"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La dignità e il piagnisteo. La sempiterna lezione di Ezra Pound ai suoi carnefici di ieri e di oggi

di Luca Bistolfi

«Libertà di parola senza libertà di parola alla radio vale zero». Versi profetici su cui non è si ancora meditato abbastanza e che, come tutte le profezie, se lette bene, hanno valore eterno. Quando Ezra Pound li impresse nei suoi Cantos era già un emarginato, un nemico pubblico e sapeva bene quel che diceva.

In quei primi anni del Novecento la radio aveva identica funzione che oggi ha la televisione. Era il megafono, il mezzo di comunicazione e di diffusione per eccellenza. (Si illude chi ritiene sia ai nostri tempi la Rete, utilizzata per informarsi da una minoranza di cittadini, anche solo per il semplice fatto che, da una certa età in su, molti non hanno l’elaboratore elettronico e che comunque si informerebbero con Internet dalle stesse fonti ufficiali e accreditate che passano in tv).

Possiamo pertanto attualizzare le parole di Pound dicendo che oggi «libertà di parola senza libertà di parola in televesione vale zero». E questo alla faccia della democrazia.

Sebbene tutti oggi possano dire la loro, con siti e blog, fondando case editrici domestiche, facendosi stampare libri su richiesta e pagando non pochi danari, parlare al bar, scrivere lettere ai giornali, tenere convegni e conferenze, resta su tutto che ognuno di questi mezzi ha lo stesso peso e la stessa ricaduta pubblica degli speaking corner di Hyde Park. Qualcuno ti ascolterà e nessuno ti impedirà di parlare, ma si conviene che c’è una bella differenza tra quel posto e anche solo cinque minuti alla Bbc o alla Rai, o anche solo su qualche televisione privata. Qualcuno potrà anche dire si tratti d’una ovvietà, quella che sto dicendo, addirittura d’una banalità. Ma si tratta d’una banalità che mai è posta in dovuto risalto, mai si pensa a quei versi poundiani, ma anzi si blatera sempre, e sempre dalla televisione o in ogni caso da megafoni potenti e diffusi, di libertà di parola.

ezrapound-2Pound poté peraltro parlare alla radio e sono, i suoi discorsi, tra le pagine più belle del genio statunitense. Ma poi il suo stesso Paese, il campione mondiale di libertà e democrazia, lo ripagò come credeva meritasse: prima il campo di concentramento, vissuto in una gabbia, poi il manicomio criminale di St. Elisabeth, per tredici anni.

Oggi invece accade che chiunque può parlare, ma da casa propria o da un angoletto inascoltato, e non può accedere a nessun mezzo di comunicazione ufficiale o quanto meno non relegato negli ultimi (re)cessi pubblici, se solo abbia qualcosa da dire di non comodo per i padroni delle ferriere, tra cui, appunto, anche i detentori delle notizie.

Già Pasolini, uomo di sinistra e ammiratore di Pound, sparò in faccia a un Enzo Biagi che intanto faceva lo gnorri: in televisione non si può dire la verità. Ecco, Pasolini aveva capito anche che, per quanto tu possa arrivare persino al megafono principale, certe cose non le potrai mai dire. E l’autore degli Scritti corsari e delle Lettere luterane fece la fine che fece non a causa di quanto la vulgata smercia come verità, ma perché qualche verità la disse e, soprattutto, la sapeva e gli fu impedito di dirla.

Pound -radiodiscorsi
Pound -radiodiscorsi

È certo che siamo davvero in troppi, e da molti anni, a scrivere e a parlare e che non ci può, non ci deve esser spazio per tutti. Le pulci non hanno la tosse, anche se a chiacchiere i reggicoda della democrazia sostengono il contrario con le loro facce di palta. Ma è sin troppo evidente che a parlare in fondo son sempre gli stessi, arrivati più o meno tutti con gli stessi metodi paramafiosi, e seguiti da loro cloni o giù di lì. Ed è altrettanto vero che oggi qualsiasi sgallettato con la bocca ancor sporca di latte materno, con cento euro apre una pagina virtuale e ci scrive le minchiate che vuole, tanto per dar libero sfogo al proprio ego. Quello stesso ego, per inciso, che la televisione e in generale i mezzi di comunicazione à la page, ormai degenerati da anni, da altrettanti anni incentivano.

