La Bulgaria ha aperto la porta alle armi nucleari americane


Di Asia Suan
Il 17 luglio di quest’anno il Parlamento bulgaro ha ratificato un contratto per l’acquisto di otto caccia americani F-16 Block 70.
Si è arrivati a tale decisione dopo lunghe discussioni e accuse reciproche di falsità e di servire interessi di forze esterne.
Prima delal conclusione dell’affare gli esperti dell’aeronautica avevano già fatto notare che la Bulgaria avrebbe bisogno di un tipo d’aereo diverso, ma la loro voce non è stata ascoltata.

Lockheed Martin’s F-1
 

Coloro che hanno mosso critiche sui costi, o dubitato della necessità di un simile aereo, o addirittura avanzato delle critiche su eventuali violazioni della stessa procedura di appalto,
o sulla completa mancanza di accettazione di qualsiasi
responsabilità da parte degli Stati Uniti, sono stati attaccati dai rappresentanti della lobby atlantica nel Paese per essere
immediatamente bollati come “agenti del Cremlino”
.Il Consiglio Atlantico della Bulgaria ha persino annunciato in anticipo: “Chiunque intervenga contro gli F-16, conduce un’aggressione ibrida a favore di Mosca”.

Nonostante le stupide accuse, le critiche ci sono state. Ma la voce degli esperti è stata volutamente soffocata. Sui media bulgari, pochi giorni prima del voto, è apparsa l’opinione del colonnello Chavdar Borachev, ingegnere dell’Aeronautica Militare e veterano dell’intelligence militare bulgara. Borachev ha avvertito che tale aereo potrebbe trasportare armi nucleari riferendo inoltre che gli Stati Uniti stanno facendo pressione sulla Bulgaria per questo acquisto. A conferma di ciò Borachev ha portato argomentazioni, aggiungendo che le infrastrutture delle basi aeree, dei magazzini e delle strutture militari sul territorio della Bulgaria sono in fase di predisposizione e ammodernamento per il possibile stoccaggio di armi nucleari. Tuttavia, in pratica, su tale pericolo non è stato condotto alcun dibattito. Sono uscite anche delle pubblicazioni, ma senza commenti da parte di coloro che avrebbero dovuto prendere una decisione. Ed è andata così fino al giorno della ratifica dell’accordo.

Durante i dibattiti parlamentari, i deputati del partito “Ataka”, Pavel Shopov e il professor Stanislav Stanilov hanno ammonito che gli aerei, tema dei dibattiti, delle discussioni e scopo dell’acquisto, potrebbero diventare vettori di armi nucleari. I deputati hanno avvisato che si tratta di un passaggio storico e che tale decisione dovrebbe essere presa dopo reali dibattimenti. Ecco perché hanno proposto di rinviare la votazione. Altri parlamentari in sala non hanno, né confermato, né negato tale minaccia e non hanno nemmeno commentato cosa tutto ciò potrà significare per il Paese. In tal caso, le armi nucleari statunitensi sul territorio bulgaro saranno sotto il controllo degli Stati Uniti e non saranno controllate da parte della Bulgaria.

Preoccupazioni a tal proposito, nel Paese, sono sorte su alcuni media sullo sfondo del rinnovato problema relativo alla collocazione delle armi nucleari americane in Europa e alla tensione tra Stati Uniti e Turchia dopo l’acquisto (da parte di quest’ultima ndr.) degli S-400 (sistema d’arma antiaereo russo ndr.). Ricordiamo, inoltre, che in Turchia, nella base di Incirlik, ci sono armi nucleari statunitensi e che alcuni anni fa sono apparse informazioni sul loro possibile trasferimento nell’Europa orientale. Questa situazione desta preoccupazione per una possibile decisione, da parte americana, di trasferire parte di queste armi in Bulgaria, coinvolgendo, di fatto, un paese “non nucleare” nei loro piani. La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, alla domanda giornalistica sulla situazione attuale, ha commentato che la pratica delle missioni congiunte della NATO, che includono elementi di pianificazione nucleare, lavori sull’adozione di armi nucleari statunitensi e il loro impiego col coinvolgimento di stati “non nucleari”, è in diretta contraddizione col “Trattato di non proliferazione nucleare” in conformità con le clausole 1 e 2 dello stesso Trattato.

