"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Banda di Lucy Stein è sbarcata a Mosca

DI ISRAEL SHAMIR

Riuscirà un gruppetto di fanatici di Putin a vincere le elezioni per la Città di New York ?

Chissà, forse senza spargere sangue e facendo poco rumore, potrebbero anche riuscirci.

Comunque alle elezioni della scorsa settimana, le forze filo-americane hanno conquistato un terzo dei seggi del Municipio di Mosca.

Uno shock bello forte, leggermente mitigato dal silenzio dei media che ha accompagnato sia le elezioni che i risultati delle elezioni.

Di solito, non mi occupo molto della politica interna russa (a differenza di quella estera). Sono campanilisti, oscuri e non democratici. Questo vale per la politica interna in tutti i paesi che conosco, ma in Russia i partiti non sono nemmeno competitivi tra di loro.

La longa manus del Cremlino cerca di gestire il risultato con la stessa sottigliezza che hanno usato i democratici alle primarie con Debbie Wasserman Schultz.

Stavolta hanno avuto un’idea apparentemente brillante: Quanto sarebbe stato bello se fossero andate ai seggi elettorali solo poche persone! Perché no, solo quelli che chiedevano espressamente di votare. Così non è stata fatta nessuna pubblicità, zero annunci, zero copertura televisiva. Le persone hanno avuto una vaga consapevolezza delle elezioni municipali e la cosa è stata tenuta con un profilo tanto basso che solo pochi hanno partecipato: poco più del dieci per cento dell’elettorato. Questo cinico sotterfugio si è rivelato un pessimo flop.

A Mosca ( l’unico posto che conta veramente in Russia) i tre principali partiti di opposizione, i comunisti, i nazionalisti e i socialisti favorevoli al Cremlino, sono stati decimati. I loro voti sono stati scippati dai liberali filo-occidentali, quelli “con i geni buoni”, “quei biondini a cui bisogna stringere le mano”, tutti epiteti legati vagamente all’idea che hanno i russi su tutto quello che ha a che fare con un prospero- giudaismo, o con la nomenclatura sovietica ebrea.

Tra i nomi più conosciuti c’è Lucy Stein, giovane giornalista ebrea di una certa notorietà – che ha fatto un calco di gesso dei suoi seni e ha filmato un video di un ragazzino maltrattato dalla polizia di Putin. Un altro nome conosciuto è Maxim Katz, giovane attivista ebreo, che ha organizzato la deposizione di fiori sul luogo dell’assassinio del leader dell’opposizione, Nemtsov, ricavandone probabilmente qualche vantaggio personale.

Questi giovani (tutti sui vent’anni) sono stati guidati da Dmitry Gudkov, parlamentare russo, figlio di un altro parlamentare russo. Questa cosa ci ricorda qualcosa della House of Lords, ma Gudkov-il-Vecchio è un ex colonnello del KGB, un oligarca, boiardo di Stato, piuttosto che erede di una carica ereditaria. Quelli di Gudkov hanno fatto una coalizione sciolta con la Yabloko (la Apple russa), un partito liberale di una certa importanza ai tempi di Yeltsin, che si oppone alle politiche di Putin, vuole la restituzione della Crimea all’Ucraina e una alleanza con l’Occidente liberale.

Mentre gli altri partiti non hanno mosso un dito, i liberali si sono premurati di partecipare a queste neglette elezioni e i loro elettori sono andati a mettere la loro scheda nelle urne. Per questo hanno importato tutta la tecnologia americana e uno dei promotori di Sanders, Vitali Shklyarov, uno che è nato in Russia, è andato a mettere in piedi quello che hanno chiamato un “Uber politico”, una app per il web che serve a campionare candidati e per catturare elettori. Oltre al fatto che questi hanno speso enormemente più dei loro concorrenti.

Sta arrivando la Democrazia ? Ma che davvero!

Questo è stato un esempio chiaro di vera interferenza (al contrario di quella fantasiosa) nelle elezioni straniere. Mentre l’ FBI – di tutte le prove di cui ha sempre parlato non è riuscita a produrre niente di veramente tangibile sulle interferenze russe nelle elezioni statunitensi – una indagine di Facebook “ha rivelato di aver venduto fino a 150.000 $ in annunci politici tra il 2015 e il 2017 a entità pro-Cremlino”,– le interferenze USA nelle recenti elezioni di Mosca sono state enormi, potenti ed efficaci. Le forze filo-americane hanno speso più di sessanta milioni di dollari a Mosca, secondo stime molto conservatrici, ma probabilmente hanno speso molto di più. E i fondi sono venuti dall’estero.

