La Cina reagisce duramente alle provocazioni degli USA nel Mar Cinese Meridionale

di Luciano Lago

Nel mezzo delle provocazioni lanciate dagli USA e dalla NATO contro la Russia, vicino alle sue frontiere occidentali, nel Mar Nero ed anche nell’Artico, gli USA stanno provocando anche la Cina nella sua sfera di influenza.
Gli Stati Uniti stanno cercando di mantenere due fronti aperti con le due potenze nucleari in una strategia molto imprudente, visto che le due superpotenze sono alleate militarmente , compartono una frontiera comune, compartono tecnologia e hanno un grande strategia commerciale, con meccanismi per fare trasferimenti finanziari aggirando il Tesoro USA ed escludendo il dollaro dalle loro transazioni.
Russia e Cina rappresentano un blocco di potenza militare ed economica molto superiore a quella che era la capacità dell’URSS durante la guerra fredda. Tuttavia di nuovo gli USA vogliono aumentare le tensioni e utilizzano questa strategia di provocare contemporaneamente le due potenze.

Washington vuole a tutti i costi ristabilire la sua supremazia mondiale, messa in crisi dall’apparire di queste due superpotenze.
Il vertice in Alaska fra USA e Cina non ha funzionato ad allentare le tensioni ed è servito solo a ravvivare le polemico fra i due pesi senza arrivare ad una regolamentazione comune.


Con l’amministrazione di Biden si sono sviluppate molte provocazioni e prevalgono i falchi neocon nella politica verso il gigante cinese ma la Cina reagisce in modo più duro rispetto alla Russia e risponde colpo su colpo.
Negli ultimi giorni la Cina ha espulso un distruttore della US. Navy, il Curtis Wilbur (nella foto sopra), equipaggiato con missili da crociera, che era entrato nel Mar cinese meridionale in quelle che Pechino considera acque sotto la sua sovranità. Il comunicato del comando cinese dice che la Cina ha inviato sue forze aeronavali per respingere la nave americana che era entrata illegalmente nelle sue acque territoriali vicino alle isole Parcel (la zona contesa anche da Filippine e Vietnam).
In una dichiarazione, il comando del teatro meridionale dell’esercito cinese ha detto che la USS. Curtis Wilbur è entrata nelle acque vicino alle isole Paracel senza permesso, aggiungendo che le sue navi e gli aerei hanno seguito la nave americana fino metterla fuori dall’area.

Il portavoce ha affermato che l’azione degli Stati Uniti ha violato la sovranità della Cina e ha minato la pace e la stabilità regionali.
“L’esercito cinese adotterà tutte le misure necessarie per affrontare tutte le minacce e le provocazioni”, ha aggiunto.

Tuttavia, la settima flotta degli Stati Uniti contesta questa ricostruzuione ed afferm che la nave si trovava in acque internazionali, non riconoscendo gli USA la rivendicazione cinese su quel tratto di mare.

Il Mar Cinese Meridionale è diventato uno dei tanti punti critici nelle difficili relazioni tra Cina e Stati Uniti, con Washington che rifiuta quelle che chiama rivendicazioni territoriali illegali da parte di Pechino nelle acque ricche di risorse.

Le navi da guerra statunitensi hanno attraversato il Mar Cinese Meridionale con crescente frequenza negli ultimi anni, in una dimostrazione di forza contro le rivendicazioni cinesi. Questo irrita la Cina che provvede ogni volta ad intimare l’allontanamento di tali unità navali.

Unità navali cinesi

La Cina ha invitato gli USA a impedire altre provocazioni nel Mar della Cina Meridionale e tale questione sarà oggetto di discussioni nella prossima riunione nelle Filippine, dove si discuterà di questo problema.

La Cina ha dichiarato che rimane in allerta di fronte a queste intrusioni ma Biden ha continuato a sostenere la libertà di navigazione in quelle acque.
La possibilità di uno scontro fra le unità navali USA e cinesi diventa sempre più probabile
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