La creazione


di Lorenzo Merlo

Diversamente dal conosciuto – direbbe Krishnamurti – tutto il sapere che vantiamo non è che idoneo a tenerci lontani dalla conoscenza.

Presunzione antropocentrica
Per Kurt Gödel, logico-matematico del 1900, anche partendo da assiomi matematici certi non necessariamente le evoluzioni che ne seguiranno saranno certamente vere o certamente false. Nel rispetto delle medesime inafferrabili ragioni del principio di incompletezza – come lo studioso aveva chiamato quella parte dei suoi studi che metteva in crisi la presunta veridicità e inattaccabilità del linguaggio matematico – forse è possibile esaminare altre osservazioni che riguardano però il mondo delle relazioni. Se queste dovessero rivelarsi attendibili, molto stupore nei confronti delle faccende umane verrebbe meno.
Uno stupore la cui origine è da attribuire anche all’atteggiamento proiettivo (Freud) di noi stessi verso il cosiddetto fuori da noi. La proiezione di noi sul mondo implica la creazione di un mondo a nostra immagine e somiglianza. Una modalità di esserci nel mondo (Heidegger), che ci impone l’identificazione con i nostri sentimenti e pensieri e che perciò impedirebbe l’identificazione del proprio sé (Jung).

Ovvero, quella condizione necessaria per tendere all’ armonia, all’equilibrio e all’invulnerabilità. In pratica, ci stupisce tutto ciò di non previsto con cui entriamo in relazione, così come tutto ciò che non è per noi accettabile tende a generare il nostro stupore, giudizio di valori e sentimenti di repulsione.
In ambienti relazionali chiusi, tendenzialmente puri e composti da piccoli numeri, l’imprevisto tende a non generarsi. In tal caso, diversamente, la reazione del gruppo/comunità sarebbe terapeuticamente unanime: il corpo estraneo sarebbe estromesso e l’equilibrio, in breve, recuperato. Si potrebbe dire che si tratti di un previsto imprevisto.
Quando la purezza originaria viene meno – cosa implicata con il crescendo dei componenti e delle relazioni – tendono a generarsi reti di realtà non previste dagli assiomi originari. In fisica quantica questo tipo di accadimenti ha il nome di entanglement, un termine introdotto da Erwin Schrödinger.
È necessario osservare che gli “assiomi originari” non solo sono caricati dal principio psicologico dell’io, detto di proiezione. Essi sono ulteriormente gravati dal peso del razionalismo e del meccanicismo. Due prospettive in una, in quanto rispettano e agiscono con medesima modalità logica: elaborare un ordine del mondo che contenga l’oggettività, che rappresenti il sempiterno. Una lettura degli assiomi originali che induce un tempo uguale per tutti, una realtà definitivamente corrispondente alla descrizione che ne fa la fisica (meccanica classica), un uomo assimilato alla macchina, un’indagine analitica del mondo, ovvero un mondo scomponibile dove la verità organica ed olistica neppure è presa in considerazione. In una parola, gli assiomi d’origine della concezione razionalistica del mondo prevedono una reale pressoché bidimensionale, pressoché paragonabile ad un’immagine fotografica, composta dagli elementi contemplati dalla nostra proiezione.

