La Chiesa ortodossa russa ha affermato che Papa Francesco ha delineato in modo errato il suo colloquio col patriarca Kirill

MOSCA, 4 maggio. /TASS/. Papa Francesco, in un’intervista al Corriere della Sera, ha delineato in modo errato il suo colloquio, del 16 marzo, col Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, ed è improbabile che tali affermazioni contribuiscano ad instaurare un dialogo costruttivo tra le Chiese Cattolico Romana e Russa Ortodossa. È quanto viene affermato nella precisazione ufficiale del servizio di comunicazione del Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Estere del Patriarcato di Mosca, pubblicata mercoledì sul sito web dello stesso Dipartimento.

“Suscita rammarico che un mese e mezzo dopo il colloquio col Patriarca Kirill, Papa Francesco abbia scelto un tono sbagliato per trasmettere il contenuto di tale colloquio. È improbabile che tali affermazioni contribuiscano ad instaurare un dialogo costruttivo tra la Chiesa Cattolica Romana e la Chiesa Ortodossa Russa, che è particolarmente necessario in questo momento”.

Nella stessa comunicazione si annota come il Patriarca, nel colloquio con il Pontefice, si sia soffermato su alcuni fatti, che non sono stati ripresi dai media occidentali. Il Primate della Chiesa russa, in particolare, ha affermato che il conflitto è iniziato nel 2014 con gli eventi del Maidan a Kiev, che hanno portato ad un cambio di potere in Ucraina. Il Patriarca Kirill ha prestato particolare attenzione ai tragici eventi del 2 maggio 2014 nella Casa dei Sindacati di Odessa, quando a causa delle azioni dei gruppi nazisti persero la vita un gran numero di pacifici cittadini di lingua russa.

Poi, il patriarca Kirill”, come trasmesso dalla comunicazione del Dipartimento Ecclesiastico russo, “ha ricordato che alla fine dell’era sovietica, la Russia fu rassicurata che la NATO non si sarebbe spostata di un solo centimetro verso Est. Tuttavia, questa promessa venne infranta, e all’interno della NATO entrarono persino le ex Repubbliche Sovietiche Baltiche. Di conseguenza, si è sviluppata una situazione molto pericolosa: i confini della NATO si trovano a 130 km da San Pietroburgo, il tempo di volo dei missili è di alcuni minuti. Qualora l’Ucraina fosse ammessa alla NATO, anche il tempo di volo (dei missili ndr.) per Mosca sarebbe di alcuni minuti. La Russia non poteva e non può permettere che ciò avvenga”.

Patriarca di Mosca

Al termine del colloquio (col Papa ndr.), il patriarca Kirill ha sottolineato che il suo gregge è su entrambi i lati opposti e che la situazione attuale è per lui fonte di grande dolore. Kirill ha esortato, “trascurando la componente geopolitica”, di porre la questione su come le Chiese e i leader spirituali possono influenzare lo stato delle cose e contribuire alla rappacificazione delle ostilità, al fine di ottenere pace e giustizia.

Il capo del Dipartimento Sinodale per i Rapporti della Chiesa con la Società e i Media, Vladimir Legojda, in relazione alle dichiarazioni di Papa Francesco, nell’intervista al Corriere della Sera ha affermato:
“È un peccato che la recente interpretazione del colloquio tra Papa Francesco e il Patriarca di Mosca Kirill, avvenuta il 16 marzo 2022, presenti inaspettatamente questo colloquio sotto una nuova luce, che non corrisponde del tutto al suo contenuto e alla sua natura. Chiaramente il contatto del 16 marzo ha portato una nota pacificatrice nella discussione sulla situazione in Ucraina, che si è riflessa anche nei notiziari ufficiali diffusi da entrambe le parti, dopo la conversazione. Tuttavia, l’intervista menzionata si basa su interpretazioni che suscitano rammarico e incomprensione”.

L’intervista a Papa Francesco

Papa Francesco martedì in un’intervista al Corriere della Sera, per l’appunto, ha affermato che il patriarca Kirill, nei primi 20 minuti della loro comunicazione su Zoom, “con carta in mano” gli “ha letto” tutte le giustificazioni [per iniziare] la guerra” in Ucraina. Il Pontefice gli ha risposto che i capi spirituali “non sono funzionari statali” e “non possono usare il linguaggio della guerra”.
Il Pontefice ha riconosciuto che “non c’è abbastanza volontà di pace” e che è piuttosto pessimista su una rapida soluzione del conflitto ucraino.

Il servizio stampa della Santa Sede ha inoltre riferito che Papa Francesco ha esortato il Patriarca Kirill “a unire le forze in nome della pace”. Al termine dell’incontro, il Dipartimento Ecclesiastico russo ha affermato che le parti hanno discusso della situazione in Ucraina, prestando particolare attenzione agli “aspetti umanitari dell’attuale crisi e alle azioni della Chiesa Ortodossa Russa e della Chiesa Cattolica Romana per superarne le conseguenze”. Il Papa e il Patriarca Kirill hanno anche espresso la loro speranza per “il rapido raggiungimento di una pace giusta”.