L’idea stessa di una interferenza russa sulle elezioni USA era affascinante ma sciocca. I russi non giocano nello stesso campionato, se si parla di tecnologie politiche. Gli americani stanno molto più avanti, perché sono cresciuti in un ambiente molto competitivo. L’unica possibilità che possono trovare i russi per competere ed avere elezioni oneste, sarebbe usare una tecnologia come quella che usano gli americani, vale a dire entrare in aperta competizione contro le interferenze straniere. Il Cremlino potrebbe e dovrebbe seguire il percorso di ogni dollaro USA spesso dalla banda Stein-Katz e ribattere con la stessa durezza che usano gli americani contro l’interferenza immaginaria dei russi. Ma che vi credete che i russi siano come gli americani? Ne dubito. I wiseguys che hanno manipolato le elezioni per il Cremlino faranno tutto il possibile per non parlarne più e non c’è stato, nemmeno, qualche media russo di una certa importanza che ne abbia parlato, per ordine esplicito del Cremlino.

Abbiamo le prove per sostenere quando parliamo di interferenze USA nelle elezioni russe: una confessione fatta dal coordinatore di Open Russia, organismo politico creato da Michael Khodorkovsky. Questo oligarca – che fu uno degli uomini più ricchi della Russia – si è fatto nove anni di prigione per enorme evasione fiscale, per corruzione, criminalità organizzata e tentato omicidio, uno degli squali più brutali e spietati che abbiano mai nuotato nelle più torbide acque dell’attività e della politica russa.

Khodorkovsky è stato un agente americano che ha usato per molti anni la sua influenza in Russia e dopo essere stato perdonato dal presidente Putin, si è trasferito all’estero ed è diventato il perno di una campagna clandestina guidata dagli Stati Uniti per il cambiamento di regime in Russia.

Insieme ad altri oligarchi esiliati (e ricercati), come Nevzlin, che abita a Tel Aviv e Chichvarkin, che abita a Londra, Khodorkovsky è uno che manda pacchi di soldi all’opposizione filo-occidentale in Russia.

Il suo coordinatore Maria Baronova è stata molto vicina a Khodorkovsky, ma da qualche tempo, si è allontanata da lui, nel suo blog di Facebook ammette che “Gudkov e Katz fanno parte di un progetto segreto di M. B. Khodorkovsky” mentre altri elementi dell’opposizione fanno parte di un progetto pubblico di Khodorkovsky. In altre parole, tutta la campagna è stata organizzata da Washington, o forse da Langley.

Come abbiamo appreso su Wikileaks al riguardo dei messaggi del Dipartimento di Stato, questo è il modo in cui oggi agisce la C.I.A. per l’orchestrare i cambiamenti di regime: invece di mandare denaro in una valigia direttamente all’opposizione, usano gli oligarchi come intermediari. Questo procedimento è stato usato in Siria a partire dal 2006, così come fu usato in Libano, e ora viene messo in atto a Mosca.

Il sistema politico post-sovietico russo, che ha messo in piedi la squadra dei capoccioni di Putin, ha una parte di colpa. I comunisti, i nazionalisti di Zhirinovsky e i socialisti di Mironov sono stati umiliati e addomesticati in un modo tanto assoluto da aver perso le palle, la volontà, il desiderio di vincere – e anche i loro elettori. La gente ci si è abituata. Il partito di governo Russia Unita non è meglio; è un clone privo di denti di un inutile CPSU, del Partito Comunista dell’Unione Sovietica che fu smantellato da Gorbaciov e Yeltsin senza nessuna opposizione da parte di milioni di persone aventi diritto al voto. È un partito fatto da persone che vogliono avere potere e privilegi.

I vincitori delle recenti elezioni municipali di Mosca non sono solo i figli della nomenclatura “i biondini con la faccia pulita”, ma sono stati scelti dallo Stato Profondo degli USA. Lo hanno fatto usando il know-how americano e il denaro pubblico americano. Questa è stata una interferenza reale e di grande successo, e gli organizzatori sono rimasti a debita distanza.

L’Ucraina era stata governata da un Partito delle Regioni, più o meno come quello al governo in Russia, guidato dall’ On. Victor Yanukovych, il partito è caduto a pezzi dopo il colpo di stato e i suoi membri hanno abbandonano la nave che affondava il più presto possibile.

