La Cina si collega con l’Italia e questo per gli USA e per Bruxelles è un “grave pericolo”


di Luciano Lago

Una tempesta di polemiche ha accompagnato la prospettiva di una partecipazione italiana alla realizzazione della Via della seta ( Belton Road ) in occasione della visita di stato che il leader cinese Xi Jinping farà in Italia il 21-24 marzo. E’ previsto che, insieme al Primo Ministro italiano Giuseppe Conte, i due statisti firmeranno un accordo preliminare sull’adesione dell’Italia al progetto “One Belt – One Way” – il cosiddetto “Memorandum of Understanding”. Oltre a questo, un altro investimento cinese sarà aggiunto al progetto. L’accordo finale potrà essere firmato un mese dopo – durante la visita del premier Conte in Cina.

Per quanto sia la prima volta che l’Italia arriva a stipulare un acordo di vasta portata per compartecipare al grande progetto cinese, il fatto che l’Italia sia uno dei paesi dell’UE, della NATO e del G7 a fare un accordo con la Cina, determina una serie di reazioni polemiche. Piccate sono le reazioni di Washington e di Bruxelles. Tuttavia a Roma il governo Conte non sembra avere eccessiva fretta di uniformarsi agli avvertimenti sguaiati di Bruxelles e soprattutto di Washington. Alcuni iniziano a comprendere che per salvare un interesse nazionale, occorre tenere un piede nella sedia americana, ed un altro piede nella nuova cintura cinese.

Reazioni contrarie a Bruxelles
Bruxelles getta alle ortiche la sua parvenza di neutralità e afferma che “gli accordi commerciali di tale portata devono essere di competenza di Bruxelles e non dei singoli paesi”. Strano che la stessa premura non l’abbiano manifestata rispetto agli accordi conclusi dalla Francia e dalla Germania, considerando l’enorme export che Berlino realizza con la Cina. La consueta gestione dei “figli e figliastri” riappare nelle esternazioni dei tecno burocrati della UE.

L’Intesa con la Cina era stata avviata già con il precedente governo

L’insoddisfazione per l’Italia è stata espressa anche dagli Stati Uniti, da dove, attraverso i commenti di influenti politologi dei circoli neocon di Washington, questi hanno affermato che l’Italia “pagherà un prezzo politico e diplomatico maggiore” se deciderà di aderire al progetto nel contesto attuale della guerra commerciale degli USA con la Repubblica Popolare Cinese (RPC).

Da Roma, sono arrivate le rassicurazioni per tutti, si tratta di una tempesta in un bicchier d’acqua. Alla Commissione europea è stato detto che non verranno violate regole formali dell’UE. Alla Germania che aveva criticato tale apertura filo cinese dell’Italia – si fa osservare che i tedeschi hanno un rapporto molto più attivo con la Cina rispetto all’Italia, e possono quindi fare a meno di ipocriti rimproveri. Stiano tranquilli a Washington – che l’Italia non si sposta dalla sua collocazione euro-atlantica (e come potrebbe con le 113 basi USA sul territorio) e non metterebbe mai in discussione la priorità dell’amicizia (leggi subordinazione) con gli Stati Uniti.

L’interesse della Cina di coinvolgere l’Italia nel progetto si spiega sulla base di tre motivazioni.
Innanzi tutto, l’Italia è di per sé un mercato molto ampio e significativo. Inoltre, a causa della sua posizione geografica, è una comoda porta di “ingresso” sia per l’Unione europea che per l’Africa, le cui prospettive di sviluppo per la Cina sono state da lungo tempo interessanti.
Il 60% delle esportazioni cinesi sono spedite via mare, e in Italia esistono grandi porti sottodimensionati rispetto al traffico che potrebbero ospitare. Attualmente i porti italiani non possono competere con Rotterdam, Amburgo e Marsiglia ma, una volta attivati come vie di sbocco non solo con la Cina ma anche con vari paesi asiatici, la situazione cambierebbe. Da questo le vere preoccupazioni dei paesi concorrenti con l’Italia, altro che solidarietà europea, gli affari sono affari.