Sinapsi irriverenti
Tornando alle relazioni moltiplicate dagli scambi di comunicazione, a maggior ragione se in epoca digitale, si può sostenere provochino l’accensione di sinapsi altrimenti dormienti. E che stiano alla base di creazioni di idee e pensieri, posizioni e consapevolezze, politiche e sentimenti, ruoli e contraddizioni altrimenti inibite, prive dell’habitat utile al loro avvento. Dinamiche occultamente euristico-serendipidiche perciò, tendenzialmente impreviste e imprevedibili e che non riguardano soltanto le relazioni tra individui e/o entità organizzate, ma anche tra noi e la nostra concezione di noi stessi.
Allora, come i puri che entrano in politica e a un certo punto tradiscono le loro originarie posizioni – tradiscono per noi, che guardando le pagliuzze imbracciamo il vessillo della coerenza e la spada della moralità, ma non per loro stessi – anche noi nel tempo mutiamo di ruolo e convinzione. In questi due casi, e in tutti i suoi consimili, assistiamo alla generazione di novità che, a ben guardare, sono soltanto mutamenti, trasferimenti, cambiamenti che il modello razionalistico e moralistico, per mantenere se stesso, non contempla e non accetta.
Mutamenti che, quando non ne sappiamo riconoscere la biografia, non esitiamo a chiamare novità. Come a dire che ciò che ci hanno detto Gödel e la fisica quantica non solo va oltre una concezione del mondo sempliciotta, ma allude alla caducità del pensiero bidimensionale, di cui – penso si possa affermarlo – ne trova il limite e il conseguente terreno d’applicazione relativo alla sola vita amministrativa. Una critica che ha in sé il seme per avviare una cultura alternativa a quella in essere, idonea per generare le consapevolezze utili al miglioramento delle relazioni interpersonali e intrapersonali, per recuperare o raggiungere la condizione di armonia.
Non solo. Dalle dinamiche dei grandi numeri possiamo osservare che tutti i perché ci sono già e così tutta la conoscenza, e hanno a che fare con l’infinito. Esse ci dicono che la vanità ci impedirà di esserlo, ci costringerà a seguire tracciati noti, ci costringerà alla ripetizione e all’alienazione, ci impedirà la realizzazione di noi stessi, ovvero, di vivere una vita piena, creativa, armonica. Se la vita durasse un istante, chi lo vorrebbe passare in pena? E chi in armonia?

Siamo creatori
Ritornato a terra, l’astronauta Buzz Aldrin ha detto che guardando a noi da lontano, pensava alla Terra come a un’oasi di pace, che se fosse venuto da altri mondi si sarebbe sorpreso di tanto dolore che la abita. E noi, immaginando altri pianeti abitati, li immaginiamo abitati da entità in conflitto? O possiamo sospettare altre modalità di vita? Forse sono sufficienti questi interrogativi per cogliere la concreta opportunità, già in noi, per vederci tutti terminali di una sola vita, per vedere che la storia sarebbe privata dell’energia conflittuale che la alimenta appena prendiamo le distanze dai nostri sentimenti, dall’importanza personale, appena cioè cessiamo di credere di avere da difendere idee e cose, in nome di cui sopraffare o farci sopraffare.
Non lo sapevamo, ma in fondo avevamo a che fare con assiomi, supposizioni, superstizioni, tutti espedienti autoreferenziali, tutti investiti di sapere e colmi d’intelligenza, che per la solita egoica vanità avevamo scambiato per verità.

15 Commenti
  • atlas
    Inserito alle 17:02h, 23 Aprile Rispondi

    al posto di quest’inutile merlo è bravissima Elisabetta Frezza, che ridà fiducia nella persona umana su un argomento molto importante in questo mondo di suinocrati. E se devo tornare in carcere perchè sono Musulmano, Nazional Socialista, avverso a femminismo, giudei e omofili, sarà un Onore

    “la sovranità familiare è sotto assedio”

    https://www.youtube.com/watch?v=dz7e_v7N4xo

    (non capisco perchè dare visibilità a un personaggio talmente insulso in un sito come questo, quando ci sarebbero tante cose significative su cui informare e soprattutto contro-informare)

    • Kaius
      Inserito alle 19:22h, 23 Aprile Rispondi

      Hey se possono scrivere perfino i teoclimeni….

    • Sandro
      Inserito alle 20:18h, 23 Aprile Rispondi

      “la sovranità familiare è sotto assedio” Damò!! tradotto: “da molto tempo” e i risultati si vedono. Quando un soggetto ha un comportamento incivile, si dice anche, in merito “non ha avuto la mamma”. Un frase povera ma carica di significato. E’ proprio di ieri la notizia che è stato ucciso un padre di famiglia per “ragioni” di posto macchina. La domanda retorica è: “sarebbe accaduto questo ed altri episodi simili se non avessero attaccato la famiglia e in contemporanea la scuola?”
      Bel servizio, altro che contorsioni mentali imposte dall’articolo.

