La Cina risponde a Washington: gli Stati Uniti non sono qualificati per parlare di “diritti umani”

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“Gli Stati Uniti non hanno le qualifiche o il diritto di apparire come difensori dei diritti umani”, ha detto lunedì il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin.
Wang ha fatto le osservazioni in una conferenza stampa in risposta all’accusa del Dipartimento di Stato americano secondo cui la Cina avrebbe violato i diritti umani nella regione del Xinjiang, nel Tibet e ad Hong Kong.

“Per visualizzare e discutere le questioni relative ai diritti umani, si dovrebbe avere una comprensione completa e obiettiva della situazione dei diritti umani in un paese o in una regione”, ha detto Wang.
Ha aggiunto che “la libertà di espressione e di credo religioso dei cittadini cinesi e il diritto delle minoranze nazionali di partecipare all’amministrazione degli affari di Stato sono garantiti secondo la legge”.

Ha sottolineato che “la Cina si oppone fermamente agli Stati Uniti sul chiudere un occhio sui fatti fondamentali e sulle gravi violazioni dei diritti umani che avvengono all’interno degli USA, mentre lavora per screditare la situazione dei diritti umani in Cina”.
Wang ha messo in rilievo che gli Stati Uniti “sono stati afflitti da scandali come la discriminazione razziale, la brutalità della polizia, le detenzioni arbitrarie e gli abusi sui prigionieri”, sottolineando che Washington ha fatto ricorso a “intimidazioni, minacce, imposizione di sanzioni contro altri paesi e guerre di aggressione”.

Truppe USA nello Yemen

Nello stesso tempo le autorità di Pechino hanno ricordato che ben 14 agenzie internazionali di soccorso e un rapporto delle Nazioni Unite ha richiesto ufficialmente agli USA di cessare il loro appoggio e la loro complicità con il governo dell’Arabia Saudita, relativamente ai crimini di guerra che si stanno commettendo nello Yemen.
In una dichiarazione firmata da gruppi tra cui l’International Rescue Committee, Oxfam e Relief International si legge: “La scelta è tra risoluzione, o complicità nella sofferenza, non c’è una terza opzione: gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia devono immediatamente cessare di fornire armi a la coalizione guidata dall’Arabia Saudita in lotta nello Yemen, che sta impedendo l’assistenza umanitaria di elementi indispensabili per la sopravvivenza dei civili. La comunità internazionale deve rompere il suo vergognoso silenzio e usare tutti i mezzi possibili per rimuovere immediatamente il blocco sullo Yemen ” ( Il blocco aeronavale attuato da USA e GB che impedisce l’arrivo di aiuti internazionali).

Il rappresentante della Cina ha ricordato che Gli Stati Uniti e i leader della NATO devono essere indagati per crimini di guerra nello Yemen.
Il blocco USA, appoggiato dalla NATO e imposto dall’Arabia Saudita nello Yemen, nel mezzo di una fallita campagna per il cambio di regime che dura da più di cinque anni, ha lasciato i civili senza medicine, cibo e acqua pulita , esasperando la carestia e l’epidemia di colera che si sono sviluppate lì negli ultimi mesi.

Popolazione afflitta da fame e malattie nello Yemen assediato da USA GB e Arabia Saudita
Feriti per bombardamento di una scuola nello Yemen da parte di aviazione Saudita/USA


Il portavoce cinese ha ricordato che gli Stati Uniti devono essere indagati anche per i crimini commessi in Iraq durante l’occupazione delle forze della coalizione USA, così come in Afghanistan, Libia, in Somalia ed in Siria.
Di conseguenza le autorità di Washington non hanno alcun titolo per recriminare il rispetto di “diritti umani” di cui il loro paese è responsabile in molte regioni del mondo. Si comprende che quello dei “diritti umani” è soltanto un argomento di propaganda utilizzato dagli USA e dai loro alleati per screditare la Cina e i paesi che si oppongono alla egemonia degli Stati Uniti.

Fonte: Xinhuanet.com

Traduzione e note: Luciano Lago

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