La Cina infuriata contro gli Stati Uniti, critica l’alleanza sempre più anti-Pechino del Giappone


La Cina parla dopo che Stati Uniti e Giappone hanno promesso di consolidare ulteriormente la loro alleanza contro Pechino, che gli alleati hanno identificato come una minaccia reciproca.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin ha fatto le osservazioni in una conferenza stampa a Pechino venerdì, due giorni dopo che alti funzionari americani e giapponesi degli esteri e della difesa si sono incontrati a Washington, definendo il crescente potere della Cina la “più grande sfida strategica” nella regione indo-pacifica e al di là di quella.

“L’Asia-Pacifico è un’ancora per la pace e lo sviluppo, non un terreno di lotta per la geopolitica. Noi paesi dell’Asia-Pacifico sosteniamo la giustizia e la cooperazione e ci opponiamo all’egemonismo e al confronto”, ha detto il portavoce della RPC.

Wang ha esortato gli Stati Uniti e il Giappone “ad abbandonare la mentalità e il pregiudizio ideologico della Guerra Fredda, a smettere di fabbricare nemici immaginari … e ad astenersi dal diventare controcorrenti che destabilizzano la stabilità della regione Asia-Pacifico”.

Il cosiddetto incontro due più due tra i funzionari statunitensi e giapponesi li ha visti sostenere che i loro paesi hanno affrontato gravi minacce alla sicurezza dalla direzione della Cina e hanno anche accettato di modernizzare e ottimizzare la loro alleanza.

Gli osservatori hanno affermato che l’annuncio ha segnato l’ultimo sforzo di Washington e Tokyo per aumentare la cooperazione per un possibile conflitto con la Cina sull’isola autogovernata di Taipei cinese.

La Cina ha la sovranità sul Taipei cinese e, in base alla politica “One China”, quasi tutti i paesi del mondo riconoscono tale sovranità.
Durante l’incontro, però, i quattro funzionari hanno affermato la “posizione di fondo” dei loro Paesi sulla Taipei cinese – che Washington e Tokyo chiamano Taiwan – e “l’importanza di mantenere la pace e la stabilità dello Stretto di Taiwan, che è un elemento essenziale per la sicurezza e la prosperità della comunità internazionale”.

In aggiunta alle sue osservazioni, Wang ha ulteriormente condannato la dichiarazione rilasciata in seguito agli incontri USA-Giappone per essere questa piena di “attacchi infondati e calunniosi contro la Cina”. “Ci opponiamo fermamente”, ha affermato.
“Gli Stati Uniti e il Giappone parlano di promuovere la pace e la sicurezza regionale, ma in realtà trovano scuse per il loro potenziamento militare e la militarizzazione…”, ha aggiunto.

Blinken con premier giapponese

L’incontro di Washington ha visto anche i funzionari dei paesi impegnarsi a rafforzare quella che hanno definito deterrenza.

In un notevole cambiamento nella sua mentalità militare, il Giappone ha approvato nuovi documenti di strategia di sicurezza e difesa circa due settimane prima, mettendolo sulla strada per acquisire capacità di “contrattacco”, con il potenziale acquisto di centinaia di missili da crociera Tomahawk di fabbricazione statunitense.

I capi esteri e della difesa hanno affermato che avrebbero approfondito la cooperazione verso l ‘”impiego effettivo” delle capacità di attacco a lungo raggio del Giappone e promosso la ricerca e lo sviluppo congiunti di attrezzature militari all’avanguardia.

Fonte: Press Tv

Traduzione: Luciano Lago

8 Commenti
  • antonio
    Inserito alle 12:24h, 14 Gennaio Rispondi

    Cinesi preparatevi a fermare i Rettili- yankee-zaion,
    uniti a Russia India Iran Turchia Brasile e Arabia e Africa li potete steriliizzare per sempre

  • Giorgio
    Inserito alle 12:27h, 14 Gennaio Rispondi

    Il Giappone ha già invaso la Cina … evidentemente la lezione non gli è bastata !

  • nicolass
    Inserito alle 13:16h, 14 Gennaio Rispondi

    come è lontano il ricordo delle bombe atomiche americane su Hiroshima e Nagasaki…. altrimenti non si spiega come il Giappone posse essere alleato per non dire succube degli Usa