  • Stoca
    Inserito alle 18:15h, 23 Aprile Rispondi

    Leggo ogni tanto questo blog.
    Ma questo Atlas è veramente un poveraccio.
    E se lo merita. Mi sembra ovvio che si raccoglie ciò che si semina.
    Non entro nel particolare delle mie opinioni su di lui per non deprimerlo ulteriormente.
    Slauti

    • Kaius
      Inserito alle 21:46h, 23 Aprile Rispondi

      Atlas è tornato teoclimeno/giulio.
      Ti voleva salutare.

      • atlas
        Inserito alle 00:45h, 24 Aprile Rispondi

        chiunque sia stocazzone, tutto potrà fare fuorchè deprimermi. Anche perchè di ciò che seminano i democratici io non lo raccoglierò mai

        questa sarà la situazione che piace a lui … https://www.youtube.com/watch?v=CEKXDh0br0Q

        salutiamo

        • Stoca
          Inserito alle 08:33h, 24 Aprile Rispondi

          Radio radio?

          Poi ti chiedi perché stai così impicciato?

          • atlas
            Inserito alle 03:19h, 25 Aprile

            tutto concorre. Solo tu corri. Dove non si sa ma ti do una mano, anzi un piede

            infatti ne hai già uno nella fossa

  • sublime
    Inserito alle 19:19h, 23 Aprile Rispondi

    Mi piace:tutti terminali di una sola vita.

  • giorgio
    Inserito alle 19:21h, 23 Aprile Rispondi

    Troppe chiacchere metafisiche …… bastava dire che la specie umana (in generale) dovrebbe fare un bagno di umiltà e praticare l’autocritica ……

  • Mardunolbo
    Inserito alle 20:52h, 23 Aprile Rispondi

    Mazza, che articolo/menata ! Meglio leggersi dove suggerisce Atlas …
    telomenidi saluti a Telomeno-ognora che qui ci risparmia….

    • atlas
      Inserito alle 01:12h, 24 Aprile Rispondi

      tra Maggio e Giugno la svolta verso la nuova religione mondiale, Massimo Viglione (guarda stupisci, Agata. Guarda stoca)

      https://www.youtube.com/watch?v=y7LO2aQgIJo

      • Stoca
        Inserito alle 08:31h, 24 Aprile Rispondi

        Aspetta che me lo salvò tra i preferiti…
        Massimo viglione!

        Se vuoi ti mando il numero di telefono del macellaio sotto casa mia che sta organizzando un circolo di intellettuali dissidenti con l’idraulico il becchino e il benzinaio.
        In zona mia siamo già pronti alla presa del potere

        • atlas
          Inserito alle 03:07h, 25 Aprile Rispondi

          non credo tu sia un dissidente. Tanto meno un’intellettuale

          sei solo un giulio di stoca. Come tanti. Se muori non è che non farai piangere nessuno ma nessuno piangerà per questo https://www.youtube.com/watch?v=djDCGisP_7o

          ri-salutiamo (stoca)

  • giorgio
    Inserito alle 09:14h, 25 Aprile Rispondi

    Caro Atlas ogni tanto spunta fuori dalle fogne qualche provocatore …… che non tenta nemmeno di fare finta di argomentare …… è solo capace di parlare, anzi blaterare, con frasi fatte miste a battute di terz’ordine …… il dna non gli consente di comprendere ciò che legge o sente elaborando un proprio pensiero compiuto e autonomo …… nonostante che l’analfabetismo sia praticamente scomparso e che siamo tutti sommersi quotidianamente da una valanga di informazioni …… anzi forse proprio per questo, l’enorme diffusione di informazioni è pilotata in modo da moltiplicare la incapacità delle persone di pensare ….. e sta dando i suoi frutti ……

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