La disperazione in Italia spinge a gesti estremi


Si brucia per protesta un giovane insegnante di 33 anni, a Cosenza Rende, davanti ad una Caserma dei Carabinieri.
In condizioni gravissime, salvato all’ultimo momento per l’intervento provvidenziale di due giovani gommisti, l’insegnante è stato ricoverato all’Ospedale dell’Annunziata con ustioni sul 70% del corpo.
La vicenda ha suscitato orrore in tutti coloro che hanno assistito alla scena ed è stato anche girato un video, che evitiamo di proporre per ovvi motivi.
Il gesto di protesta fatto dall’insegnante, F.C. di 33 anni, cosentino ma trasferito in Lombardia, che era da poco rientrato in Calabria, sembra sia stato dettato dalla disperazione anche se non si conoscono i particolari.
Da quello che risulta il docente non era una persona con precedenti di alcun tipo e non era un militante di alcuna formazione politica. L’ipotesi degli inquirenti è quella di un gesto estremo che potrebbe essere stato motivato da un’eventuale sospensione dall’incarico sulla base delle misure restrittive emanate per l’obbligo vaccinale. Tuttavia questa ipotesi e le altre sono all’esame degli inquirenti che stanno indagando sul tragico episodio.
Se, come si appurerà con certezza in seguito, il gesto insano è stato motivato dalla esclusione dal lavoro dovuta alla mancanza del Green Pass di cui non era in possesso il giovane insegnante, questo episodio rientra nel clima di disperazione in cui moltissimi italiani, lavoratori di tutti i settori, si trovano in questo momento per non essersi adeguati alle rigorose misure del governo Draghi/ Speranza.
La privazione dei diritti fondamentali dei cittadini e la sensazione di isolamento può portare a situazioni di grave disagio che possono sfociare in disperazione. Si sa che la disperazione è un brutto status che può sfociare in gesti estremi.

Nota: questo episodio dovrebbe far riflettere coloro che decidono le misure restrittive che privano i cittadini dei diritti fondamentali quali il lavoro, la libera circolazione, l’inviolabilità della propria persona e, di conseguenza, la stessa dignità.

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