Tuttavia resta che teste pensanti e oneste a certi livelli non arrivano, nemmeno da lontano. Se lo facessero, state pur certi che avrebbero perso per strada la loro autenticità e la loro scomodità. Può anche accadere (il sistema ha qualche piccola falla) ci arrivino piuttosto immacolati, ma saranno ricacciati giù all’istante, nei bassifondi, allo speaking corner.

media-ressaI casi di libertà di parola alla radio, per restare alla metafora poundiana, sono rarissimi. E sono, in un modo o nell’altro, funzionali al sistema: o perché fingono di combatterlo o comunque di fargli la fronda, oppure perché lo stesso sistema – e quello democratico è l’unico a ragionar così – glielo consente al fine di dare ai candidi un’apparenza di pluralismo. Si tratta pertanto di un inganno, né bello, né buono.

E si badi: gli stessi che hanno apparecchiato questa modalità e che la nutrono, sono i medesimi i quali si strappano i capelli e starnazzano, bava alla bocca, se un capo di Stato fa cecchinare una giornalista ritenuta scomoda. Come fu il caso della Politkovskaja. Tutti accusarono Putin – peraltro senza nessuna prova, in perfetto stile demo-sovietico – di essere il mandante. Poi tacquero quando un regolare processo dimostrò che le accuse di tre quarti, se non di più, della stampa mondiale erano infondate calunnie. Con tutti i riflettori del mondo puntati addosso e con, appunto, i mezzi di comunicazione dell’orbe terracqueo contro, Putin era l’ultima persona a poter ordinare quell’assassinio, che pare piuttosto una polpetta avvelenata di qualche nemico del presidente russo per metterlo nei guai e guastarne l’immagine, come se poi si trattasse d’un novellino e non di un ex colonnello del Kgb.

Ma al di là di questo, quel tipo di indignazione dei giornalisti e degli intellettuali per quell’episodio, esemplare di molti altri nella storia, sparisce allorché sono coinvolti colleghi e intellettuali di casa loro, ai quali è impedito di parlare e a cui si commina di fatto, nel complice silenzio di tutti, una morte che per certi versi è identica a quella fisica: la morte civile. Qual è infatti la differenza tra quel trattamento e quello riservato a Pound? Perché giornalisti accreditati e stimati (penso per esempio a Maurizio Blondet) da un giorno all’altro sono costretti al ritiro a vita privata?

Se un Mussolini o uno Stalin liquidano qualche cervello scomodo, è scandalo, indignazione, vendetta. Se ad agire nello stesso modo (in sostanza, con la differenza che gli attuali padroni del vapore vestono in giacca e cravatta e hanno il patentino, consegnatosi da se stessi, di democratici) è un presidente americano o un editore italiano o un banchiere con partecipazioni in qualche televisione o giornale, nessuno si lamenta, se non solo quelli privati della possibilità di parlare. L’unica eccezione è costituita da certi casi, per esempio quello emblematico di Biagi, Luttazzi e Santoro. Tutti fecero la voce grossa, accusando Berlusconi di fascismo mediatico e altre simili imbecillità: erano però gli stessi che ancora adesso non fiatano in tutti gli altri casi.

Sono realista: ogni regime, ossia ogni sistema ha il diritto e il dovere di tutelarsi come ritiene giusto. Ma c’è una differenza sostanziale: nessun regime autoritario si è mai riempito la bocca di libertà, diritti, pluralismo e agirà come più gli aggrada per tutelare gli interessi dello Stato. Invece la democrazia assume le sembianze della verginella pura e innocente (davanti, perché dietro ci è passato di tutto), e impartisce lezioni di moralità, persino retroattive, a dritta e a manca.

Inoltre – ed è un punto essenziale – un regime tutela, giusta o sbagliata che sia, un’idea che unifica un intero popolo e che lo fa marciare unito. Mentre in democrazia la lotta e l’esclusione è tribale, si svolge tra cupole e camarille, siano esse partiti, circoli economici, banche, industrie, editori, poteri extranazionali, più una serie di ibridazioni.

Se volessi farmi violenza, direi che nemmeno qui ci sarebbe niente di male. Ma varrebbe ugualmente quanto detto sopra: almeno la smettano di far la morale, distribuire attestati di legittimità e liceità, frignare. Insomma: siano onesti e dignitosi come lo sono i sempiterni “cattivi” di turno.

