La caduta della lira turca provoca forte malcontento tra i militari turchi in Siria


Polverizzati dalle unità curde, i soldati turchi e i terroristi/mercenari alleati turchi in Siria sperano che il presidente Erdogan li paghi in valuta estera, una richiesta che è lungi dall’essere accolta dal presidente turco e che ha scatenato lo scoppio di disordini all’interno dell’esercito turco in Siria.

Secondo fonti russe e siriane, una delle più grandi operazioni militari delle forze armate turche in Siria, precedentemente annunciata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, non solo non si è conclusa con successo per la Turchia, ma non è nemmeno iniziata.

Ad oggi, oltre a distruggere decine di veicoli corazzati dell’esercito turco, le unità curde hanno inflitto pesanti perdite a militanti e soldati turchi in Siria.

“In questo momento, si sta preparando una vera rivolta tra soldati turchi e terroristi filo-turchi in Siria, che chiedono il pagamento dei loro stipendi in valuta estera, che potrebbe avere conseguenze assolutamente imprevedibili per Ankara”, ha riferito la stessa fonte. .

In definitiva, in caso di ribellione diffusa tra l’esercito turco e i terroristi filo-turchi in Siria, sarà il presidente turco a essere sotto i riflettori per le sue politiche in Siria a portare la Turchia sull’orlo del collasso. , come testimoniato dalla caduta senza precedenti della lira turca.

“Erdogan sa bene che non appena proverà a lanciare un’operazione militare nel nord della Siria, la lira turca crollerà del 20-30%, il che peggiorerà l’attuale situazione tra i soldati turchi”, informano fonti.

Per ora, il leader turco sta cercando di stabilizzare l’economia del Paese, ma entro la fine della prossima settimana il valore della valuta nazionale dovrebbe scendere del 250% rispetto a quello che esisteva all’inizio di quest’anno.

In un discorso pronunciato questo mercoledì 1 dicembre al parlamento turco, il presidente turco ha ribadito ancora una volta il suo sostegno ai tagli dei tassi di interesse, dichiarando che “il popolo turco deve agire razionalmente ed evitare il panico dovuto al crollo record della lira turca” .

Appena un’ora dopo il discorso di Erdogan, la lira turca è caduta di nuovo. Secondo Reuters, quest’anno il valore della lira turca rispetto al dollaro è sceso del 47%.

Circa una settimana fa, la lira turca è scesa del 15% in risposta alle nuove dichiarazioni del presidente Tayyip Recep Erdogan, che ha difeso i recenti tagli dei tassi di interesse da parte della banca centrale del Paese.

Proteste in Turchia per la svalutazione della moneta

Da diversi anni Erdogan si oppone fermamente a qualsiasi aumento dei tassi di interesse, emarginando dalla sfera politica ed economica tutti coloro che su questo punto non sono d’accordo con lui.

Molti economisti turchi affermano che abbassare i tassi di interesse è un grave errore che potrebbe far precipitare l’economia del Paese in una grave crisi.

Il quotidiano Financial Times ha riferito che il presidente turco deve affrontare crescenti avvertimenti che il suo particolare approccio alla gestione dell’economia turca non sta funzionando.

Il Financial Times ha proseguito: “L’opposizione turca non è mai stata più forte. Sebbene altri li accusino di sognare ad occhi aperti, sono convinti che il crollo economico della Turchia li aiuterà a cacciare Erdogan dalla scena politica del Paese. Mentre il prossimo turno elettorale del 2023 segnerà il centenario della fondazione della Repubblica di Turchia, alcuni analisti prevedono che un voto anticipato potrebbe avvenire all’inizio della prima metà del prossimo anno».

Fonti: Al Manar – Financial Times

Traduzione: Luciano Lago

6 Commenti
  • Francesco
    Inserito alle 03:31h, 03 Dicembre Rispondi

    devono solo chiamarla “Sterlina turca” e cesserà di svalutarsi

  • atlas
    Inserito alle 03:35h, 03 Dicembre Rispondi

    ovunque vi è, o vi è stata (vedasi l’Egitto), la fratellanza democratica salafita al potere, essa ha creato in poco tempo danni economici enormi. L’Egitto si è salvato solo con l’intervento risolutivo di Al Sisi, ma egli deve mettere a morte tutti quelli che tiene in carcere, senza alcuna minima pena. Tagliare la testa della tenia o si può riformare. Loro compito è distruggere la nazione, poi se ne possono anche andare. In Tunisia quel presidente è dovuto arrivare a sospendere un parlamento che non ce la faceva più nemmeno a riunirsi, in Marocco hanno portato il RE a doversi inginocchiare ai giudei che occupano la Palestina. In Algeria 10 anni di guerra, e ancora tramano. In Libia si sono insinuati nel caos di merdogan che c’è. Quì c’è l’ucoi, il cui capo è Mohammad Noury Dachan, siriano nemico di Assad. In Europa la loro sede è a Leicester in GB. Vanno avanti e indietro fra le banche ebraiche, in Svizzera, in Germania, in Olanda, in Irlanda (questo è solo quanto potuto vedere con i miei occhi). E’ gentaglia incapace alle dipendenze funzionali di Soros e del PD ebraico internazionale, merdogan è uno di questi

  • Giorgio
    Inserito alle 07:43h, 03 Dicembre Rispondi

    I doppi – triplo giochisti come Erdogan di solito non fanno una bella fine ……….

  • Arditi, a difesa del confine
    Inserito alle 08:41h, 03 Dicembre Rispondi

    Costantinopoli ritornera’ cristiana.

    • Giorgio
      Inserito alle 18:00h, 03 Dicembre Rispondi

      Via la Turchia da Cipro nord ….. invasa nel 1974 …….
      Via la Turchia da Tripoli a sostegno di un governo abusivo servo dell’occidente ……..
      Via la Turchia dal nord della Siria occupato illegalmente con il pretesto di combattere i curdi ……

    • atlas
      Inserito alle 04:29h, 04 Dicembre Rispondi

      @ardito: impikkati

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