La difesa dei nostri valori

di Andrea Zhok


Negli ultimi due giorni abbiamo assistito ad una parata ideologica come non se ne vedevano dalla caduta del muro di Berlino.
Il G7 prima e la riunione della Nato poi hanno colto l’occasione per sparare a palle incatenate contro il “nemico”, nelle vesti di Russia e Cina.

Il messaggio veicolato dai leader occidentali – capitanati dal “mite” Biden (figuriamoci se era un guerrafondaio) è che ci siamo “noi”, l’Occidente, e poi ci sono “loro”, gli “altri”, dalla cui aggressività ci dobbiamo difendere e che minacciano “i nostri valori”.
A più riprese, vari leader, dal segretario della Nato Stoltenberg al presidente Draghi hanno ripreso questo punto: “dobbiamo difendere i nostri valori”.
Simultaneamente sui media partiva la batteria standard della propaganda atlantista, con servizi a salve sui diritti degli Uiguri, missili terra-aria sulle violazioni degli hacker russi, siluri sulle origini del virus nel laboratorio di Wuhan, oltre alla sortita settimanale del soldato Gabannelli lanciato spericolatamente dietro le linee nemiche (ieri a spiegarci come i giocattoli cinesi avvelenino i nostri bambini).
Il modello argomentativo è quello sperimentato della “guerra fredda”, dove i popoli occidentali erano chiamati a difendere la propria identità valoriale di fronte agli attacchi del perfido nemico trinariciuto.
Viene da scherzarci sopra, però davanti ad un appello identitario a base valoriale per la difesa dal nemico è opportuno drizzare le orecchie.
Questo è il tipo di discorso che tipicamente serve a preparare la manovalanza plebea ai “sacrifici della guerra per difendere ciò che è più sacro”.
Quando le èlite economiche occidentali percepiscono qualche minaccia al proprio stile di vita scatta il riflesso condizionato: dalla Prima Guerra Mondiale alla guerra del Vietnam, chiamano alle armi la plebe a “difendere i nostri valori”. Al contempo procedono a dipingere il nemico in termini caricaturali e disumanizzanti, in modo da farne risaltare la profonda incolmabile diversità antropologica.
Un grande classico, e funziona sempre.

Solo che questa volta l’appello ai “nostri valori” deve rimanere necessariamente assai nel vago.
E’ importante che si eviti di entrare nei dettagli, perché mettersi a soppesare troppo da vicino quali sarebbero i “nostri valori” da difendere potrebbe risultare imbarazzante.
Già se ci limitiamo alla mera Realpolitik, dunque ad una concezione minimalista dei “valori”, appare chiaro come Russia e Cina stiano facendo esattamente ciò che hanno fatto in modo incontrastato gli USA dal 1945 in poi: stanno usando la propria potenza militare (Russia) e la propria potenza commerciale (Cina) per ampliare la propria sfera d’influenza.
Finché erano gli USA ad andare in giro nel mondo a guerreggiare in casa altrui per ottenere rovesciamenti di regime, quello era un impegno idealista per la difesa della libertà.
Quando lo fa la Russia verso i paesi del suo vecchio impero, questo è feroce imperialismo militare.
Finché erano gli USA ad estendere il proprio potere a colpi di accordi commerciali e flussi di capitale strategici, quella era l’apoteosi del libero commercio.
Quando lo fa la Cina, questo è perfido imperialismo economico.
Ma il richiamo ai “nostri valori” è ancora più insidioso, perché mai come oggi questo appello suona stanco e disperato.
E’ chiaro a chiunque non sia politicamente ipovedente che siamo di fronte innanzitutto ad un richiamo all’ordine degli USA, che sanno di star perdendo la propria unilaterale supremazia mondiale. SI invoca perciò un compattamento delle fila degli “alleati”, in modo da difendere le proprie roccaforti economiche, che non sono più difendibili confidando semplicemente nella superiorità economica e militare.