Fonte: Il Discrimine

 

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  1. Citodacal 12 mesi fa

    Se i cervelli sono stati ben bene sterilizzati, e proprio attraverso i mezzi di comunicazione (1), l’apparire in televisione o in radio non serve egualmente a nulla, perché non crea educazione, al più una propaganda ritenuta tale. Il problema sta nel cercare di far funzionare quell’oggetto che sta tra una spalla e l’altra ed attaccarlo al cuore, che non è l’organo del sentimento, come erroneamente si ritiene da non so quanto tempo (vedere ad esempio il senso difficilmente traducibile in italiano del termine giapponese “kokoro”): e per provare a far funzionare entrambi adeguatamente, occorre prima trovarli (altrimenti è facile che funzionino, in un modo o nell’altro, per una parte o per l’altra, a sostegno e beneficio dell’una o dell’altra tesi, come mere fotocopiatrici).

    (1) se storicamente filosofi, mistici, poeti, artisti degni del nome si sono “sgozzati” nel constatare l’estrema difficoltà del comunicare umano, viepiù se profondo ed effettivo, ora esistono “scuole di comunicazione” che possono essere considerate in riferimento alla semplice comunicazione di massa, cioè attraverso stereotipi. E quanto uno stereotipo abbia di rilevantemente umano e veritiero da comunicare…

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  2. Giorgio 12 mesi fa

    L’articolo è un inno alla parola. Ma il verbo non vola? Non ho mai gustato delle frittelle impastate con le chiacchiere, e temo che sia per questo che ci troviamo nelle condizioni sociali in cui siamo, TROPPE CHIACCHIERE!!

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  3. Antonio 12 mesi fa

    Certo bisogna farne di strada
    da una ginnastica d’obbedienza
    fino ad un gesto molto più umano
    che ti dia il senso della violenza
    però bisogna farne altrettanta
    per diventare così coglioni
    da non riuscire più a capire
    che non ci sono poteri buoni
    da non riuscire più a capire
    che non ci sono poteri buoni.

    E adesso imparo un sacco di cose
    in mezzo agli altri vestiti uguali
    tranne qual è il crimine giusto
    per non passare da criminali.

    C’hanno insegnato la meraviglia
    verso la gente che ruba il pane
    ora sappiamo che è un delitto
    il non rubare quando si ha fame
    ora sappiamo che è un delitto
    il non rubare quando si ha fame.

    Di respirare la stessa aria
    dei secondini non ci va
    e abbiamo deciso di imprigionarli
    durante l’ora di libertà
    venite adesso alla prigione
    state a sentire sulla porta
    la nostra ultima canzone
    che vi ripete un’altra volta
    per quanto voi vi crediate assolti
    siete per sempre coinvolti.

    Per quanto voi vi crediate assolti
    siete per sempre coinvolti.

    (Nella mia ora di libertà – F. De André, Storia di un impiegato 1973)

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    1. Giorgio 12 mesi fa

      E’ morto troppo presto Fabre per assistere all’assurdo della magistratura, chissà cosa avrebbe cantato nei tempi attuali.

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      1. Antonio 12 mesi fa

        Già…comunque ho riportato solo alcune strofe del testo della canzone (meravigliosa), quelle che mi son venute in mente mentre leggevo l’articolo.

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  4. Tania 12 mesi fa

    Charles Bukowski

    La differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare.

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    1. Giorgio 12 mesi fa

      Tania perché non scrive le sue riflessioni?

