La Cina ponta ad entrare in guerra per Taiwan manda il segnale a Washington: “Se inviate vostre truppe sull’Isola, sarà la guerra”.

Il governo cinese inizia a segnalare a Taiwan il monito che deriva dalla ritirata USA dall’Afghanistan ed avvisa i separatisti di Taiwan non mettere alla prova la pazienza della Cina e di non riporre fiducia nel sostegno americano in caso di conflitto con la Cina. Taiwan è parte della Cina, ha più volte sottolineato il presidemte Xi Jin Ping e non permetteremo a nessuno di svolgere ingerenza negli affari interni della Cina.
Pechino ha fatto capire che Taiwan rappresenta una “linea rossa” che non deve esere oltrepassata a costo di una guerra da parte della Repubblica Popolare Cinese.

Non è sfuggita quindi la dichiarazione rilasciata da senatore John Cornyn, membro del Comitato di intelligence del Senato, il quale ha avuto la scarsa intelligenza di twittare dal suo account ufficiale e verificare la notizia che gli Stati Uniti mantengono 30.000 soldati su Taiwan. Forse gli è sfuggito per errore o leggerezza ma, qualcuno dal Dipartimento di Stato deve averlo rimproverato, perché il tweet è stato rapidamente cancellato, questo però non prima che i cinesi lo leggessero e diventassero furiosi. I dati, dice il Global Times (organo ufficiale cinese), se sono veri, “equivalgono ad una dichiarazione di guerra”.
“Se il tweet è corretto, si tratta di un’invasione militare e di un’occupazione della Taiwan cinese, equivalente a una dichiarazione di guerra degli Stati Uniti contro la Cina”, si legge nel giornale. “La Cina potrebbe attivare immediatamente la sua legge anti-secessione per distruggere ed espellere le truppe statunitensi e riunificare militarmente Taiwan, avvertono alcuni esperti”.

Tuttavia lo stesso quotidiano ha ridimensionato la notizia scrivendo “no, non può essere vero, perché 30.000 soldati non sono pochi e l’esercito degli Stati Uniti non potrebbe nasconderli, e gli Stati Uniti non hanno nulla da guadagnare stazionando il proprio esercito sull’isola. Anche sacrificare i propri interessi per soddisfare i separatisti taiwanesi non è in linea con la politica estera degli Stati Uniti “e prosegue ricordando, con l’intenzione di un paragone, il recentissimo fiasco afghano.
Probabilemte il senatore ha confuso i dati delle truppe USA nei paesi esteri e ha fatto la magra figura, toccando un tasto sensibile per i cinesi. Tanto che che la Marina USA, per bocca di un certo Travis Ackers , ha dovuto comunicare sullo stesso social, aggiungendo: “Un tweet già cancellato del senatore @JohnCornyn ha causato una rissa nei media statali cinesi, che ora riportano sui dati errati che gli Stati Uniti hanno 30.000 militari a Taiwan. Gli Stati Uniti hanno lasciato Taiwan nel 1979”.

Manovre dell’Armata cinese su Taiwan

La precisazione dovrebbe aver quietato i cinesi ma è indicativa del clima di allarme che qualsiasi notizia di manovre USA su Taiwan può provocare a Pechino e le possibilità di un conflitto su Taiwan stanno crescendo di fronte alle continue provocazioni statunitensi.
I cinesi sono ben decisi a difendere Taiwan utilizzando la loro possente armata militare ma la stessa cosa non è decisamente acquisita per gli Stati Uniti, visto che sono ben coscienti di quale sarebbe per loro il costo di un conflitto con la Cina per Taiwan. Gli americani non sono disposti a morire per Taiwan e questo i cinesi lo sanno ma i secessionisti di Taiwan ne saranno coscienti o nutrono delle illusioni?
La realtà, dopo la ritirata degli USA dall’Afghanistan, è ben diversa e ritorna in voga la vecchia frase di Henry Kissinger: “Gli Stati non hanno né amici permanenti né nemici permanenti: hanno solo interessi”. Chissà se i Taiwanesi hanno appreso la lezione.

Fonti: Global Times

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Quello che gli altri non dicono

© 2024 · controinformazione.info · site by GDM