Profitti in nero, i veri “valori” dell’Occidente


In parte questi “alleati” sono tali obtorto collo, perché sanno di essere il vaso di coccio sacrificabile dell’impero americano, cui gli USA non possono più garantire un futuro affluente.
E tuttavia sanno anche di essere tenuti a catena corta, essendo di fatto sotto controllo militare diretto delle forze americane dispiegate sul proprio territorio.
L’appello ai “valori comuni” suona particolarmente patetico nel contesto di un Occidente il cui sistema di sfruttamento plutocratico ha fatto strame sia di tutto ciò che è “comune” che di tutto ciò che è “valore”.
Si tratta di un appello che può riuscire convincente solo nella misura in cui riesce a tenere bloccato lo sguardo sul nemico, dipingendolo come disumano e antidemocratico.
Ma deve confidare sul fatto che la gente non sposti lo sguardo dal “nemico”, perché spostarlo su di sé, andando alla ricerca dei “nostri valori”, può risultare fatale.
Di quali “valori occidentali” dovremmo parlare infatti?
Democrazia? Eguaglianza? Libertà di pensiero?
Rivendicare i valori della democrazia in paesi dove metà della popolazione non va più a votare, dove l’indifferente omogeneità della scelta politica non permette di immaginare nessuna alternativa, e dove l’influenza diretta del capitale privato sulla politica è sfacciata, suona imbarazzante.
Rivendicare i valori dell’eguaglianza in paesi in cui dinastie ereditarie di superricchi vanno in televisione a spiegare alla plebe che deve affrontare con coraggio le sfide del mercato sembra più una gag comica, che una convincente rivendicazione di valori comuni.
Rivendicare i valori della libertà di pensiero in paesi dove i media sono occupati militarmente dai detentori di capitale, facendovi da portavoce, e dove per poter parlare senza censure la gente si sposta su social media russi (sic!),ecco anche questa sembra più una presa per il culo che un argomento serio.
La semplice verità è che i “nostri valori”, quelli che saremmo chiamati tutti coraggiosamente a difendere, sono in effetti i valori depositati in banca dai maggiori stakeholders dei paesi occidentali, un’élite transnazionale, domiciliata in paradisi fiscali, disposta a fare a pezzi e vendere al miglior offerente qualsiasi cosa: storia, cultura, affetti, dignità, territori, persone, salute.
E noi, plebei spossessati e piccola borghesia affannata, siamo preallertati per una futura chiamata alle armi in loro difesa.

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Questo significa forse che “dovremmo diventare come Russia e Cina”?
Questa è retorica spiccia, buona per un patriottismo da bar sport. Ovviamente non c’è una possibilità al mondo che questo succeda. Ogni paese e ogni popolo ha la sua traiettoria: l’Italia non sarà mai la Cina, la Germania non sarà mai la Russia, ecc. Agitare questo pericolo posticcio serve a dissimulare il semplice fatto che ad averci reso le colonie e i protettorati che siamo non sono né i russi né i cinesi.
Questo significa allora che “non abbiamo più valori da difendere”?
Nonostante tutto, neanche questo è vero.
Solo che la principale minaccia a quel che ancora abbiamo caro, alla cultura e alla salute, alle città e alle campagne, alle famiglie e alle comunità, all’amicizia e alla solidarietà, ecc. non marcia con gli stivali dell’Armata Rossa, e non sembra lo spietato imperatore Ming di Flash Gordon. No, quella minaccia ce l’abbiamo in casa e ci chiede di difendere impavidi il suo – non negoziabile – stile di vita.

Fonte: Andrea Zhoc

15 Commenti
  • Gino Labriola
    Inserito alle 22:35h, 15 Giugno Rispondi

    Quel che residuava dei nostri valori è stato sterilizzato dalla vaccinazione di massa (anzi di gregge per essere più aderenti alla realtà). Sono riusciti a inebetirci e a cancellare ogni traccia di aspirazione alla trascendenza che era carattere precipuo della civiltà occidentale. Restano i loro luridi soldi finti che li illudono di essere sconfinatamente potenti, effimere illusioni di una inarrestabile decadenza!

  • ARMIN
    Inserito alle 23:28h, 15 Giugno Rispondi

    Queste élite JELLATE hanno una negatività elevatissima, che batte ogni record precedente; è un fatto inverosimile!
    Qualsiasi vera élite precedente ha avuto delle capacità positive, ha creato, in generale, ha prodotto qualche grandezza, qui ci sono solo bassezze.
    E’ ovvio che con le bassezze e le iniquità a codeste élite disumane va tutto in MALORA.
    La JELLA si accumula, aumenta, contagia, fotte.
    Auguri.

  • Giorgio
    Inserito alle 08:48h, 16 Giugno Rispondi

    Sintesi …… con le chiacchiere sulla difesa dei valori si nasconde la difesa degli interessi dei soliti noti ……
    i valori sono altri e sono l’esatto opposto dei valori dominanti ……. non c’è bisogno di farne l’elenco ……

  • Arditi, a difesa del confine
    Inserito alle 08:51h, 16 Giugno Rispondi

    Roma, muore di infarto il candidato sindaco del sedicente partito comunista, il cordoglio di marco rizzo

    verrebbe da commemorare la persona scomparsa, poi ci si ricorda che loro sono atei, che non credono in Dio, loro sono quelli che distruggevano le chiese in unione sovietica, per cui non resta che dire : uno in meno

    Dio, Patria e Famiglia

    • Giorgio
      Inserito alle 19:12h, 16 Giugno Rispondi

      Meno male che non mangiavano anche i bambini …..
      Ma si sta dimenticando anche che:
      espropriavano i latifondisti
      nazionalizzavano le banche
      mettevano sotto controllo pubblico i settori chiave della economia, energia, trasporti, istruzione
      mettevano al muro la loro corrotta classe politica lacchè dell’occidente
      toglievano le mani delle multinazionali dalle loro risorse naturali
      abolivano la dittatura dei mercati
      e alimentavano con l’esempio di una rivoluzione riuscita le speranze di tanti altri popoli che giacevano sotto il tallone anglo americano …..
      quanto alle chiese non si può negare che i lacchè degli imperialisti usa abbiano raggiunto anche i vertici ecclesiastici …… Woytila insegna …..
      e quindi anche nel clero andava fatta pulizia e andrebbe fatta anche ora con l’attuale clero cattolico di orientamento liberal globalista e multiculturale ……
      quando si fa pulizia non si può risparmiare nessuno ……. d’altra parte una rivoluzione non è mica una cena di gala ……
      Ma perchè si beve il becero anticomunismo stile maccartismo usa anni 50 …… ?