Porto di Genova


Nel governo giallo/verde si registrano voci discordanti: la Lega manifesta la sua subordinazione atlantista e condiziona tutto all’approvazione degli USA, i 5 Stelle sembrano invece più propensi, salvo dichiarare che nessuno rinuncerà ai settori strategici da conservare in mano nazionale.
Tuttavia nell’insieme sembra che il premier Conte sia favorevole al progetto e si possa arrivare a sottoscrivere un accordo, sebbene con molte riserve.
Una soluzione di compromesso, sarà facilmente approvata e, per tali decisioni, la mediazione di Giuseppe Conte, sarà determinante per la firma di un accordo semplificato. E poi si vedrà.
Rischi di colonizzazione ?
Si nota che, nelle polemiche seguite al progetto, in Italia si discute la “One Belt – One Way” non nel contesto delle conseguenze per l’economia, ma nel contesto della geopolitica

Salvini ha dichiarato che l’Italia non dovrebbe essere la colonia di qualcuno. “Qualcuno” in questo caso significa “cinese”. I metodi usati dai compagni cinesi sono ben noti. Quanti benefici possono derivare da una situazione in cui il tempo sta lavorando per loro con un progetto che risulta necessario più di quanto possano capire.

Ma gli avversari di Salvini, la sinistra e la destra filo UE e atlantista, parlano anche del rischio di “colonizzazione cinese”. Il paradosso dei globalizzatori che con la Cina vogliono mantenere gli steccati.
In realtà trascurano il fatto che l’Italia è già stata sottoposta ad una colonizzazione; si tratta della colonizzazione del dollaro, di quella dei burocrati europei e delle entità finanziarie, come la subordinazione agli Stati Uniti, testimomiata dalle 113 basi militari americane sul territorio italiano. Il paese è legato mani e piedi e ogni anno lo spazio di scelta nella sfera della politica ed economica viene ridotto sempre di più. I sostenitori della “One Belt” credono che la protezione degli interessi nazionali richieda un ampio passo in avanti rispetto a questa ristrettezza, cioè un passo verso la Cina e i nuovi equilibri mondiali.
Nessuno tuttavia parla apertamente e si tende a camuffare la realtà, il vecchio ordine unipolare dominato dagli USA è in declino e sta tramontando. Le sanzioni e le minacce contro i vari paesi che non si assoggettano a tale ordine non sono sufficienti a modificare il processo in corso.
Il vero motivo per cui si vuole ostacolare l’accordo con la Cina è che questo grande paese asiatico rappresenta un pericolo all’ordine globale americano centrico.
La sinistra globalista e le forze collegate all’ordine atlantista stanno dando il loro alto là all’Italia.

7 Commenti

  • atlas
    16 Marzo 2019

    oggi, nel giorno in cui è risultato che Imen Fadil, giovane marocchina testimone nel processo a Berlusconi è stata eliminata per avvelenamento radioattivo lo stesso ha criticato offensivamente la Cina Popolare

