La crisi del Coronavirus mette in evidenza la crisi del sistema neoliberista e dei suoi feticci

di Luciano Lago

Come alcuni filosofi avevano vaticinato, si poteva prevedere che il sistema capitalista moderno sarebbe arrivato prima o poi a esplodere per effetto delle sue contraddizioni sistemiche. Quel momento si sta rapidamente avvicinando molto prima di quanto si creda.
L’attuale forma di capitalismo basato sullo sviluppo “senza limiti” si trova oggi in un profondo abisso.

Per molti anni, il capitalismo ha preso possesso di tutto quello che poteva raggiungere. Ha proceduto senza sosta a distruggere le risorse naturali e danneggiare l’ambiente, è riuscito a distogliere le persone dal loro ritmo di vita naturale sottraendo non solo tempo, salute e capacità di riflettere, ma anche speranze e sogni che arricchiscono l’animo degli uomini . Tutto è stato concentrato nello sfruttamento delle risorse per ottenere il profitto che arricchisce le elite del capitalismo finanziario e corporativo.
L’idea che si trova alla base dell’attuale versione del capitalismo finanziario e speculativo è semplice come le due facce di una moneta: le persone dovrebbero essere consapevoli che il loro lavoro nell’attuale sistema è finalizzato a portare il maggior profitto possibile. Gli stessi devono credere che il loro lavoro è quello di cui la società ha bisogno e che permette loro di ottenere il lasciapassare per entrare nella società del consumo. Il sistema opera in modo che le persone siano mentalizzate al consumo eccessivo e innaturale, anche delle cose superflue, perchè questo viene presentato come uno dei significati della loro vita. La pubblicità consumistica è studiata per ottenere questo tipo di mentalizzazione distorta.


Il modo di ragionare delle persone può essere descritto dal famoso detto: “È difficile far capire qualcosa a una persona se viene formata e pagata per non capire”.
Questo è il motivo di fondo che spiega le assurdità di una sistema sociale basato sulle disuguaglianze, con una ristretta elite che si arricchisce a spese della massa dei cittadini che sprofondano nell’indigenza mentre le crisi economiche e i disastri ambientali non impediscono alle elite di arricchirsi ulteriormente.
Anche se l’intero sistema collassa, come sta avvenendo attualmente per effetto di una una pandemia, il ritmo dello sfruttamento delle risorse, della distruzione dell’ambiente rimane inalterato e guidato dalle stesse logiche perverse.
Uno degli effetti più drammatici di questa crisi si sta verificando sul sistema alimentare, basato in buona parte sul consumo di carne.
I problemi sono sorti all’inizio della pandemia, quando era divenuto chiaro che le condizioni di lavoro negli impianti di lavorazione della carne contribuivano alla diffusione della malattia. Alla fine di aprile 2020, molti lavoratori si erano ammalati e decine di fabbriche avevano chiuso. Questo ha portato alla soppressione di milioni di animali che sono stati uccisi non per ricavarne cibo, ma per ridurre le perdite finanziarie. Nel momento in cui la carestia si stava diffondendo, i cittadini hanno potuto verificare che al sistema non importava dei problemi che non fossero quelli del profitto delle grandi imprese.
Secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite, oltre 820 milioni di persone soffrono la fame in un mondo che avrebbe cibo più che sufficiente per i suoi 7miliardi e 800 milioni di abitanti, come ha ricordato nei giorni scorsi il Segretario generale delle Nazioni Unite durante la presentazione del “Rapporto politico sulla sicurezza alimentare” , che analizza il impatto della pandemia COVID-19 nel settore alimentare e nutrizionale.

Il potere delle elites

“I nostri sistemi alimentari stanno fallendo e la pandemia della malattia di coronavirus sta peggiorando le cose”, ha detto António Guterres, avvertendo che se non si intraprendono azioni urgenti, l’imminente emergenza alimentare globale potrebbe avere ripercussioni a lungo termine per centinaia di milioni di persone.
Attualmente, circa 144 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni , o il 20% dei bambini del mondo, sono stentati dalla malnutrizione.
Come se ciò non bastasse, la crisi dovuta alla pandemia di COVID-19 potrebbe spingere l’estrema povertà a 49 milioni di persone in più quest’anno e aumenterà il numero degli affamati con grande velocità.

