni altamente sofisticati Sammad-4 di alta tecnologia Yemenita che hanno un raggio operativo di 1800 km, proprietà elusive e sono i primi armati di bombe e munizioni, servono per attacchi e per ricognizione.

  3. Il mondo di ieri non esiste più non puoi mettere sanzioni a chi non obbedisce alla fine è la maggioranza del mondo che vince, si sente odore di sangue immaginate le iene a caccia ci vanno in gruppo e la preda soccombe e l’odore di sangue si sente ,questo sta succedendo all’Occidente. Saluti

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