  • Mario Rossi
    16 Marzo 2019

    Già da lungo tempo sostengo che l’unica maniera per sfuggire ad una tenaglia finanziaria che da anni sta soffocando l’italia è cambiare prospettiva. Non mi meraviglia, anzi io avrei fatto passi molto più grandi e molto prima. Se l’italia rimane preda di un sistema economico solo finanziario non potrà mai sopravvivere andando a braccetto con paesi che altro non fanno che una politica neo-coloniale sfruttando interi continenti e poi scaricando su di noi anche il prezzo della miseria che essi stessi generano. Poi candidamente vengono a dire che la finanza italiana va male e quindi bisogna affamare anche il popolo italiano. Noi siamo un paese veramente manifatturiero e quindi solo con il lavoro e la produzione di beni possiamo andare avanti visto che non abbiamo nelle corde lo sfruttamento parassitario della vita degli altri. In tutto questo è chiaro che non possiamo più rivolgerci ad un mondo fatto di finto capitalismo cartaceo ma dobbiamo cominciare a pensare di andare verso est dove le cose si fanno per davvero. Lasciamo stare i latrati di questi capitalisti da strapazzo che non sanno più fare o con un bicchiere e andiamo a fare le cose dove realmente si fanno, torniamo ad una italia libera da un castello di leggi e leggine fatte per giustificare la presenza di una classe politica inutile e completamente al soldo delle oligarchie finanziarie e delle organizzazioni per delinquere che queste stesse finanziano con i soldi riciclati nei paradisi fiscali. Se vogliamo tornare ad essere un paese libero bisogna guardare a chi lavora per davvero e non a chi fa finta solo allo scopo di farsi mantenere in mezzo agli agi dei diritti acquisiti. Caro Matteo, io lo so che lo hai capito e devi fare un pò la tua parte per evitare di farti pugnalare dai vari giorgetti e maroni, vili rappresentanti di quella classe politica, cresciuti sotto il giuramento della CIA e degli altri compari europei, ma vai avanti senza remore la strada è di sicuro quella giusta. E poi quando ti chiederanno conto tu dirai: ” si si avete ragione ma potete farvi anche i cazzi vostri!!!!!”

  • Max Dewa
    16 Marzo 2019

    Lei atlas soffre di aerofagia ortografica ,vuol fare il troll a tutti I costi ,comunque stavolta l’ho beccata ha detto di abolire I’ll denaro e tornare all’oro ,questa soluzione e’ una manna per gli ebrei che detengono tutto l’oro ,stavolta ha detto LA vaccata finale dopo LA quale puo cambiare comodamente nik e chiamarsi salomone o mose o si scelga un Nome ebreo qualsiasi stavolta ha sbracato doveva stare piu attento atlas giudeo tacci vostra siete ovunque sul web dei confusionari unici sempre a gettare fango su tutto e tutti religione patria pudore morale proprio come fa lei

    • atlas
      16 Marzo 2019

      Russia e Cina detengono sempre più oro, ‘ l’occidente ‘ sempre di meno mentre i giudei detengono il denaro, ma è carta

  • Max Dewa
    16 Marzo 2019

    Vede che e’ un cazzaro disinformatore ,soon LA Cina e LA Russia che hanno montagne di carta straccia rublo e yuan Monete da barzelletta, I cinesi e I russi girano con I dollar I hanno il dollaro che pero devono chiedere in prestito agli ebrei , tutto l’oro e’ in mano ebrea da secoli ,e’ da secoli che I l’oro rabbini lo dicono con l’oro si corrompono tutti I governanti si fanno rivoluzioni ,gli ebrei hanno creato le borse pure LA borsa di.milano amministaratore Rafaele gerusalemme vice Cohen borsa di londra parigi tutte le agenzie stampa Reuters havas Wolff ecc tutto ebreo,solo che I vostri controinformatori non ve ne parlano mai chissa xche’

    • atlas
      16 Marzo 2019

      in Russia e Cina i dollari che girano col commercio sono convertiti immediatamente in oro fisico

  • Mardunolbo
    16 Marzo 2019

    sembra che Salvini stia ponendo ostacoli alla firma del preliminare, con la scusa che viole vederci chiaro. In realtà sta girando intorno per non dire che gli ordini da Usa ed Ue devono essere esecutivi per non far finire il governo . Paura di attentati ? Può essere perchè gli Usa sono capaci di tutto per far rispettare i loro ordini.. Può essere una strategia quella di fare i due compari con differenti vedute (Salvini/ Di Maio) per annebbiare la mente dei nemici. Ma non ci giurerei su questa ipotesi, che sarebbe bellissima se vera.

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