Guterres ha chiesto un’azione immediata in modo che gli effetti economici delle restrizioni per il controllo della diffusione del coronavirus non limitino l’accesso al cibo per la popolazione più povera.
Questo problema non riguarda però soltanto i paesi più poveri o quelli che si trovano sotto sanzioni criminali ed embargo, come la Siria, lo Yemen, il Libano, il Venezuela ed altri, ma anche paesi che fanno parte delle nazioni industrializzate dove il numero delle persone sotto il livello di povertà ed in indigenza sta aumentando in molti milioni di individui che si troveranno senza cibo e senza casa.
Fra le misure proposte, ci sono quelle dove si raccomanda di rafforzare i sistemi di protezione sociale per l’alimentazione attraverso programmi nazionali che salvaguardino l’accesso a alimenti sicuri e nutrienti, in particolare per i bambini e altri gruppi a rischio. Questo include il supporto per i bambini che non ricevono più i pasti a scuola.


Inoltre gli scienziati indipendenti esortano a fare in prospettiva investimenti per costruire un mondo più inclusivo e sostenibile con sistemi alimentari che soddisfino meglio le esigenze dei produttori e dei lavoratori sul campo e che, inoltre, forniscano un accesso più equo a alimenti sani e nutrienti per l’intera popolazione, al fine di essere in grado di sradicare la fame. In una parola si richiede un cambiamento epocale diretto a realizzare un sistema economico sostenibile che sia rispettoso delle compatibilità con l’ambiente e con le esigenze delle popolazioni.
Possiamo essere sicuri che il sistema capitalista e consumista diretto dalle oligarchie economiche mai si preoccuperà di queste raccomendazioni e piuttosto si adopererà nel preservare i propri profitti a costo di distruggere e sradicare culture e risorse alimentari pur di mantenere alti i prezzi e la speculazione sui prodotti di maggiore diffusione, come il grano, il mais, il riso e altri prodotti di base.
Se qualcuno si meraviglia di questo e non trova una spiegazione razionale alla volontà di autodistuzione dello stesso sistema capitalista e consumista, la risposta è semplice: se i governi neoliberisti volessero cambiare la logica economica che muove la loro gestione, violerebbero il precetto di base del sistema: il profitto.
Questo non sarebbe tollerato e le elite di potere, quelle che sono dietro gli stessi governi, provvederebbero a deporre e mettere in condizione di non nuocere (ai loro interessi) i responsabili politici che avessero il coraggio di intraprendere cambiamenti sul sistema economico.
E’ già successo in molti paesi e i governi che hanno adottato decisioni definite “populiste” o riforme sociali a favore delle masse, sono stati deposti con golpe pilotati da Washington (l’ultimo in Bolivia) o con le ben note “rivoluzioni colorate” sobillate dai grandi speculatori per ottenere governi conformi agli interessi delle grandi corporations.
L’attuale sistema neoliberista è arrivato al capolinea, è entrato in collasso ma non muore in modo silenzioso. Stanno provando a rimetterlo in sesto ma risulta difficile senza che questo possa provocare ulteriori guasti.
Il cambiamento si può fare nelle società che si sono liberate dal neocolonialismo e che si stanno muovendo verso l’uguaglianza e la giustizia, fra mille ostacoli. Tutti dovrebbero imparare da questi esempi, a prescindere dalle ideologie politiche e dallo stato in cui si trovano le società definite sviluppate. Prima o poi il cambiamento arriverà e sarà traumatico.

Paesi alla fame sotto l’incudine delle sanzioni e dell’embargo degli USA e dei loro alleati

Nei decenni passati milioni di persone hanno lottato per sopravvivere in questo sistema economico disumano, impostato su fanatismo di tipo calvinista che definisce la crisi il fallimento personale delle persone coinvolte. Tutti sanno che questa è una grande menzogna poichè alle persone bisogna dare le giuste oportunità. La disuguaglianza pervasiva in cui vivono i cittadini nel sistema neoliberista, quello che promette illusoriamente abbondanza di consumi a tutti, è una scelta di fallimento economico ed una ricetta per il disastro ambientale che viene semplicemente imposta alle persone.
Un grande filosofo ha affermato una volta che “se un uomo pensa che ci possa essere una crescita illimitata in un ambiente limitato, questi può essere soltanto un pazzo o un economista. Non aveva torto e putroppo abbiamo affidato la gestione della società a questo tipo di persone che si qualificano come “esperti”.
È arrivato il tempo di ripensare il sitema e cambiarlo.