Fonte: https://tass.ru/obschestvo/14544289

Nota: Papa Francesco nella sua intervista al Corriere della Sera dopo aver definito il Patriarca Kirill “il chierichetto di Putin” ha espresso il desiderio di recarsi a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin.
Tuttavia con tale espressione, piuttosto colorita, rivolta al Patriarca Kirill, Papa Francesco implicitamente esclude il Patriarca stesso come autorevole interlocutore (“chierichetto”).
Ne consegue che l’accettazione della visita del Papa al Cremlino, qualora fosse possibile, al di là dei nobili propositi orientati alla ricerca di una soluzione di pace al conflitto ucraino, corre il rischio di essere interpretata, almeno dai vertici del Patriarcato ortodosso russo, o semplicemente dai suoi fedeli, come una sorta di provocazione, una cuneo che tenta d’inserirsi tra i rapporti cordiali dello stesso Patriarcato col Cremlino.
Alla luce di questa congettura, quindi, la missione a Mosca del Papa di Roma (“Papa Rimskij”, come si dice in russo) potrebbe diventare una mossa azzardata forse più incline a dividere la società russa, piuttosto che a trovare soluzioni di pace al conflitto ucraino.

Traduzione e nota di Eliseo Bertolasi

5 Commenti
  • Manente
    Inserito alle 23:06h, 05 Maggio Rispondi

    Non sono pochi i Cattolici che sono perplessi e preoccupati per la deriva “nichilista” che Bergoglio ha imposto alla Chiesa di Roma ed il fatto che colui che in alcuni ambienti viene sospettato essere il “cappellano dei Rothschild”, si spinga al punto da oltraggiare il Patriarca Kirill definendolo “chierichetto di Putin”, avvalora i peggiori sospetti sulla sua “figura” e sulla sua reale volontà di proporsi come “mediatore” di pace.

  • natalino
    Inserito alle 00:09h, 06 Maggio Rispondi

    Gli avvenimenti relativi all’affondamento dell’incrociatore argentino “General Belgrano” ha molte similitudini con le circostanze che circondano l’affondamento dell’incrociatore “Mockba”. Peró in quest’ultimo caso i luoghi e gli attori sono di tutt’altra pasta.
    La Russia non é l’Argentina. Il Dondass non é le isole Falkland Il presidente Putin non é il presidente Gualtieri. Il papa Francesco non é il papa Wojtyla.
    Papa Francesco, beninteso, sta facendo il suo lavoro di capo della Chiesa Cattolica Apostolica Romana che peró coincide con gli interessi, ora come allora, degli anglo-usa-sionisti. In quell’epoca per risolvere il conflitto fu inviato Papa Wojtyla a Buenos Aires e come per miracolo 3 giorni dopo la sua richiesta di pace, Gualtieri, anche se l’esito della guerra era ancora indeciso, il 14 giugno del 1982 si arrese agli inglesi ed abbandonó le isole Malvinas rinunciando ad inviare i programmati rinforzi alla guarnigione (la guarnigione non si fece scudo dei civili come stanno facendo i neo nazzisti ucraini e i mercenari anglo-usa-sionisti).
    Anche in questo caso in concomitanza con l’affondamento di un simbolo di potenza si muove il PAPA, ma sembra, visti gli esiti, in modo maldestro.

  • Flavio
    Inserito alle 00:43h, 06 Maggio Rispondi

    Mi permetto di pensarla diversamente dal “Corriere”…
    Al colloquio del 16 marzo seguì questa notizia:
    https://www.affaritaliani.it/politica/vaticano-provocazione-italia-nuovo-ambasciatore-russo-sara-paramonov-787123.html
    Ciò fa supporre che i toni siano stati ben diversi. Oppure che Papa Bergoglio, resosi conto del passo falso, vi abbia posto rimedio alla svelta. Conoscendo la linea del “Corriere della Sera” propendo per la prima, Forse a Mosca lo considerano ancora un organo d’informazione e non di propaganda, visto quanto hanno preso sul serio ciò che ha pubblicato… Auspico che la realtà sia differente da quella narrata in questo articolo. Un prossimo incontro tra il Santo Padre ed il presidente Putin servirà a chiarire le cose. Ammesso che ce lo facciano sapere.

  • Gabriella
    Inserito alle 09:32h, 06 Maggio Rispondi

    Non è la prima volta che Bergoglio si rivela totalmente inadeguato a ricoprire il ruolo che gli è stato dato, Ha troppe preoccupazioni mondane.

  • Gino Labriola
    Inserito alle 11:26h, 06 Maggio Rispondi

    Credo che l’interlocutore giusto per Bergoglio sia il presidente Zelensky, sono allo stesso livello morale ed etico!

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