  • eusebio
    Inserito alle 13:39h, 14 Gennaio Rispondi

    La cosa fa un pò ridere, il Giappone sta uscendo dal debito pubblico USA ad una velocità siderale maggiore di quella cinese, in 4-5 mesi i giapponesi sono scesi da oltre 1,3 trilioni di dollari di titoli di stato USA a poco più di 1000 miliardi, nello stesso tempo la Cina è scesa da circa 970 miliardi di dollari a circa 900, probabilmente la differenza è che mentre lo yuan rispetto al dollaro si è molto rivalutato grazie ad una economia in piena salute nonostante le chiusure per covid (e chissà le faville che farà adesso che ha riaperto tutto), con le esportazioni e l’attivo commerciale ai massimi storici grazie al re indirizzamento del traffico commerciale verso Russia ed ASEAN, a scapito di USA e UE, lo yen giapponese non è sprofondato solo appunto perchè con i proventi della vendita dei titoli di stato USA la banca del Giappone ha comprato valuta e titoli denominati in yen.
    Del resto il Giappone ha un debito pubblico del 300% sul PIL contro il 30 della Cina, e con un PIL giapponese di 4 trilioni di dollari i nipponici dovevano tenerne quasi uno e mezzo bloccato nel rischiosissimo ed evitatissimo debito pubblico USA, mentre i cinesi con 18 trilioni di dollari di PIL, 4 di investimenti esteri tenevano poco più di 900 miliardi di dollari in titloli e valuta investiti in dollari, da cui ora seguendo l’esempio russo stanno uscendo gradualmente per non rimetterci.
    Anzi se non fosse per questa prudenza cinese visto il panico nipponico, considerando che pure il terzo detentore, il Regno Unito, è sceso in alcuni mesi da 660 a 600 miliardi di dollari,, forse il debito pubblico USA, comprato a mani basse dalla FED sarebbe atterrato molto duramente.
    Comunque ci avviciniamo all’epilogo del disastro americano, dalla fondazione nel 1913 al 2008 la FED aveva emesso solo un trilione di dollari in valuta, dal 2008 ad oggi ben 8 trilioni di dollari, segno che solo la stampa continua di dollari con cui vengono pagate le merci importate e autocomprati i titoli di stato-carta igienica emessi dal Tesoro USA l’economia americana si è tenuta in piedi.
    Ora gli USA sono nella trappola del debito, se alzano i tassi di interesse fanno scendere l’inflazione ma fanno salire il debito e mandano il paese in recessione, se li fanno scendere fanno esplodere l’inflazione a causa della carenza di offerta di merci a causa della completa deindustrializzazione.
    Ad un certo punto il debito pubblico esploderà e gli USA come stato unitario cesseranno di esistere.

    • nicholas
      Inserito alle 19:08h, 14 Gennaio Rispondi

      Eusebio, spero che ciò accada al più presto.
      Per curiosità, hai un’idea quando questo potrebbe accadere???

      • eusebio
        Inserito alle 07:25h, 15 Gennaio Rispondi

        Purtroppo molto in lù nel tempo, gli USA beneficiano del ruolo del dollaro come principale valuta di riserva a livello globale, l’impressionante crescita economia, industriale e tecnologica della Cina è stata ed è molto rapida, oggi gli USA sono nei confronti della Cina quello che era il Regno Unito nei confronti degli USA tipo anni Trenta del secolo scorso, quando l’industria americana dominava già il mondo con il 50% della capacità produttiva globale come oggi la Cina è circa al 40 ma allora la sterlina era ancora la valuta di riferimento, passeranno 20 anni e la Seconda Guerra Mondiale di mezzo, oggi le cose vanno più velocemente, gli alleati degli USA sono piuttosto nei guai, il Giappone sta in piedi solo perchè si auto compra i titoli di stato che emette vendendo debito USA, l’Italia non è fallita solo perchè sta nell’euro, il Regno Unito sta già affrontando una ferocissima recessione, l’Australia sta già riallacciando i rapporti economici con la Cina, probabilmente se non c’erano le gabbie di euro, UE e NATO a sottomettere l’Europa l’impero USA si era già ridotto al solo Nord America, comunque in 4-5 anni il potere politico-militare degli USA e monetario del dollaro dovrebbero essere terminati.

  • nicholas
    Inserito alle 16:13h, 14 Gennaio Rispondi

    Non mi aspettavo una cosa del genere dai Giapponesi.
    Considerando cosa abbiano subito in passato , continuano questa loro “amicizia” con gli yankee.

  • Sarabanda 82
    Inserito alle 17:49h, 14 Gennaio Rispondi

    Gli americani usano 2 pesi e 2 misure in europa hanno fatto di tutto x poter mettere le basi Nato sul territorio delle nazioni che confinavano con i territori Russi o almeno pochi distanti con la scusa che lo hanno voluto e richiesto x paura di un invasione Russa infischiandosene dei trattati firmati quando è crollata la vecchia Unione Sovietica. Mentre in Asia la Cina non dovrebbe, armarsi o difendersi xche diventerebbe pericolosa x i paesi confinanti insomma solo gli Usa possono fare o disfare deciderechi è il buono o il cattivo di turno gli altri devono solo allinearsi e ubbidire. Ma un vecchio proverbio dicechi troppo vuole niente.stringe. Se ne rendono conto?

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