  • Idea3online
    Inserito alle 09:54h, 16 Giugno Rispondi

    Riflettete:

    BIELORUSSIA. La nuova arma di Minsk: i migranti siriani e iracheni puntati verso l’Europa…

    https://www.agcnews.eu/bielorussia-la-nuova-arma-di-minsk-i-migranti-siriani-e-iracheni-puntati-verso-leuropa/

    Riflessione:

    Ecco il Teatro assurdo del mondo, affermano che gli immigrati sono come una nuova arma contro l’Europa nel caso della Bielorussia, ed gli stessi immigrati trasportati in Europa dalle ONG sono una grande risorsa soprattutto per l’Italia.

    Utilizzano il Bene ed il Male, a volte il Bene diventa Male, ed il Male diventa Bene. Siamo a somiglianza di Dio, ci ha donato la riflessione, la perspicacia, l’intendimento, solo gli animali sono stati donati da Dio all’uomo come esseri “inferiori”, ma l’essere umano non è stato donato ad altri uomini, gli uomini grazie alla riflessione possono essere liberi, sia chiaro se si desidera essere idioti in buona fede o in male fede, ANCHE QUESTO È LIBERO ARBITRIO.

    • atlas
      Inserito alle 14:27h, 16 Giugno Rispondi

      riguardo alla mala fede questa è solo per l’ardito, che dovrebbe lasciare in pace Dio, la Patria e la Famiglia, e, da cattivo mercenario americ ano qual’è non impossessarsi di valori Sacri di chi Sacro fu, il migliore italiano di tutti i tempi. Per il resto è tanto che lo vado dicendo e scrivendo: tutti quegli stranieri saranno altri mercenari, pilotati, trasportati e reclutati contro la Russia, che, sia destra, sinistra e centro, democratici atlantisti di merda, dal parlamento di Roma ci catapultano sulle nostre teste. Questo perchè storicamente il ‘popolo itali ano’ non esiste, ma siamo razzialisticamente una massa di gran bastardi di merda tutti. W le Due Sicilie

      • Arditi, a difesa del confine
        Inserito alle 15:24h, 16 Giugno Rispondi

        invece di insultarmi quotidianamente perchè non ci parla dei moti del 1848 ?
        perchè se il regno duo siciliano era così grandioso i siciliani, i primi traditori, volevano l’indipendenza da esso ?
        oppure ci parli di Messina e Palermo prese a cannonate dall’esercito borbonico, in pieno stile gringos / gangster che lei tanto ripudia

        io non l’ho mai insultata e si è risentito quando ho tirato fuori la storia dei siciliani primi traditori
        non si deve risentire perchè la storia lo ha dimostrato, 1860, 1943, chi tradisce una volta lo farà per sempre

        muro o non muro, tre passi avanti

        • atlas
          Inserito alle 15:47h, 16 Giugno Rispondi

          quelli come te in Sicilia li chiamano ‘carabinieri’, gente in gamba, guai a disprezzarli. Un giorno gli si dovrà fare un monumento, perchè ci obbligano a essere più bravi di loro

          • Fratello Marcus
            Inserito alle 20:37h, 16 Giugno

            Ti voglio bene Atlas

  • Hannibal7
    Inserito alle 11:03h, 16 Giugno Rispondi

    Farneticano di valori…
    Ma quali valori???
    Per caso hanno chiesto qualcosa alla popolazione???
    Noi comuni umani contiamo meno delle pedine o del due di bastoni a briscola
    E,come sempre,tutte le direttive arrivano da Washington….fanculo!!!
    Saluti né

  • Marte / Ares
    Inserito alle 11:21h, 16 Giugno Rispondi

    “I nostri valori” quali sono questi valori di cui parlano?

    • atlas
      Inserito alle 14:18h, 16 Giugno Rispondi

      “matrimoni” omofili e circoli per scambi di coppie ? O droga e alcool a volontà …

      • Giorgio
        Inserito alle 19:17h, 16 Giugno Rispondi

        Ah Ah Ah ………. caro Atlas rido perchè condivido in pieno …….
        …… i valori occidentali faro del mondo ……. ma per favore ……

        • atlas
          Inserito alle 11:30h, 17 Giugno Rispondi

          forse il corpo impestato di tatuaggi ? I ferri conficcati nelle ciglia, sull’ombelico, nel naso ? Orecchini per ‘maschi’ ? Capelli lunghi come una femmina ? Tenersi per mano e baciarsi in mezzo alla gente ? Un uomo che spinge il passeggino ? Minigonne … andare in spiaggia col culo in bella (a volte bruttissima) vista come tante scimmie ? Boh (ma che vomito)

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