La Cina invia un suo “messaggio di avvertimento” agli USA con l’avviso di esercitazioni navali congiunte assieme all’Iran


Cina, Russia e Iran stanno pianificando una esercitazione navale congiunta nel Mare di Oman e nell’Oceano Indiano settentrionale “da realizzare presto”, come confermato da un comunicato semi-ufficiale iraniano riportato sabato, pochi giorni dopo che gli Stati Uniti avevano incolpato l’Iran per un attacco di droni alle strutture petrolifere dell’Arabia Saudita.
Il generale Ghadir Nezami Pour, capo degli affari internazionali e della diplomazia della difesa dello Stato maggiore delle forze armate iraniane, ha affermato che l’esercitazione si svolgerà in acque internazionali, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Iran Press.
“Gli esercizi hanno obiettivi diversi, incluso lo scambio di esperienze tattiche e militari, e talvolta cercano obiettivi politici che mostrino una sorta di convergenza tra i partecipanti”, ha affermato.
“Funzionari a livello di ministro della Difesa, capo di Stato Maggiore delle forze armate e comandanti delle forze armate arriveranno in Iran nel prossimo futuro e queste azioni riflettono la diplomazia difensiva attiva dell’Iran”, è stato citato.
Gli analisti hanno affermato che le esercitazioni plausibilmente avrebbero permesso alla Cina di sostenere militarmente l’Iran.

Ni Lexiong, specialista militare e professore all’Università di Scienze politiche e di diritto di Shanghai, ha affermato che l’esercitazione consisterà nell’inviare il messaggio che la Cina si schiererebbe dalla parte dell’Iran “in caso di scenari estremi”.
La Cina ha richiesto la calma in seguito agli attacchi dei droni sugli impianti petroliferi sauditi di cui Washington ha immediatamente accusato l’Iran senza presentare prove.
Washington ha accusato Teheran di aver guidato gli attacchi – accuse che l’Iran ha negato decisamente.
Teheran ha avvertito che qualsiasi azione militare da parte degli Stati Uniti o dell’Arabia Saudita si tradurrebbe in una “guerra totale”.
Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha inizialmente condannato gli attacchi alle strutture petrolifere come un “atto di guerra”, ma in seguito ha affermato che gli Stati Uniti hanno cercato una soluzione pacifica alla crisi.

Raffinerie della Aramco colpite in Arabia Saudita

Due anni fa la Cina e l’Iran avevano condotto un esercizio navale congiunto vicino allo stretto di Hormuz nel Golfo Persico, dopo che Washington aveva accusato Teheran di inviare navi veloci per molestare le navi da guerra statunitensi che attraversavano l’area.

La Cina, oltre ad essere un importante partner commerciale dell’Iran, rappresenta ancora oltre la metà delle esportazioni di petrolio dell’Iran, secondo gli Stati Uniti, complicando gli sforzi di Washington per isolare economicamente Teheran nella sua “campagna di massima pressione”.
Non è un caso che Pechino ha preannunciato la prossima visita a Teheran dei massimi responsabili militari cinesi a livello di Ministro della Difesa, Capo di Stato Maggiore e di vari comandanti delle componenti delle Forze Armate cinesi che si realizzerà prossimamente. Queste azioni riflettono la diplomazia attiva dell’Iran sul terreno della Difesa, come ha riferito Ghadir Nezam, il reponsabile dei rapporti internazionali per conto dello Stato Maggiore delle Forze iraniane.
L’attacco a mezzo droni del 14 Settembre, sulle raffinerie della Aramco, in Arabia Saudita, da parte degli Houthi dello Yemen, segna l’inizio di un cambio del gioco nella regione del Mar Rosso e dello stretto di Bab el Mandeb, dove la Cina dispone della sua prima base miltare extra territoriale e dove gli USA e loro alleati stanno facendo il possibile per contenere la presenza cinese.

Firma accordo di cooperazione cino-iraniano

Se la situazione militare cambierà a favore degli Houthi dello Yemen, questa sarà una opportunità incredibile per il gigante cinese nei suoi sforzi di appoggiare l’asse della Resistenza (Siria, Hezbollah, Iran) e contrarrestare i tentativi di contenimento da parte degli Stati Uniti e di altri paesi occidentali contro Pechino.
Tutto lascia pensare che la questione Iran non sia la questione di un paese isolato ed emarginato dal contesto delle alleanze internazionali, come vorrebbe far credere l’Amministrazione di Washington. Con l’appoggio di Cina e Russia oggi l’Iran si rivela come una potenza emergente che deve essere tenuta in debita considerazione.


Fonti: South China Morning Post – Al Manar

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

1 commento

  • eusebio
    24 Settembre 2019

    La potenza economica e militare cinese ormai è inarrestabile, nella stessa penisola araba l’Oman è fedele suddito della Cina, ha venduto al Qatar batterie missilistiche antiaeree, a Dubai vengono trattati contratti futures sul petrolio denominati in yuan, in Iran saranno investiti 400 miliardi di dollari, insomma la presenza cinese nel Golfo Persico sopravanza quella russa e tra poco pure quella USA, se i cinesi decidessero di appoggiare lo Yemen contro i sauditi per casa Saud sarebbe la fine.
    La potenza militare cinese nell’Indo-Pacifico è tale che gli USA tra poco si preoccuperanno al massimo dell’Australia lasciando il resto alla Cina.

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