La Colombia è l’Israele dell’America Latina; gli interessa massacrare

In Colombia, l’Israele dell’America Latina, ci sono interessi economici e politici molto forti che cercano di far massacrare e sacrificare la gente, come ha indicato un analista.

In un’intervista rilasciata questo sabato alla rete HispanTV, l‘analista internazionale Iñaki Gil de San Vicente ha sottolineato che “la Colombia è l’Israele dell’America Latina […] Nell’area caraibica, la Colombia fa esattamente le stesse cose” di Tel Aviv, il regime di Israele in Medio Oriente.
A questo proposito ha dichiarato che la borghesia colombiana sa di dipendere dagli Stati Uniti non solo per gli aiuti militari, non solo per l’integrazione economica, ma dipende anche dal narcocapitalismo, aggiungendo che Bogotà è uno dei maggiori produttori di derivati da oppio nel mondo, quel mercato che viene fondamentalmente alimentato da Washington.
“La presenza Usa in Colombia aumenta la violenza e il narcotraffico” secondo il giudizio di vari analisti latinoamericani.
Allo stesso modo, la quantità di denaro che sia Washington che la borghesia colombiana ottengono da questo narcocapitalismo è “essenziale”, ecco perché la borghesia colombiana ha una forte potere di contrattazione, raggiungendo accordi con settori di un duro riformismo affinché non ci sia un cambiamento nella costituzione del Paese, questo in modo di non permettere al popolo di intervenire in politica, secondo l’analista.

Anche Amnesty International (AI) ha esortato gli Stati Uniti a interrompere immediatamente la fornitura di armi al governo colombiano, poiché questi le utilizza per reprimere i propri cittadini.

In questo senso, San Vicente ha sottolineato che in Colombia “ci sono molti interessi economici e politici molto forti, tali da far massacrare e sacrificare il popolo” della Colombia quando questi protesta per le condizioni sociali.

In un’altra parte delle sue dichiarazioni, l’analista ha avvertito che se la nazione colombiana non viene aiutata a livello internazionale, è molto probabile che i morti, gli scomparsi e le vittime di violenza sessuale ed abusi da parte delle forze di polizia colombiane, avvenute durante le proteste iniziate il 28 aprile rimarranno impunite. Avviene che la richiesta pressante è quella delle riforme fondamentali e della fine delle violenze, degli omicidi di stato promossi dal governo, che non devono rimanere impuniti.

Colombia violenze

Tuttavia, l’analista ha affermato che ciò che sta accadendo ora in quel Paese non dura da solo un mese, ma viene da molto prima, per poi deplorare che “la Colombia è un Paese martirizzato”.

HRW porta a 61 il bilancio delle vittime legate alle proteste in Colombia
Le mobilitazioni sono fortemente represse dalla carica violenta dei reparti della polizia militare colombiana. A causa di questa situazione, molte organizzazioni per i diritti umani, come Amnesty International (AI), hanno messo in guardia dall’uso eccessivo e non necessario della forza da parte delle forze armate colombiane per controllare le manifestazioni.


Nota; Tutto avviene nel silenzio dei media in Europa che era invece un coro assordante quando le violenze e gli scontri si verificavano in Venezuela. Chissà come mai i riflettori dei media si spengono sulle violenze dei governi neoliberisti e filo USA dell’America Latina.


Fonte: https://www.hispantv.com/noticias/colombia/493297/protestas-masacre-cali

Traduzione: Luciano Lago

1 Commento
  • antonio
    Inserito alle 22:02h, 30 Maggio Rispondi

    la Colombia e l’ Afganistan sono la fabbrica della cocaina del Trust Rockfy-Rotschy leaders nel controllo delle droghe pesanti

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