La crisi è strutturale


di Mario Bozzi Sentier

Una recente ricerca, elaborata da Enzo Risso per “Domani”, ha evidenziato come il 48 per cento degli italiani considerino superato il parlamentarismo, arrivando ad auspicare un “leader forte disposto a infrangere le regole”. Il fulcro della delegittimazione trae origine da una profonda avversione verso le élite, con il 76 per cento dell’opinione pubblica che sente gli esperti lontani e incapaci di comprendere i bisogni e le esigenze della gente comune, fino ad arrivare all’84 per cento del campione che ritiene lo scontro tra popolo e élite destinato ad aumentare nei prossimi anni.

Queste “tendenze” non sono una novità, anche se appaiono essere andate ben oltre i fisiologici livelli di guardia registrati nel passato. Al punto che si può parlare di un disagio “strutturale” nel rapporto tra cittadini-elettori ed istituzioni parlamentari (tra la volontà popolare e chi dovrebbe rappresentarla), un disagio non condizionato direttamente dalle contingenze politiche e dall’ennesima crisi di governo.

Sono numerosi gli studi che, nell’ultimo decennio, si sono interrogati sulla crisi del sistema democratico, fino a parlare di democrazia illiberale e di “demos assente”, cioè di una democrazia senza popolo, di un potere del popolo che non ha potere, di un popolo sovrano senza sovranità. Tra i saggi sull’argomento: La democrazia contro se stessa, L’odio per la democrazia, Democrazie senza democrazia, La democrazia senza partiti, La democrazia è una causa persa ?, Vita e morte della democrazia, Contro le elezioni-Perché votare non è più democratico, “In democrazia il popolo è sempre sovrano”-Falso !), i cui autori, al di là delle diverse scuole d’appartenenza, sono uniti nel constatare la perdita di fiducia verso le istituzioni democratiche da parte del popolo sovrano.

Le cause di questo “distacco” tra istituzioni parlamentari e cittadini, così come emergono da questa ampia saggistica sono: il divario tra ciò che pensa il cittadino e ciò che fa l’uomo politico, suo rappresentante; l’odio delle oligarchie economiche e statali; la mancanza di controllo sulle decisioni dei centri di potere “irresponsabili”, che presiedono alla produzione e all’allocazione delle risorse materiali, influiscono in maniera determinante sulla politica degli Stati, plasmano l’opinione pubblica, condizionano pesantemente i processi elettorali; la perdita di ruolo dei partiti, intorno a cui si sono costruite le democrazie parlamentaristiche occidentali; la difficoltà a governare il pluralismo delle società complesse; la sudditanza ai dettami della globalizzazione; il venire meno della capacità di coinvolgimento critico del cittadino, segnato dall’individualismo e dal consumismo.

A questo si aggiunga la gracilità del nostro sistema parlamentare, in balia degli orientamenti e degli umori interni ai partiti, il fatto che deputati e senatori esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato (con il dilagare del “trasformismo” ed il passaggio da un gruppo parlamentare all’altro), la mancanza di continuità dei governi (tema peraltro evidenziato, in sede di Costituente da Costantino Mortati, che voleva la durata biennale degli esecutivi, e da Egidio Tosato che propose, senza successo, l’introduzione della “sfiducia costruttiva”).

Ultimi, ma non ultimi, gli errori delle élite globaliste, nazionali ed europee, con il fallimento delle promesse di sviluppo e di democrazia, che, da qualche decennio, ne avevano accompagnato le scelte, con il risultato – come ha notato Enzo Risso, a conclusione della sua ricerca – “dell’abbandono, da parte dell’universo politico, di uno spirito costituente, di un perimetro di comunanza di destino, entro cui collocare i tratti complessivi e condivisi dell’evolversi sociale ed economico della nazione”.

Di fronte a questo quadro, dalle tinte fosche, che fa presagire, con l’accentuarsi del distacco tra cittadini ed istituzioni, forme anche radicali di protesta, negare l’urgenza di interventi “strutturali” all’impianto costituzionale, proprio nell’ottica di una maggiore coinvolgimento dei cittadini-elettori (un’idea tra le tante quella del “Sindaco d’Italia”, eletto direttamente) significa ripetere errori già compiuti, resi ancora più gravi dal tempo trascorso e dall’emergenza attuale.

La politica dello struzzo non paga. Essa rischia anzi di trasformarsi in una cesura irreparabile, dai risultati drammatici e dirompenti. E’ rispetto a questa crisi che il mondo della politica dovrebbe trasversalmente sentirsi “responsabile” ed intervenire di conseguenza.