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      1. Tania 12 mesi fa

        Condivido quanto detto da Luca Bistolfi.
        Se devo dire delle mie riflessioni, troppo da dire, comincio dicendo che l’essere umano per come è ora non può esprimere comunismo e democrazia ma solo fascismo, continuo e dico che per come siamo il problema non è difendere e volere tutto per noi, ma cosa gli altri ci permettono di fare, continuo e dico che il nostro DNA comprende comunque TUTTO, sta a noi decidere cosa e come usare questo infinito magazzino a nostra disposizione, per ora lo usiamo per stare male, dal più povero al più ricco, in ultima analisi una follia aleggia per dimenticare il vuoto che abbiamo messo in piedi, siamo tutti più o meno colpevoli di questo sfacelo, uno come Soros è colpevole da pena capitale, ma anche il più innocente ha la sua parte di colpevolezza, che tutti possiamo vedere ma non vogliamo vedere, io credo nemmeno ci rendiamo conto delle cose, è come quando vai in una città e guardi perfino i particolari e la tua città non la vedi, ci sei dentro ma non la vedi, la vedi solo se una catastrofe la demolisce, dopo la vedi, siamo fatti così, noi vediamo tutto ma non vediamo niente, io credo che da DNA siamo divisi in gruppi, ci sono gruppi più portati a “vedere”, ho sempre pensato che chi votava a sinistra era l’emblema del gruppo, cioè fascisti ma con una visione delle cose… Dico fascisti assolutamente senza nessun disprezzo o simpatia, solo realismo, noi siamo 7 miliardi e passa che vorrebbero 7 miliardi e passa di governi, ognuno il suo, in questo senso siamo fascisti, che non è neppure un male fosse vero che le cose stanno così, peccato poi che le due grosse fazioni, ricchi e poveri, una realizza il suo fascismo facendo muro, cartello, l’altra si perde, che è un corpone senza testa…
        Continuo e dico che dovremmo pretendere di più da noi stessi in fatto di dignità, e dovremmo capire che il mondo in cui siamo cresciuti non è che è la Bibbia, mi ha sempre stupito come tutti noi siamo schizofrenici nel senso che abbiamo due metri per fronteggiare e giudicare la stessa cosa, faccio un esempio, i democristiani, quelli di destra in genere, votavano in massa Berlusconi, questo popolo è intriso di perbenismo, intendo proprio il popolino di destra (la massa lobotomizzata, non i loro Dei sopra…), questo popolino moralista e bigotto nella vita quotidiana, chiesarolo, etc, schizofrenicamente di fronte al loro leader ciò che era abominio diventava cosa buona e giusta, fino ad arrivare a dire ” se Berlusconi invitasse a casa sua mia figlia diciassettenne io ne sarei onorato!”
        Ho perso il filo, mando questo commento, lo rileggo, e vedo di ricordare dove volevo arrivare, chiedo scusa….

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        1. Tania 12 mesi fa

          70 anni di Repubblica italiana, 64 governi, un numero di governi spropositato per tanti.
          BUFFONATE.
          70 anni della stessa minestra! 64 governi/ombra di un solo eterno governo! Questo ultimo governo di un Gentiloni quaqquaraqquà perfino un “Cacciari” ci viene a dire che è giusto, è quello che in questo momento ci serve, poi un Porro ci viene a dire che a lui il Jobs Act piace tanto, ma così tanto, ma così tanto, che accidenti, lo pagherei con i voucher e contratti a GIORNATA, che a questo siamo, lo farei felicissimo, questi sarebbero i “formatori” delle masse DEMOCRATICHE?
          Uno ex berlusconiano, l’altro del PD, tutti due paladini della libertà e della democrazia a parole, sti due BECCAMORTI!

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          1. Tania 12 mesi fa

            Se andate sotto un camion dite caspita che botta sulla mia pelle, se uno vi dice sono finito sotto un camion e voi mai, voi dite poverino, e magari percepite pure la drammaticità di ciò che il poveretto ha provato, ma dipenderà solo dal vostro grado di sensibilità, e comunque cosa sia effettivamente finire sotto un camion non lo sapete e vi auguro di non saperlo mai, allo stesso modo a me è successa una cosa quando avevo 17 anni sulla mia pelle, non per sentito dire, l’ho proprio vissuta di persona, un viaggio astrale che mi ha messo davanti ad un fatto compiuto, io sono l’Universo, io sono Dio. Niente materia, niente stelle, niente pianeti, niente galassie, niente casa, niente di niente, niente algoritmi, niente matematica, niente filosofia, niente corpo, NIENTE, solo il NULLA che è TUTTO, l’INFINITO, DIO, IO. Come un prato, e voi siete quel prato, non siete nel prato, siete IL prato, chiaro? E come faccio adesso a leggere che c’è la Bibbia, Dio, o anche gli Dei prima di Dio, poi Gesù che si chiama Yosua, poi i Nefilim, poi gli alieni tra noi, poi quelli con il sangue blu, poi i “popoli eletti”, poi gli alberi giganti, poi Satana, poi Satana che è Gesù, ah no, è il Dio della Bibbia che è il cattivo, il sanguinario, Gesù è il buono, poi poi poi poi poi, chi più ne ha più ne metta, con quello che so? Come si lega il marasma di informazioni in rete con ciò che so?
            Io so che c’è un grande segreto in noi umani, non ne abbiamo percezione, non “vediamo” niente, come il solito…
            Io credo fermamente che noi siamo ben di più di quello che pensiamo di essere, e anche ci avesse fatto qualcuno, o c’è qualcuno nell’Universo più intelligente di noi, più forte di noi, chi se ne fotte, visto che noi siamo comunque espressione divina assoluta!
            Sopra tutti noi, dico tutti, compreso chi ci avrebbe fatto, c’è qualcosa che non capiremo MAI, al di fuori della portata della materia, che ci ha resi ciò che siamo, non so perché è successo, non so il senso di tutto questo, io so cosa siamo spiritualmente e sono convintissima che questa materia che siamo, questa vita che abbiamo, sia sacra, e dovremmo viverla in ben altro modo che questo ORRORE quotidiano, alcuni di noi sono delle belve, immerse in vasche di odio, di paure… e rendono la vita invivibile anche a chi sarebbe in grado di vivere bene con gli altri, io credo che queste belve andrebbero fermate, e CURATE, che sono mooolto malate…
            Io penso che :
            A- Fino a che esisterà un solo uomo che chiederà l’elemosina di un altro uomo, non ci siamo…
            B- Fino a che si scateneranno guerre tremende specie con la scusa di “fare del bene”, cacciare i “dittatori”, portare una “democrazia” che nemmeno esiste per prendersi la parte altrui SENZA PAGARE, estorcendola, rubandola, non ci siamo…