Anche Russia Unita si dissolverà se le cose andranno male e guarderà impotente Khodorkovsky che entra al Cremlino e probabilmente lo applaudirà.

Il 70% che oggi sembra appoggiare Russia Unita, non costituisce nessuna garanzia per una corsa indipendente di Putin. Sarebbe meglio se Putin facesse affidamento su quadri meno imponenti, ma più affidabili e più devoti. Diceva Lenin, “una piccola alice è meglio di un grosso scarafaggio”.

Mosca manifestazione non autorizzata

(Questo vale anche per altri paesi, come hanno dimostrato Trump e Corbyn: i loro grandi partiti non sono affidabili, su un partito piccolo affidabile fatto solo da veri sostenitori si potrebbe scommettere meglio.)

I portavoce del Cremlino si difendono, ricordando quanto siano limitati i poteri dei deputati eletti che, per legge, possono avere responsabilità solo per questioni municipali.

Tuttavia, non è raro che questi organismi possano gestire un ben maggior potere in una situazione rivoluzionaria. In Francia, nel 1789, il parlamento era stato eletto per essere consulente del re, ma presto assunse tutti i poteri e tagliò la testa del re. Nell’Unione Sovietica del 1991, il parlamento della Federazione Russa aveva ben pochi diritti, in quanto era soggetto al parlamento sovietico, ma si prese tutto il potere e spaccò l’URSS.

Dimentichiamo Navalny e cominciamo a pensare che il prossimo presidente della Russia potrebbe chiamarsi Maxim Katz e che Lucy Stern, potrebbe essere il suo ministro degli Esteri.

E sarà così a meno che Putin non saprà fare qualcosa di meglio in occasione delle prossime elezioni presidenziali.

Israel Shamir è raggiungibile presso adam@israelshamir.net

Fonte: www.unz.com/

P.S. L’opinione dell’autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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  1. mardunolbo 1 mese fa

    Cose temibili ma realistiche se Putin non riuscira’ a trovare per tempo un suo delfino che lo possa sostituire !

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  2. PieroValleregia 1 mese fa

    salve
    … se quanto paventato nell’articolo si avverasse sarebbe la fine delle pur flebili speranze anche per noi …
    saluti
    Piero e famiglia
    ps: ma Giorgio dov’è finito ? spero per lui che stia bene

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    1. Citodacal 1 mese fa

      Come già accennato precedentemente, non riesce più ad accedere ai commenti col nome Giorgio e probabilmente non intende farlo come Anonimo.

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      1. PieroValleregia 1 mese fa

        … grazie, mi era sfuggito
        saluti
        Piero e famiglia

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  3. Anonimo 1 mese fa

    Israel Shamir. Un nome che é tutto un programma.
    Qualsiasi cosa che questo tizio scriva, é da prendere con le molle.
    Non esiste serpente piú pericoloso di un serpente velenoso
    che si mimetizza da serpente innocuo.

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  4. Eugenio Orso 1 mese fa

    Veramente una brutta notizia, questa …
    I traditori del loro paese, giudei e liberisti, spie vigliacche della Cia, rialzano la testa anche in Russia, cuore della resistenza al Male democratico, mercatista e liberista …
    Dobbiamo sentirci preoccupati, perché la Russia è l’unica nostra remota speranza per una possibilità futura di riscatto e di liberazione dell’Italia.
    Fossi io, al posto di Putin, pur non essendo un grande statista come Vladimir, inizierei a prendere contromisure drastiche, per impedire una più capillare e destabilizzante infiltrazione dei traditori venduti.

    Cari saluti

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    1. PieroValleregia 1 mese fa

      … esatto caro Eugenio, al momento satana pare invincibile …
      saluti
      Piero e famiglia

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  5. Vincent 1 mese fa

    Io penso che la stragrande maggioranza dei russi sono a favore di Putin e non sarà un certo sig. Israel Shamir con i suoi “articoli” a cambiare le cose

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    1. Jane doe 1 mese fa

      Speriamo!

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  6. mardunolbo 4 settimane fa

    israel Shamir il “cui nome e’ programma” e’ un eroe in quanto da ebreo che era si e’ fatto cristiano e prima di cio’ se ne e’ scappato da Israele in Russia, poiche’ aveva “rotto” troppo i suoi connazionali anche raccontando la storia di mamilla-pool.
    Per chi nutre sospetti sul tipo, prego di andarsi a leggere su internet, se si trova ancora, Mamilla pool.
    E ne tragga i dovuti pensieri ed analogie !

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