Fonte: Mario Bozzi Sentieri

14 Commenti
  • ARMIN
    Inserito alle 00:53h, 19 Gennaio Rispondi

    Le “élite” occidentali sono ignobili. Non ci sarà molto da combattere, sono numericamente
    esigue. La fine è vicina, e sarà violentissima.

  • Arditi, a difesa del confine
    Inserito alle 08:40h, 19 Gennaio Rispondi

    forse dei tre nella foto ad inizio articolo quello che più mi fa schifo non è l’arrivista a destra ma la mummia al centro, vergognoso, il peggiore presidente della repubblica, e dire che fare peggio di napolitano non era facile…

    • Sandro
      Inserito alle 17:09h, 19 Gennaio Rispondi

      Il peggiore? E’ una bella lotta……… però è fotogenico!

  • giorgio
    Inserito alle 09:57h, 19 Gennaio Rispondi

    Beh Arditi ….. tra uno che proviene dalla melma democristiana e l’altro dagli ex difensori dei lavoratori convertiti ai poteri finanziari …. non saprei chi mettere al primo posto ……

  • cocorocchio
    Inserito alle 10:06h, 19 Gennaio Rispondi

    Pregevole riflessione. Su una cosa dissento. Per élite deve intendersi qualcuno che esprime una concezione di potere. Una concezione di dominio di classe comunque capace di esprimere una idea. Mi guardo intorno è vedo una élite di cialtroni che possono reggersi fino a quando esprimono un dominio assoluto. Il loro controllo sull’informazione deve essere assoluto. Basta una crepa e subito sono smascherati e appaiono per quello che sono. Cialtroni vili senza dignità. Una degenerata teppaglia. “Io so io voi non siete un cazzo” era motto della nobiltà decadente. Si sono appropriati del motto, ma non esprimono nulla, nemmeno la decadenza. Quando il sistema crollerà, perché statene certi crollerà, li vedrete piagnucolare alla ricerca di protezione.

    • serafino
      Inserito alle 11:52h, 19 Gennaio Rispondi

      La protezione va concessa a chi sbaglia in buona fede, ma qui non é il nostro caso, hanno fatto piangere e soffrire milioni di persone, tolleranza zero altrimenti te li ritrovi a cercar di fotterti tra qualche anno, e questo non deve accadere, ci vuole ara pulita, inquinamento zero !

  • ugo
    Inserito alle 10:59h, 19 Gennaio Rispondi

    Esatto cocorocchio, questi sono solo figli di gran put emh sacerdotesse di rituali satanici…..da buttare in pasto alla plebe se eventualmente servisse.

  • atlas
    Inserito alle 11:30h, 19 Gennaio Rispondi

    Pozzuoli solfatara, guardate come hanno ridotto le Due Sicilie l’italia e quei venduti all’italia di politicanti democratici italianizzati, traditori della loro terra. Si DEVE fare qualcosa al più presto

    https://www.facebook.com/bossis80/videos/228941488800187

  • sublime
    Inserito alle 13:39h, 19 Gennaio Rispondi

    Conte Renzi Mattarella andate a caga……in camporella

  • MS 2550
    Inserito alle 16:12h, 19 Gennaio Rispondi

    Atlas posso capirti ma i ministri di tanti, troppi governi sono stati e sono tuttora ” terroni” (senza offesa perché ho lavorato al sud e c’erano molti colleghi, per non dire tutti, degnissime persone) che si portano dietro le mentalità del sud. Posso capire che l’ unità d’ italia (minuscolo dovuto) sia stata fatta da una massoneria straniera e cialtrona ma la gente che i tuoi compaesani hanno portato al potere continuano imperterriti a fare i danni che hanno fatto i loro nonni prostrandosi ai massoni nordici di quei tempi.
    Auspico anch’ io un ritorno alle suddivisioni territoriali ante 1860 che ormai avevano trovato un equilibrio poltico tra loro in un contesto federale dell’ italia così da far emergere una sana competitività a favore di tutti, ma questo sarà possibile dopo la terza guerra mondiale.

    • atlas
      Inserito alle 16:52h, 19 Gennaio Rispondi

      no no, nessuna offesa, siamo PIENI INZUPPATI di ‘terroni’, i nostri peggiori nemici, anzi, sei stato fortunato ad aver a lavorato con degnissime persone, sapessi quanti figli di puttana conosco io …

      quelli che sono in parlamento dell’italia sono proprio dei gran terroni, cioè ” gran traditori della loro terra “, per questo si chiamano “terroni”. Non sono certo Duo Siciliani. Cmq per me la guerra non è finita, non è mai finita, nemmeno quando mi hanno rinchiuso nei peggiori posti

      mai italiano, mai collaborazionista, mai infame, mai traditore, solo così si può morire tranquilli

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