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        2. Giorgio 12 mesi fa

          Tania in Italia siamo circa 60 mil. d’individui ed un unico codice della strada, non 60 mil. di governi come sostiene lei, quindi devo osservare le relative regole se mi immetto in circolazione e non devo sottostare alla coazione di una maggioranza.
          Quindi volendo si potrebbe fare un governo come la fattispecie di un codice della strada, starebbe all’utente accettarlo o meno.
          La ringrazio per le sue esternazioni che non condivido nel senso, infatti, per quanto riguarda l’impegno sociale, ritengo di aver inverato ogni possibile azione che spetti ad un individuo per rientrare nel campo dell’etica.
          Su una cosa sono d’accordo: considero il maniaco sessuale brianzolo il Satana italiano, responsabile dello sfarinamento della morale sociale/economica/valoriale e non capisco come mai la “Livella” di Totò non sia ancora venuta a raccoglierlo, perché fintantoché questo troll infesta ed ammorba il nostro bio-sistema non riusciremo ad uscire da questo impantanamento che ci ha fatto piombare, anche grazie a quelli utili idioti che lo apprezzano e lo circondano.

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          1. Tania 12 mesi fa

            Siamo attori di una lotta spietata per la sopravvivenza o siamo animali da lavoro senza dignità?
            Saremmo attori di una lotta spietata per la sopravvivenza vivessimo in un regime capitalistico, siccome non è questo che siamo visto che il pianeta è di proprietà dei padroni delle MULTINAZIONALI e dei COLOSSI BANCARI, metteteli in ordine di preferenza di vostro gradimento tanto il risultato non cambia, ecco che siamo solo animali da lavoro!
            Un unico governo mondiale ha smantellato gli STATI SOVRANI, entità fastidiose…
            Tutti i governi di tutti i paesi occidentali sono a busta paga della cricca sionista/nobiliare del GOVERNO UNICO MONDIALE. Solo un imbecille nega questo, o un loro dipendente che non vuole apparire quale loro dipendente, ovvio.
            Io dico che se il potere non si palesa ma finge di essere altro lo fa per un motivo ben preciso, no? Che altrimenti cosa gli costa dire zitti, questa è una dittatura, il primo che si ribella è morto, kaputt, finito.
            Accidenti, ma allora il nostro meraviglioso governo mondiale è sulla stessa lunghezza d’onda dei vari dittatori Hitler, Stalin, Mussolini, Franco, Pinochet, per dirne alcuni, e pure Saddam e Gheddafi? Tutta stessa roba di dittatura? Apperò…
            Tutti miserelli in confronto al nostro governo mondiale che il nostro è il più forte di tutti, il nostro è il boss delle dittature, che orgoglio…

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          2. giannetto 12 mesi fa

            Bravò! Mon applaudissement!

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  5. Giorgio 12 mesi fa

    Tania deve studiare un po’ di storia della sedicente massoneria, quella che parte dal 1717 a guida della corona inglese, la teoria di nomi che lei ha pubblicato è stata scelta proprio da quella.
    Ho dovuto risponderle inserendo un nuovo commento perché non c’erano più bottoni da cliccare sotto al suo.

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