La campana ha iniziato a suonare per l’Elite di Potere di Washington e Londra

di Luciano Lago

Mentre è in corso il vertice del G-20 a Roma, soprannominato il vertice dell’ipocrisia, con grandi discorsi retorici sulla pace e sul clima e misure di sicurezza straordinarie, gli Stati Uniti ed i loro alleati muovono le loro pedine in direzione del Mar Nero per dare sostegno all’offensiva del loro alleato ucraino nell’Est dell’Europa.
Così è arrivato nel Mar Nero il cacciatorpediniere americano USS. Porter armato di missili Tomhawak per dare man forte alle truppe ucraine impegnate nell’offensiva contro i russi del Donbass e presto arriverà nel Mar Nero anche l’ammiraglia della sesta flotta statunitense,la Mount Whitney, come ha dichiarato il comando del quartiere navale statunitense, Strikfornato. La Mount Whitney” e gli ufficiali di stato maggiore situati su tali unità “opereranno nel Mediterraneo e nel Mar Nero insieme ad alleati e partner della Nato, lavorando per garantire sicurezza e stabilità nella regione”, recita il comunicato.
Nessuno pensa che questa sia una coincidenza mentre la guerra infuria sul fronte orientale e la Russia ha già predisposto una concentrazione di forze corazzate e sistemi missilistici al confine con l’Ucraina in attesa del momento in cui intervenire.


Nello stesso tempo la Polonia concentra le sue forze sul confine bielorusso e richiama i riservisti, sentendosi minacciata dall’esercito di quel paese che ha predisposto le sue difese ad ovest. Tutto questo accade fra un accumulo di tensioni determinato anche dalle continue dichiarazioni roboanti degli esponenti dell’amministrazione Biden che incitano i paesi europei a fornire anche loro armi letali all’Ucraina e dalla stessa ministro della difesa tedesco, Annegret Kramp-Karrenbauer, che aveva minacciato Mosca dell’utilizzo di armi nucleari per contenere la sua minaccia in Europa.
Come se non bastasse, gli USA hanno fatto trapelare la notizia che sono ormai sul punto di rompere le trattative con l’Iran sull’accordo per il nucleare e stanno considerando un piano di attacco contro l’Iran, concordato con Israele, per neutralizzare le centrali nucleari di quel paese. Naturalmente la giustificazione è la solita: Israele ha diritto a difendersi, utilizzata ogni qualvolta Israele attacca i paesi vicini. Sottinteso gli altri paesi non hanno diritto e solo Israele ha licenza di attaccare e massacrare le popolazioni dei paesi vicini, come sanno bene siriani, palestinesi e libanesi.

Missili cinesi in parata


Quindi tutto lo scenario internazionale in Europa e Medio Oriente non è per nulla pacifico e tanto meno lo è quello dell’Asia dove Washington continua a minacciare la Cina di intervento su Taiwan se Pechino si azzarda a rivendicare la sovranità di una sola Cina. Riconosciuta dalla stassa Taiwan la presenza di truppe USA sull’isola, questa suona come ulteriore provocazione contro la Cina che non tollera interfenze nella sua sfera .
Queste minacce di Washington, nel caso della Cina, sarebbero senza dubbio un bluff ma servono a tenere alte le tensioni ed ha favorire l’acquisto di armamenti dall’apparato militare industriale USA che è quello che si avvantaggia nei suoi profitti delle tante guerre lanciate dagli USA.
Sembra di rivivere i momenti del 1939 o del 1914 che hanno preceduto le due ultime guerre mondiali. L’Impero USA sente di aver perso il suo dominio unilaterale e cerca di riguadagnare terreno lanciandosi in nuovi conflitti nel tentativo di fermare l’ascesa delle superpotenze concorrenti (Russia e Cina) e di riportare all’ordine i paesi che cercano di affrancarsi dalla dominazione USA, utilizzando forza militare, minacce e sanzioni.


Tutto però sembra inutile in quanto la storia sta determinando il suo corso e la parabola dell’impero anglo USA è in discesa e con essa cade la maschera di ipocrisia con cui ha sempre ammantato il suo dominio sugli altri popoli. La vuota retorica di democrazia e diritti umani, utilizzata come arma per giustificare i suoi interventi militari, non ha più presa neppure sulle menti più ottenebrate dalla propaganda mediatica svolta incessantemente dai mega media occidentali e dai loro reggi coda. Questi falsi media non riescono più a coprire gli spaventosi crimini e massacri commessi dagli anglo USA contro le popolazioni civili dell’Iraq, della Siria, della Libia, dell’Afghanistan, della Somalia e di tanti altri paesi dove sono intervenuti quelli che la stampa mainstream definiva “i liberatori”.
Il re è nudo e la stessa società americana è in forte crisi, lacerata dalle contraddizioni e dalle enormi sacche di miseria, di emarginazione e di rifiuto del sistema che si sono aperte al suo interno.
Il conflitto non è più fra le nazioni ma fra l’elite di potere dominante e le masse soggiogate e impoverite dal sistema di sfruttamento imposto dall’alto. Le oligarchie dominanti non sono tranquille e, come ultimo loro espediente, stanno provando ad imporre, con il pretesto della emergenza sanitaria, un sistema globale di controllo sociale esteso per via tecno informatica in modo da avere il tracciamento di tutte le persone ed il polso della situazione dei sudditi.
Fra le masse però in molti hanno fiutato l’inganno e molta gente ha iniziato a rivoltarsi scendendo in strada e manifestando la propria repulsa.
La campana inizia forse a suonare per l’elite al potere, non sarà così facile sottomettere e dividere le popolazioni come loro speravano.

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