La pandemia del coronavirus ha drammaticamente messo a nudo le distorsioni e il dispotismo del sistema economico neoliberista. I cittadini di qualsiasi paese, industrializzato o in via di sviluppo, devono affrontare la scelta di riconquistare la propria indipendenza
L’uomo e la collettività devono trovare una dimensione di economia che sia nei limiti delle risorse di cui dispone il mondo, la crescita illimitata è una follia da cui occorre risvegliarsi. Occorre ripensare ad un nuovo umanesimo, ad una società che pone al centro l’uomo, la famiglia la comunità e non il profitto.

3 Commenti

  • Teoclimeno
    9 Luglio 2020

    È alquanto prematuro parlare di crisi del sistema neoliberista. Basta dire che sono riusciti a trasformare una normale influenza in una pandemia, far mettere la mascherina a centinaia di milioni di persone e segregarle in casa. Le oligarchie che detengono il vero potere, sono in grado di condizionare l’economia di interi stati, ordinare guerre, invadere con orde barbariche negroidi interi paesi e sanzionarli se si oppongono al loro dominio. Modificano a piacimento il clima, l’ambiente e le nostre vite con la geo ingegneria, (scie chimiche). Sono ovviamente consapevoli che le risorse sono limitate e di conseguenza giocano d’anticipo devastando le economie e manipolando le folle con l’ingegneria sociale, sfoltendola con programmi maltusiani, per ridurre le tante bocche inutili. More solito in Autunno ritornerà l’influenza, che verrà identificata come una nuova pandemia, che permetterà loro di finire il lavoro della distruzione di interi paesi. Verrà imposto a tutti il vaccino e diventeremo tutti cagionevoli di salute, riducendo drasticamente la popolazione superflua. Tutte queste cose saranno fatte mantenendo costantemente la popolazione in un perenne stato perenne di paura, instillato quotidianamente dalla televisione e da tutti i mezzi di comunicazione. Cantare vittoria anzitempo potrebbe essere controproducente, perché tranquillizza le masse inducendole a sottovalutare il pericolo che incombe.

  • Idea3online
    9 Luglio 2020

    Se non siamo ancora ai Tempi della Fine indicati da Gesù, verificheremo una lotta tra muratori, maestri e manovali di ogni ordine e grado. Da una parte quelli che amano le tenebre, dall’altra i muratori rimasti ancora a somiglianza di Dio o meglio che desiderano il Bene. Al contrario se siamo nel Tempo della Fine, prossimamente si sentirà parlare sempre più spesso di Terzo Tempo. Come indicato in altro commento, esiste la Matrix Luciferina, e la Matrix Divina. Quella luciferina è contenuta dentro quella Divina. La stessa cosa è dire esiste una Geopolitica Terrestre ed una Geopolitica Celeste. La geopolitica terrestre è contenuta nella geopolitica celeste. Ecco perchè i lupi devono indossare l’abito dell’agnello. Il Bene è più sublime, più universale, più energico, esiste, non è trattenuto, non ha termine, è senza limite. E’ immneso. Al contrario il Male per esistere necessita del Bene, ecco perchè Satana è più debole del Dio di Abramo, ed ecco perchè i demoni crollavano e crollano in presenza del Cristo o Messia.

  • Eugenio Orso
    9 Luglio 2020

    Manifestazioni di fede religiosa a parte, non credendo a una geopolitica celeste, personalmente vedo il covid come un’arma biologica elitista per un più stringente controllo delle popolazioni, per assoggettarle ancor di più coni controlli “sanitari”, i divieti, il ricattgo del debito (vedi Italia), l’imposzione di regole economico-finanziarie contrarie agli interessi vitali dei popoli, senza correre rischi di riots, rivolte, risvegli improvvisi di coscienza.
    Ciò significa che non vedremo, a breve, la fine del sistema neoliberista, ma un suo probabile rafforzamento ,,,

    Cari saluti

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