Ma torniamo al voto del parlamento bulgaro: Il deputato Stanilov, prima della seconda votazione per la ratifica dell’accordo di acquisto ha dichiarato: “Ho votato contro l’accordo grazie alle argomentazioni dei miei colleghi di Ataka, ma prendo la parola per sottolineare ancora una volta l’argomento principale: noi tra tutti i candidati, tra tutte le aziende produttrici, tutti i paesi e così via.. (al bando d’acquisto per la sostituzione degli obsoleti MiG-29, oltre agli USA hanno partecipato anche altri Paesi tra cui Svezia e Italia ndr. https://topwar.ru/147887- bolgarija-ischet-zamenu-migam-chto-predlozhat-zapadnye-partnery.html ), acquisteremo l’unico aereo che è abilitato a trasportare armi nucleari e apriremo così la porta alla presenza di armi nucleari in Bulgaria. Questo è il mio argomento principale”. Il deputato Shopov ha di seguito ammonito: “La pratica, quando si tratta di “contratti”, consiste in due “letture” in Parlamento condotte in una sola seduta, ma qui non si tratta di un “contratto”, e nemmeno di un caso semplice. Questo è un “atto storico”, una decisione estremamente importante per cui non dovremmo aver fretta. Alcune persone, chiaramente, hanno fretta di riferire ai loro curatori sull’esecuzione dei compiti affidatigli e perciò hanno premura d’iniziare il secondo turno di votazioni sull’accordo”. Shopov ha poi sottolineando che il vero dibattito, nella società, inizia solo ora, e che la questione rimane aperta; ha inoltre esortato a non passare alla seconda votazione, finale, sulla ratifica dell’accordo. L’accordo, tuttavia, è stato ratificato in seconda “lettura” con 123 voti su 240 eputati del Parlamento bulgaro. Sempre Shopov ha promesso di lanciare un’iniziativa per la creazione di un meccanismo per la non proliferazione delle armi nucleari sul territorio bulgaro. Se la Bulgaria consentirà la presenza di armi nucleari statunitensi sul suo territorio, diventerà automaticamente un bersaglio dei missili russi. Allo stesso tempo, gli stessi bulgari, non avranno il controllo di queste armi e dovranno solo sperare che, da parte americana, non s’intraprenda alcuna impresa avventata alle loro spalle.

Aggiornamento https://ria.ru/20190723/1556812220.html Il 23 luglio, la Radio nazionale bulgara ha riportato la notizia che il presidente bulgaro Rumen Radev, ponendo il veto, ha bloccato la ratifica della transazione per l’acquisto negli Stati Uniti degli aerei da combattimento F-16 del valore pari a 1,26 miliardi di dollari. Radev, ex ufficiale dell’Aeronautica Militare, ha affermato che le feroci controversie nel parlamento bulgaro testimoniano un insufficiente accordo pubblico sull’acquisto.

Sempre secondo le sue parole, l’abbreviata procedura del dibattito parlamentare non ha permesso di chiarire tutta una serie di questioni importanti: certificati di garanzia da parte degli Stati Uniti, date di consegna, sanzioni e altro.. La parola passa ora al Parlamento che con la semplice maggioranza, può scavalcare il veto del presidente.

Traduzione dei testi di Eliseo Bertolasi

nella foto in alto il premier bulgaro, Boiko Borissov, con Mike Pompeo)

Fonte https://news-front.info/2019/07/22/sofiya-my-otkryli-dver-dlya-yadernogo- oruzhiya-v-bolgarii/

3 Commenti

  • Aurora
    25 Luglio 2019

    La mafia bulgara che comanda di più di 15anni ha fatta morire di povertà miseria e repressione famiglie interi,ha inciso tutti bestie pecore capre e suini,ha fatto emigrare 2,5mln bulgare e adesso per un sacco di dollari e pronta fare tutto contro popola e la vita umana

    • atlas
      26 Luglio 2019

      più che altro hanno distrutto tante famiglie siciliane

      da quando sono arrivate qui donne bulgare gli uomini hanno tralasciato le loro mogli per le concubine e questo è grave perché le siciliane s’incollano all’uomo come piattole …

  • eusebio
    25 Luglio 2019

    La Russia viene sottoposta ad erosione dalla NATO, dovrebbe affrettarsi ad annettere tipo Crimea il Donbass, la Bielorussia, l’Ossezia e l’Abchasia, tanto sono tutti cittadini russi.

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